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Omelia per la festa della Assunzione della Beata Vergine Maria

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assunzione"Un segno grandioso apparve nel cielo, una donna vestita di sole, con sul capo una corona di dodici stelle e apparve anche un altro segno: un enorme drago rosso, fermo di fronte a questa donna e pronto a divorare il suo bambino!"
Cari amici, in questo modo l'autore della Apocalisse descriveva, rivolgendosi  ai cristiani, allora  perseguitati, questa lotta enorme scatenata  tra la Chiesa, indicata attraverso  il simbolo della donna, e il Demonio, indicato dal simbolo di questo Drago...

Questa lotta continua tuttora... Si potrebbe anzi dire che da qualche tempo essa ha conosciuto una nuova recrudescenza. Oggi sembrerebbe che le forze dell'inferno si scatenino contro la Chiesa in un modo diabolicamente insidioso e anzi, che queste forze del male, dell’errore e della menzogna, stiano cercando di infiltrarsi fin nei conventi e nelle istituzioni religiose…

La tradizione cristiana ha visto anche, in questa donna “vestita di sole” e incoronata di stelle, il simbolo della Vergine Maria. Più che mai, in questa festa della sua Assunzione, essa ci appare come un "segno grandioso", un segno di speranza, giacché in essa la grazia del suo Figlio ha pienamente trionfato sul Drago infernale. Celebriamo oggi il culmine di questa vittoria, perché oggi Cristo associa sua Madre alla sua gloria e risurrezione. Diceva San Paolo poco fa: “L'ultimo nemico che Cristo annienterà sarà la morte"; la vittoria finale della grazia di Cristo in ciascuno di noi, consisterà nell’associarci alla sua risurrezione: "In Cristo, tutti noi riceveremo la vita, ma ognuno al suo posto!" E perché mai la prima non dovrebbe essere lei, sua Madre divina?

Oggi celebriamo inoltre la glorificazione della Beata Vergine in tutto il suo essere: anima e corpo. Celebriamo l'Assunzione della Vergine Maria, la prima tra tutti i redenti. Come avrebbe potuto Cristo aspettare prima di far partecipare in pienezza alla sua redenzione questo corpo della Madre, che egli stesso aveva plasmato, costituito, e che gli aveva fornito lo strumento stesso? Perciò, dopo Cristo, essa è la prima tra i risorti. Non è solo il suo spirito, la sua anima ad essere entrata nella gloria, ma la sua persona tutta intera insieme con il suo corpo. La gloria della sua anima si è riversata sul suo corpo. Ogni anima limpida, trasparente, fervente, piena di fede e di ideale, ogni anima piena di amor di Dio traspare attraverso il corpo e lo spiritualizza dandogli, per così dire, una bellezza unica. A maggior ragione, un'anima come quella della Beata Vergine Maria doveva risplendere sul suo corpo, tanto da risultarne anch’esso in certo modo spiritualizzato ed entrare anch’esso, nella gloria ...

Questo trionfo celeste della Vergine Maria, che oggi celebriamo, si ripercuote quaggiù. Possiamo davvero dire che dopo Cristo, non vi è nessuno al mondo tanto onorato, tanto venerato, tanto amato quanto la nostra Madre celeste, né che venga così spesso riprodotto in immagine e nelle statue. A dire il vero, questa glorificazione della Beata Vergine è iniziata quaggiù fin dalla sua vita terrena. Tre voci l’hanno glorificata, lodata, esaltata, proclamata beata: oggi, in questo Vangelo, la voce della cugina Elisabetta, che la proclama "benedetta fra le donne", e la proclama beata perché ha creduto! Ieri sera, nel Vangelo della Vigilia, la voce di una donna nella folla che si era radunata attorno a Cristo e che, stupita dalle parole del Signore, proclamava beato il corpo di sua madre, quel suo corpo di donna: "Beato il seno che ti ha allattato, e il grembo che ti ha portato! " E in questo stesso Vangelo, la Vergine Maria è stata proclamata beata da suo Figlio stesso, quando rispondendo al grido di questa donna, diceva: "Ancor più beati, coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!" Dichiarando "beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica", Gesù stesso ha proclamato beata sua Madre fin da quaggiù, perché questo lei faceva: non solo "beveva" le parole del suo divin Figlio, ma le meditava e metteva in pratica, così come meditava sui suoi atti e i suoi gesti. Per due volte, il Vangelo di Luca sottolinea questa meditazione "della Beata Vergine: il giorno di Natale, dopo il racconto dell’adorazione dei pastori, osserva: "Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore". (Lc 2, 19), e in questo stesso capitolo (v. 51), dopo l'episodio del Bambino Gesù perduto e ritrovato nel tempio, annota di nuovo: "E sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore! " A Nazareth lei aveva dovuto cucinare per San Giuseppe e Gesù, e anche fare i lavori di casa, ma questo non le impediva di avviarsi a questa contemplazione di Dio, a questa unione con Dio, che rappresenta attualmente il suo trionfo e la sua gioia. Nel bel mezzo dei lavori più umili, poteva fermarsi a discorrere con Gesù, perché suo Figlio era presente , poteva parlargli, con lui poteva scambiare dei discorsi, di più: poteva restare in silenzio accanto a lui. Non avevano bisogno di parole per capirsi: i loro cuori, le loro anime, i loro pensieri erano così vicini tra di loro, che anche il silenzio era un vero colloquio intimo tra loro due.

La Vergine Maria è per noi un segno di speranza: essa ci insegna a imparare a ritagliarci ogni giorno un tempo di silenzio, di raccoglimento, di preghiera ... di meditazione, sia nella nostra cella, in questa oasi di pace di Rafat, sia nel nostro ufficio oppure durante la nostra bella passeggiata, a Beit Jemal. Sì, sul suo esempio, ogni giorno, vogliamo meditare le parole e i gesti del Signore. Sì, seguendo l'esempio della Vergine Santissima, vogliamo vivere questa vita di unione con Dio sotto il suo sguardo e intimamente uniti a Lui, e allora quale forza, quale serenità, quale discernimento ne avremo in cambio! Se Egli è con noi chi sarà contro di noi?

La seconda persona che ha proclamato beata la Beata Vergine durante la sua vita quaggiù è quella donna senza nome che, anticipando questa festa dell'Assunta, ha reso gloria e proclamato beato il suo corpo, il suo corpo di donna e di mamma di Cristo, e in particolare, in questo corpo, tutti quei meravigliosi apparati inventati dal Creatore stesso, per costituire quella meraviglia delle meraviglie che è un bambino "Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato !" Infine, nel Vangelo che abbiamo or ora ascoltato, Elisabetta proclamava beata la "Madre del Signore" che le faceva l'onore di venire a visitarla e ad aiutarla. Come ho detto nel nostro ultimo incontro in questa chiesa, la Vergine Maria, piena di grazia, piena di Dio, ricolma di gioia, non potendo serbare tutto questo per sé, partiva di casa per condividere la sua pienezza con la cugina. Con questo comportamento la Vergine Maria ci mostra una delle più belle qualità delle donne: lo slancio nel rendere servizio, lo slancio nel porsi al servizio degli altri, lo slancio nell’amare e nello spendersi, e qui è l'essenza della nostra consacrazione, del nostro dono di noi stessi a Dio e alla Chiesa di Gerusalemme. Ed è questo che vi rende belli, e voi siete belli e belle a causa di questo dono di sé, di questa trasparenza. E non si può fare a meno di amarvi.

Se tutti i cristiani, con i loro riti e tradizioni, e anche con il loro "status quo" si considerassero "gli uni al servizio degli altri," se tutti gli abitanti di questa zona si considerassero al servizio della pace e della giustizia non credete che in questa Terra Santa molte cose cambierebbero? Così la Vergine della Visitazione ci apppare quale un segno dal cielo, un segno di speranza che ci mostra la via d'uscita da questa nostra crudele situazione di prepotenza e di reciproca diffidenza. Ed ora la Vergine, che riconosce le meraviglie che Dio ha fatto in lei, che ha creduto alle parole che Dio le ha rivolto per mezzo del suo Angelo, viene a portare la gioia. E mentre Giovanni Battista esulta nel grembo di sua madre ed essa riconosce quanto è fortunata a ricevere la visita della Madre del suo Signore, allora Maria canta il suo Magnificat, canta le meraviglie di Dio ! "Il Signore ha fatto grandi cose per me, d'ora in poi tutte le generazioni, tutti gli uomini mi daranno gloria, mi chiameranno beata… L'umile Vergine Maria, cittadina di questa nostra terra, aveva previsto questa glorificazione terrena, di cui essa è oggetto e di cui siamo oggi testimoni ed autori ... Nostra Signora della Gioia, Nostra Signora di Palestina, aiutaci a seguire il tuo buon esempio, a condividere la nostra gioia e la nostra pienezza di Dio. Amen.

+ Fouad Twal, Patriarca

Festa della Assunzione della Beata Vergine Maria.

Professioni delle Suore del Rosario, Betlemme, 15 agosto 2009

Traduzione: Rodolfo Monzali

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Agosto 2009 15:25  
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