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Omelia di S.B. Fouad Twal in occasione della solennità di S. Stefano d'Ungheria

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Cari sacerdoti, religiosi e religiose, cari membri dell’Ordine del Santo Sepolcro, cari amici che mi avete accompagnato dall’Austria, cari fedeli, sono riconoscente a S.E. il Cardinale Péter Erdö, al Primo Ministro Sig. Zsolt Semjén, che mi hanno invitato ad essere oggi qui con voi in questa meravigliosa Basilica.

Ultimo aggiornamento 26.08.2010 Leggi tutto...
 

Omelia per la festa di Santa Chiara

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Monastero di Santa Chiara di Gerusalemme, 11 agosto 2010
La Chiesa universale celebra oggi la festa di S. Chiara d’Assisi. In quest’occasione porgiamo i nostri migliori auguri alle nostre care Suore Clarisse e preghiamo il Signore che il loro numero possa crescere sempre di più.

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Omelia per le ordinazioni diaconali e sacerdotali dei frati francescani

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francescani-smallCari fratelli e sorelle,
Siamo qui riuniti insieme per celebrare le grandi opere di Dio. Quelle opere compiute nelle vite dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, questi due discepoli che si lasciarono conquistare e letteralmente trasformare da Gesù, fino a donare per amor suo la propria vita. Le letture ce li hanno brevemente presentati: uno in prigione, per Cristo, e liberato grazie alla preghiera di intercessione della comunità cristiana, l’altro in attesa di essere processato e di andare incontro al sacrificio supremo della vita.

Ultimo aggiornamento 30.06.2010 Leggi tutto...
 

Omelia per l’ordinazione diaconale dei Salesiani e dei Missionari d’Africa

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fouad-twalOggi, siamo qui riuniti per celebrare le grandi opere di Dio per i suoi figli e in mezzo ai suoi figli. In questa città nella quale Gesù ha vinto il mondo, in questo giardino nel quale si è sottomesso alla volontà del Padre fino alla croce, noi siamo raccolti per conferire l’ordinazione diaconale a questi giovani il cui cuore è stato conquistato da questo stesso Signore, e che ora, mediante lui, desiderano appartenere totalmente al Padre e servirlo ogni giorno.

Ultimo aggiornamento 21.07.2010 Leggi tutto...
 

Omelia del patriarca Fouad per la Santa Trinità e il giubileo dell’Opera

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Solennità della Santissima Trinità
Centenario della nascita di Madre Giulia Verhaeghe, fondatrice dell’Opera

Sant’Anna, 30 maggio 2010

Cara suor Claire, superiora della Famiglia spirituale dell’Opera,
Cari fratelli e sorelle,
Cari amici,

Sono lieto di essere stato invitato a celebrare con voi questa solennità della Santa Trinità, cuore del mistero della vita cristiana e della rivelazione. Grazie alla comunione col nostro Signore Gesù Cristo e tra di noi, noi riceviamo un dono inestimabile: quello di poterci immergere nella vita intima di Dio stesso.

Come sapete, il termine “Trinità” non compare mai nella bibbia, non nell’Antico e non nel Nuovo Testamento. Si tratta di una formula teologica, praticamente tecnica; che non è apparsa prima del II secolo e non è stata fissata che nel IV secolo, in occasione dei concili di Nicea e di Costantinopoli. Ma non fu necessario attendere questa invenzione lessicale perché i credenti scoprissero e comprendessero poco a poco che Dio non è una realtà lontana e inaccessibile, ne un padrone senza pietà o un giudice senza cuore.

La vita, i discorsi e i miracoli di Gesù di Nazareth fanno capire e testimoniano la natura stessa dell’essere di Dio, un Dio di amore e di perdono. Gesù ci invita a custodire i suoi comandamenti per potere compere le opere del Padre, che sono anche opere d’amore di perdono e di misericordia.

E se noi siamo creati a immagine e somiglianza di Dio, questo significa che anche noi siamo fatti per vivere questo scambio di doni e di accoglienza, di condivisione e di comunione, relazioni queste di cui noi tutti abbiamo fame e sete.

Così, quando leggiamo la Scrittura e celebriamo l’Eucarestia, noi celebriamo un Dio di comunione e di relazione – in se stesso e con gli uomini – e impariamo da lui l’apertura all’altro, la condivisione, il rispetto reciproco e lo spirito di servizio, cose tutte che possono condurre fino al dono totale di se stessi.

Celebrando pochi giorni fa la Pentecoste, noi abbiamo visto gli apostoli uscire da Cenacolo per condividere con altri la Buona Novella e testimoniare l’esperienza che avevano vissuto in compagnia di Gesù di Nazaret.

Non si tratta più, dunque, di restare chiusi in se stessi, ne di rimanere tra Ebrei, si tratta di fare dei discepoli, cioè permettere a chiunque nel mondo, di incontrare Gesù Cristo come essi stessi l’hanno incontrato. Essi sono così inviati per battezzare nel nome di un Dio d’amore, Padre, Figlio e Santo Spirito, tre che sono uno solo.

Così, divenire cristiano, essere consacrato, è entrare in un flusso di vita, di dono di sé simile allo scambio e alla circolazione d’amore infinito che va dal Padre al Figlio e dal Figlio al Padre nello Spirito. Nell’amore niente è dovuto, tutto è gratuito; nulla è tenuto, tutto è consegnato e comunicato all’altro.

Un poco di matematica e di statistica non fanno male: quante volte invochiamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo?

Anzitutto troviamo questo segno nel battesimo.

Ci segniamo prima e dopo la preghiera.

Ci segniamo in ogni momento della giornata.

Si segna qualcuno per benedirlo. Si segna con una unzione quelli e quelle che sono ammalati.

È un segno che diventa come “il sigillo del proprietario”. Il segno della croce tracciato su di noi al momento del nostro battesimo e della nostra consacrazione significa che noi apparteniamo ormai a qualcuno.

E intanto non ci dimentichiamo che la vita non si dona in una volta sola, ma il più delle volte goccia a goccia, giorno dopo giorno.

Cari amici, è nella contemplazione di questo mistero della Trinità che la vostra fondatrice, Madre Giulia Verhaeghe, di cui noi festeggiamo oggi il centenario della nascita, ha attinto la sua comprensione di Dio e della Chiesa; è così che ella ha potuto fondare, con una obbedienza e una docilità edificanti, questo bel frutto dello Spirito Santo che è la vostra famiglia spirituale.

Quanto Madre Giulia ha bevuto alla sorgente di questo vivificante mistero della comunione trinitaria! Nella sua vita, è stata la scoperta della comunione che la ha rinnovata, e le ha ispirato la sua vocazione.

I due avvenimenti fondatori della sua giovinezza hanno entrambi questa medesima caratteristica:

- il primo avvenimento fu la scoperta di san Paolo. Quando aveva diciannove anni, il suo amico il Padre Hillewaere, le regalò una traduzione olandese del Messale romano. Leggendo le parole di san Paolo al suo discepolo Timoteo, l’Apostolo divenne in un istante e per sempre il suo compagno, il suo amico intimo. Ella scrive a questo proposito: “l’apostolo san Paolo divenne per me uno strumento di Dio, un direttore spirituale, un fratello amato di cui potevo sperimentare la presenza”
- Il secondo avvenimento sopraggiunse il 18 gennaio 1938, al momento della fondazione dell’Opera, quando Madre Giulia scoprì che lo Spirito di Cristo aveva messo nel cuore di Padre Hillewaere, suo confidente di sempre, la medesima visione e lo stesso desiderio.

Da quel momento, la sua vita non sarà altro che una ricerca continua di questa opera che un altro realizzava nella sua vita, una ricerca di questa incredibile e vivificante unità tra le persone. Lei scrive ancora: “La conversione non è il lavoro di un giorno solo, né è il nostro lavoro”. Ecco dunque, care sorelle, il segreto della bellezza del vostro carisma: l’Opera che Madre Giulia ha fondato non è la sua opera, non è nemmeno la vostra. Come Maria la Madre di Dio e san Paolo prima di voi è la Grazia che vi permette di dire “sì” all’opera di un Altro.

Poiché la vera Opera è Gesù stesso, inviato dal Padre e divenuto uno di noi per la potenza dello Spirito Santo.

In questo giorno in cui contempliamo Dio come mistero di Comunione, noi non siamo soli. Noi siamo una porzione della Chiesa universale e siamo allo stesso tempo la Chiesa madre dalla quale tutti i cristiani sono nati spiritualmente. La vostra Opera è l’opera della nostra Chiesa di Gerusalemme con la sua dimensione mondiale, ecumenica e interreligiosa per la gloria di Dio Uno e Trino e per la salvezza degli uomini.

Care Sorelle, imitate l’esempio della vostra Fondatrice che aveva il genio delle relazioni. Dovunque ella andava sapeva incontrare le persone nelle circostanze reali della loro vita e sapeva suscitare per esse una conversione, una purificazione, una presa di coscienza della vocazione di Dio.

Dall’esperienza spirituale di Madre Giulia è nata una esperienza nuova e molto concreta di Chiesa come famiglia nella sua pienezza umana e divina insieme.

Vorrei concludere questa meditazione citando un breve testo della vostra fondatrice: “Ecco il messaggio della mia vita: servire Dio tre volte Santo alla luce dei segni dei tempi, nell’unità, la gioia e il timore di Dio. Così potremo impegnarci con fede, speranza e carità, per servire solamente la Verità che ci è rivelata in Cristo per l’edificazione del suo Corpo Mistico, la santa Chiesa: Ad laudem et gloriam Dei."

Buona festa a tutti e tutte!

+ Fouad Twal, Patriarca

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Ultimo aggiornamento 21.07.2010 Leggi tutto...
 

Omelia per l’ordinazione episcopale di Mons. William Shomali

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[Fr - En - It - Ar - Es - Ge]“Ogni sommo sacerdote, preso fra gli uomini, viene costituito per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio” (Eb 5,1).

Caro Mons. William Shomali, nostro novello Vescovo ausiliare,
Cari e venerabili fratelli nell’episcopato,
Cari padri, religiosi e religiose,
Cari ospiti, amici e benefattori,
Cari fratelli e sorelle,

Ultimo aggiornamento 27.05.2010 Leggi tutto...
 

Omelia per la festa di Pentecoste 2010

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Cari amici, buongiorno e benvenuti a tutti voi !
Desidero indirizzare un  buongiorno tutto speciale ai nostri cari giovani che, nel corso di questa eucarestia, stanno per ricevere il sacramento della Confermazione.
Ringrazio calorosamente i Padri benedettini, che ci accolgono come sempre con gioia nella loro bella basilica.
Dico infine un grande grazie ai genitori, padrini, madrine, sacerdoti  e amici che hanno preparato i nostri giovani per questa bella cerimonia.

Ultimo aggiornamento 23.05.2010 Leggi tutto...
 

Domenica di Pasqua - Omelia del Patriarca Fouad

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Cari fratelli, il Signore è risorto! E’ veramente risorto!
Il mattino di quella domenica i due apostoli Pietro e Giovanni e, prima di loro, le pie donne con la Maddalena, giunsero a questo sepolcro. Grande fu il loro stupore nel vedere la pietra rotolata via dal sepolcro. Ancora maggiore il loro smarrimento perché non si trovava più il corpo del Signore.
Chi aveva potuto osare tanto e rimuovere la grande pietra?

Ultimo aggiornamento 06.04.2010 Leggi tutto...
 

Giovedì Santo 2010 - Omelia del Patriarca Fouad

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“Questo è il mio Corpo … Fate questo in memoria di Me” (Lc 22:19)
Cari Fratelli nel Sacerdozio,
Care sorelle, cari fratelli,
In questa Città Santa, nel Cenacolo, il Signore Gesù prese del pane e del vino. Cambiando la preghiera rituale, Egli proclamò che il suo Corpo, significato dal pane, sarebbe stato offerto per noi e che il suo Sangue, significato dal vino sarebbe stato sparso per noi e per la remissione dei peccati.

Ultimo aggiornamento 01.04.2010 Leggi tutto...
 

عظة عيد البشارة

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La traduzione in italiano non è ancora disponibile.

سيادة المطران بولس مركزو جزيل الاحترام،
أيها الأخوة الأعزاء، كهنة، رهباناً وراهبات، ومؤمنون،

يطيبُ لي في هذا الصباح أن أشكُرَ جميع الحاضرين الذينَ جاؤا للصلاة معنا، كما أني أشكر مُنظمي دخلة البارحة، وقداس هذا النهار، رجال الأمن، مُمثلي البلدية وكل الفعاليات الشابة من الكشاف وفرقة الترتيل، وبصورةٍ خاصة الأب أمجد صبارة وكل الآباء الفرنسيسكان، حرّاس الأرض المقدسة ورعاة الإيمان، سائلاً الربَّ أن يعظم في عيد الرجاء حبكم ورجاءكم.

Ultimo aggiornamento 21.07.2010 Leggi tutto...
 
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