PATRIARCATO LATINO – GERUSALEMME
Messaggio
di Pasqua 2004
Fratelli
e sorelle,
Cristo
è risorto. E’ la nostra gioia e la nostra forza.
1. La festività di Pasqua è occasione di
nuove grazie che ci rinnovano lo spirito e il cuore e ci danno nuova forza per
perseverare nell’adempimento dei nostri doveri nella Chiesa e nella nostra
società. Continuiamo cosí a servire
e ad amare tutti i nostri fratelli e sorelle, quale che sia la loro
religione o nazionalità. In
effetti come cristiani il nostro comandamento per eccellenza è quello dell’amore che vede in ogni
persona umana il volto di Dio e che ama ogni persona umana come Dio stesso la ama.
A tutte le nostre parrocchie rivolgo gli auguri sinceri di
rinnovamento e di perseveranza nel servizio e nell’amore che è la perfezione di
ogni persona umana, come di tutte le leggi. La Resurrezione gloriosa di Cristo
ci riempie dunque della gioia e della forza di una vita nuova e fa di noi un
uomo nuovo, pieno di speranza e di amore, come dice San Paolo: “La speranza
non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo
dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,6). Che la festa sia dunque
per noi occasione di crescere nella fede dell’uomo nuovo che vede ogni cosa e
ogni persona umana con lo sguardo di Dio Creatore e Redentore di tutti. E’ per
questo che dobbiamo convertirci, per essere veramente portatori della grazia e
della luce di Dio nelle nostre famiglie, nelle nostre parrocchie e nelle nostre
società.
2. Celebrando la festa della
gloriosa Pasqua non possiamo che riguardare con gran pena la situazione di
morte che circonda i Luoghi Santi e tutti gli abitanti di questo paese: una
situazione che sembra senza via d’uscita, di uomini smarriti che cercano la
vita nelle tenebre della morte e dell’oppressione degli altri.
Viviamo dei giorni in cui
la ragione è assente e ci troviamo abbandonati alla “follia degli uomini” che
non vedono soluzioni se non nella effusione di sangue e nell’annientamento
della persona umana. E’ per questo che le città sono occupate e rioccupate e
attaccate; delle persone sono uccise, altre sono fatte prigioniere e, nello
stesso tempo, l’assedio continua su ogni città e ogni villaggio e tutta la vita
di ogni giorno è sottoposta all’oppressione.
Come venirne fuori ?
Occorre che i responsabili ritornino alla ragione e ammettano che ogni persona
umana è eguale, sia palestinese sia israeliana. Secondo, quando la violenza si
ferma da una parte, occorre che si fermi pure dall’altra. Che i responsabili
traggano la lezione di quel che hanno fatto finora dopo tre anni di morte e di
distruzione, senza attendere la sicurezza voluta. Hanno ucciso migliaia di
persone e il popolo è rimasto sempre quello, a reclamare la sua libertà. E se
continuano nella stessa strada, uccideranno ancora altre persone e il popolo
resterà ancora a reclamare la sua libertà. La soluzione consiste dunque
nell’ascoltare la voce degli oppressi e a ridare loro la libertà. E’ tempo
ormai che i responsabili tornino alla ragione e tirino semplicemente la lezione
di quel che è passato. Cosî soltanto eviteranno per se stessi e per i loro
popoli il peso di una nuova effusione di sangue e la permanenza
dell’insicurezza. Che intraprendano la vera via della sicurezza: dei cuori
amici sono i soli garanti della sicurezza. E i cuori oggi ostili saranno domani
cuori amici, una volta che gli saranno resi la loro libertà e la loro terra.
Allora cadrà il muro che oggi si costruisce e nello stesso tempo cadranno i
muri di odio eretti nei loro cuori. Allora fiorirà la sicurezza, senza bisogno
dei muri e delle armi di distruzione.
Chiediamo a Dio di aprire i cuori
e di fare in modo che la grazia della Pasqua divenga per tutti forza per passare dalla morte alla vita, soprattutto nella storia odierna della
Terra Santa.
3.Ai nostri fedeli che
vivono sotto assedio e che si ritrovano adesso dietro il muro di separazione, diciamo: Con la vostra
resistenza a ogni oppressione, accompagnate tutti gli eventi con la vostra
preghiera e la vostra pazienza. Rinnovate la vostra speranza con la gioia e con
la forza della Resurrezione. Non lasciatevi prendere dalla logica dell’odio;
custodite anzi la vostra libertà di spirito, per perseverare nell’amore che
sarà la redenzione vostra e di tutti gli abitanti di questa terra santa. E ai
nostri fedeli, che non sono sottoposti all’assedio, nelle diverse parrocchie
della diocesi: accompagnate con le vostre preghiere i vostri fratelli e le
vostre sorelle e ogni persona umana coinvolta da questo cruento conflitto,
possa Dio aver pietà e concedere a questa terra e ai suoi due popoli sicurezza,
pace e vita nuova. Il profeta dice : “Darò loro un cuore nuovo e uno spirito
nuovo metterò dentro di loro; toglierò dal loro petto il cuore di pietra e darò
loro un cuore di carne” (Ez 11,19 ; 36,26). Chiediamo a Cristo Risorto di
concederci questa grazia. La Pasqua sarà così pure per noi una resurrezione e
un passaggio dalla morte a una vita sicura e tranquilla sotto lo sguardo
vigilante di Dio. Amen.
Buona e
santa festa di Pasqua !
Gerusalemme, 5 aprile 2004
+ Michel Sabbah, Patriarca