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Ai
nostri carissimi Fratelli e Figli nel Signore !
Il profeta Osea dice: “Il Signore fa
un processo agli abitanti del paese. Non c’è né sincerità né amore, né
conoscenza di Dio in questo popolo, ma ovunque spergiuri, menzogne, omicidi e
latrocini, adulteri, violenze e sangue che provoca sangue. Ecco perché il
paese è in lutto e chiunque vi abita deperisce” (Osea 4, 1-3). Queste
parole applicano, purtroppo, almeno parzialmente, ai nostri giorni. E tutti
noi portiamo la responsabilità di purificare il nostro tempo e di tornare
alla rettitudine, alla giustizia e al bene.
Fratelli e Sorelle: Siamo vicini a voi. Con voi, viviamo la tempesta che
si e scaturita in questi giorni. Con l’aiuto di Dio, questa crisi passera. Siamo con voi, in questi tempi difficili. Vi diciamo:
Armatevi colla pazienza e colla fede. Col Salmista diciamo: “A torto mi
perseguitano i potenti, ma il mio cuore teme la tua parola”(Salmo 118,161),
e ancora: “Deh, mira la mia miseria e liberami, poiché non ho abbonando la
tua legge. Difendi la mia causa e riscattami, dammi vita secondo la tua
promessa” (118, 153-154).
Il nostro
destino è di nascere sotto l’occupazione e di essere costantemente esposti
alla morte. Ogni persona umana ha il diritto e il dovere di fare tutto il suo
possibile per ottenere la propria libertà. La comunità internazionale deve
finalmente sentire e capire che
il Palestinese e un essere umano, come tutti gli altri. Come ogni essere
umano, ha il diritto di riconquistare la propria dignità e libertà nella
propria terra .
Uccidere e un
male . Ogni violenza e un male. Ogni guerra sfigura il Volto di Dio, e perciò
e un male . L’omicida e pure colui che spinge all’omicidio. E colui che
apre le porte della morte e ci fa entrare le persone. Nella nostra Terra
Santa, l’elemento che apre le porte della morte e l’occupazione militare.
Diciamo dunque: basta la sofferenza del popolo palestinese fino ad oggi. E ora
di porre fine alla sua tragedia.
Al popolo
israeliano diciamo: Voi meritate ugualmente la sicurezza e la pace. Vi
auguriamo sicurezza e pace. In ognuna ed ognuna di voi, vediamo la dignità
che viene di quella di Dio e che e un dono ad ogni persona umana, sia
palestinese che ebrea. La chiave della morte o della pace si trova nelle
vostre mani e in quelle del governo che vi siete eletto. E lui che può aprire
o chiudere le porte della morte. E lui che vi potrebbe dare la pace o
privarvene. Colui che oggi combattono gli uni e gli altri e vengono buttati
nell’abisso della morte hanno il diritto di vivere e di godersi la
sicurezza. Perciò, dipende dal vostro governo di porre fine all’occupazione
che pesa sui Palestinesi, da decine di anni a questa parte, privandoli della
loro dignità e libertà. Le Nazioni Unite hanno formulato delle regolazioni
che sono la base della pace. Basterebbe applicarle.
Coi nostri
Confratelli, i Patriarchi della Città Santa e di tutti gli altri Capi di
Chiese a Gerusalemme, diciamo: Basta col sangue, basta con le lotte! Chiudete
le porte della morte, dell’odio e del terrore. Smettetela coll’effusione
del sangue che chiama un altra effusione di sangue. Il sangue di tutte le
vittime grida davanti a Dio e davanti ad ogni coscienza umana. Restituite la
terra occupata ai veri proprietari, permettendo cosi ai cuori di ritrovare la
serenità, ed ad ogni essere umano di ritrovare la propria umanità, e, al
Palestinese come all’israeliano, di ritrovare nell’uguaglianza la propria
dignità data da Dio!
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Michel Sabbah
Patriarca Latino di Gerusalemme
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