THE VOICE OF THE LATIN PATRIARCH OF JERUSALEM

FIRST HAND DOCUMENTS FROM PATRIARCH MICHEL SABBAH

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Lettera di S.B. Mons. Michel Sabbah ai Fedeli 

sulla situazione a Betlemme   il 20 ottobre 2001

Ai nostri carissimi Fratelli e Figli nel Signore !

Il profeta Osea dice: “Il Signore fa un processo agli abitanti del paese. Non c’è né sincerità né amore, né conoscenza di Dio in questo popolo, ma ovunque spergiuri, menzogne, omicidi e latrocini, adulteri, violenze e sangue che provoca sangue. Ecco perché il paese è in lutto e chiunque vi abita deperisce” (Osea 4, 1-3). Queste parole applicano, purtroppo, almeno parzialmente, ai nostri giorni. E tutti noi portiamo la responsabilità di purificare il nostro tempo e di tornare alla rettitudine, alla giustizia e al bene.  

Fratelli e Sorelle: Siamo vicini a voi. Con voi, viviamo la tempesta che  si e scaturita in questi giorni.  Con  l’aiuto di Dio, questa crisi passera.  Siamo con voi, in questi tempi difficili. Vi diciamo: Armatevi colla pazienza e colla fede. Col Salmista diciamo: “A torto mi perseguitano i potenti, ma il mio cuore teme la tua parola”(Salmo 118,161), e ancora: “Deh, mira la mia miseria e liberami, poiché non ho abbonando la tua legge. Difendi la mia causa e riscattami, dammi vita secondo la tua promessa” (118, 153-154).

Il nostro destino è di nascere sotto l’occupazione e di essere costantemente esposti alla morte. Ogni persona umana ha il diritto e il dovere di fare tutto il suo possibile per ottenere la propria libertà. La comunità internazionale deve finalmente  sentire e capire che il Palestinese e un essere umano, come tutti gli altri. Come ogni essere umano, ha il diritto di riconquistare la propria dignità e libertà nella propria terra .

Uccidere e un male . Ogni violenza e un male. Ogni guerra sfigura il Volto di Dio, e perciò e un male . L’omicida e pure colui che spinge all’omicidio. E colui che apre le porte della morte e ci fa entrare le persone. Nella nostra Terra Santa, l’elemento che apre le porte della morte e l’occupazione militare. Diciamo dunque: basta la sofferenza del popolo palestinese fino ad oggi. E ora di porre fine alla sua tragedia.

Al popolo israeliano diciamo: Voi meritate ugualmente la sicurezza e la pace. Vi auguriamo sicurezza e pace. In ognuna ed ognuna di voi, vediamo la dignità che viene di quella di Dio e che e un dono ad ogni persona umana, sia palestinese che ebrea. La chiave della morte o della pace si trova nelle vostre mani e in quelle del governo che vi siete eletto. E lui che può aprire o chiudere le porte della morte. E lui che vi potrebbe dare la pace o privarvene. Colui che oggi combattono gli uni e gli altri e vengono buttati nell’abisso della morte hanno il diritto di vivere e di godersi la sicurezza. Perciò, dipende dal vostro governo di porre fine all’occupazione che pesa sui Palestinesi, da decine di anni a questa parte, privandoli della loro dignità e libertà. Le Nazioni Unite hanno formulato delle regolazioni che sono la base della pace. Basterebbe applicarle.

Coi nostri Confratelli, i Patriarchi della Città Santa e di tutti gli altri Capi di Chiese a Gerusalemme, diciamo: Basta col sangue, basta con le lotte! Chiudete le porte della morte, dell’odio e del terrore. Smettetela coll’effusione del sangue che chiama un altra effusione di sangue. Il sangue di tutte le vittime grida davanti a Dio e davanti ad ogni coscienza umana. Restituite la terra occupata ai veri proprietari, permettendo cosi ai cuori di ritrovare la serenità, ed ad ogni essere umano di ritrovare la propria umanità, e, al Palestinese come all’israeliano, di ritrovare nell’uguaglianza la propria dignità data da Dio!

                                                                 + Michel Sabbah

                                                                 Patriarca Latino di Gerusalemme

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