31 Marzo 2002
1. Buona e santa Pasqua a tutti.
Cristo è risorto. Egli è il sorgente della nostra forza, gioia e costante
speranza.
Ci ritroviamo, questa mattina,
come ogni anno in questo giorno di festa, davanti alla gloriosa tomba del
Nostro Signore Gesù Cristo,. E sulla stessa tomba offriamo lo stesso sacrificio
offerto da Gesù sul Calvario. Sentiamo in questo giorno nei nostri cuori gioia e pena. Gioia
perchè celebriamo il mistero di Dio, e pena, perchè sperimentiamo in questi giorni
la presenza del male nella nostra terra. Le due realtà sono la materia del
nostro sacrificio. Offriamo a Dio i suoi propri doni, il suo amore e la sua
misericordia, ma anche il frutto del male che è in noi, l’odio, le demolizioni,
le unmiliazioni e la morte. Tutto questo lo mettiamo sull’altare dell’Altissimo
e gli domandiamo che trasformi tutto in vita nuova, visione nuova e nuovi
cuori, come dice il profeta: “Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi
uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di
carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò osservare e mettere in
pratica le mie leggi” (Ez 36:26-27). I capi di questa terra in
verità non stanno osservando le leggi di Dio, ma delle visioni di morti che
salgono dal di dentro di loro stessi. L’amore di Dio nei loro cuori, e nei
cuori del popolo l’hanno ucciso.
2. Celebriamo oggi il mistero
pasquale, che signfica la transizione del Verbo Eterno di Dio fatto uomo dalla
morte alla vita. Celebriamo il suo trionfo sulla morte e la nuova vita di cuin
ci ha resi partecipi. Il male che è in noi è stato sepelito con lui, siamo
ormai capaci di liberarci dai nostri peccati, come dice l’Apostolo: “Con lui
infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati
insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai
morti ” (Col 2,12). Rissuscitati con lui, guardiamo verso l’alto: “Se
dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù” (Col 3:1). E
collo nostro sguardo verso le cose di lassù,, proviamo di mettere la nuova vita
nella notra terra, sia nella routine della vita qaotidiana che nelle nostre
sofferenze, nella morte violenta e nell’odio omicida.
Fratelli e sorelle, la lotta tra
i nostri due popoli deve essere una lotta di ciascuno di noi con se stesso,
affinchè si liberi se stesso del mal che è in lui, della morte, oppressione e
assenza di Dio in lui, cosìcche possa guardare verso l’alto e vedere la
giustizia di Dio e la vita nuova che offre a ciascuno di noi.
3. Domandiamo a Dio di abbreviare
questi giorni di sofferenza. Eppure possono essere ancora lunghi. Perciò il
nostro messagio è un invito alla pazienza, alla forza nella pazienza e alla
perseveranza, finchè passi la prova. Possa la grazia della Risurrezione
rinnovare i nostri rapporti con Dio e con ogni persona umana. Ognuno di voi a
un ruolo da giocare nella lotta, quello di mettervi una nuova vita e una nuova
forza quella dello spirito. Perchè in questa lotta la dignità dell’uomo è
violata, e la vita umana non ha più nessun prezzo. E la pace si trova su una
strada chiusa. Solo coloro che hanno in mano il potere di mettere fine
all’ingiustizia che pesa da anni sull’uno dei due popoli, il popolo
palestinese, può aprire la strada. Togliere l’oppressione, ridare la liberta e
la terra a quello popolo, è l’unico mezzo di uscire dal circolo della morte,
della violenza, dell’odio e dell’inumanità. E’ tempo ormai che i capi
Israeliani capiscano questo, e con l’aiuto della comunità internazionale,
prendano le misure necessarie per una vera sicurezza, in vece delle misure
presenti che non producono che la morte. La violenza di questi ultimi giorni
saranno stati un altro momento di violenza inutile, se no da rendere la pace
più lontana ancora.
La
Pasqua vuol dire passare dalla morte alla vita, dalla servitù alla libertà,
dalla servitù degli uomini all’adorazione di Dio unico. Quello è il senso
del’Esodo del popolo ebraico dall’Egitto con Mosè, quello è il senso della
Rizurezzione del Signore, e quello é il bisogno della nostra terra:
attraversare il deserto dell’odio e della morte, il deserto dell’ingiustizia e
oppressione imposta su l’uno dei due popoli, affinchè si arrivi alla vita e
sicurezza dei due insieme. Perciò i capi dovrebbero smettere di parlare di
“terrorismo” per nascondere il male di fono, e per giustificare e nutrire la
permanenza della morte e dell’odio. Dovrebbero vedere la verità e confessare
che c’è un male da guarire: questo male è l’oppressione di un popolo, la sua
privazione della sua terra e libertà. Quando questo male prenderà fine, subito
prenderà fine ogni forma di morte e di odio. Così la nostra terra riscoprirà la
sua santità, e tutti, Israeliani e Palestinesi, rientreranno insieme nella la
Terra Promessa, dove scorre non più il sangue, ma il latte e il miele della
giustizia e della riconciliazione.
4. Cristo è risorto. In questi
giorni in cui la morte è il nostro companione di strada, e l’umiliazione è il
modo normale di trattare del forte col debole, abbiamo bisogno di una vita
nuova. E siamo convinti che tutti, Palestinesi e Israeliani, sono capaci di
accogliere questa vita nuova. Noi che crediamo alla forza e alla gloria della
Rizurezzione, il nostro ruolo è di mantenere viva la speranza, come lo dice
S.Pietro nella sua prima lettera: “Dio nella sua grande misericordia ci ha
regenerati mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti per una speranza
viva” (1Pt 1:3)
5. Vorrei ringraziare a questa occasione, e proprio in questi giorni di prova, tutte le Chiese del mondo, e in primo il nostro Santo Padre, Papa Giovanni Paolo II, le varie Chiese Cattoliche, ed il Consiglio Mondiale delle Chiese, rappresentando le Chiese Ortodosse e Protestante, per il loro continuo appoggio nella nostra prova, per la loro parola e azione per la giustizia e la pace. Vorrei ringraziare anche le varie NGO e movimenti di pace presenti in questi giorni tra noi per lo stesso scopo di agire per la pace e la giustizia. Sentiamo che questa prezenza Christiana mondiale è una presenza salutare che può aiutare le due parti a arrivare alla giustizia, alla sicurezza e alla dignità. La loro voce e azione sono un appogio per la nostra umile voce a azione. Portiamo nei nostri cuori l’amore di Dio per tutti i suoi figli. Christiani, Musulmani e Ebrei, sono ugualmente amati da Dio, da noi e da tutte le Chiese del mondo.E’ in questo spirito che proviamo di resistere quanto possible alle forze di morte e di odio nella nostra terra.
Cristo è risorto. Signore, da una
nuova vita alla tua terra che ha voluto santificare colla tua presenza. Metta
nei nostri cuori a tutti la tua giustizia, il tuo amore e la tua pace. Amen.
+Michel
Sabbah, Patriarca