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I salesiani di Betlemme celebrano la festa del loro santo, Don Bosco

Published: February 11 Tue, 2020

BETLEMME – Domenica 9 febbraio, presso la chiesa del Sacro Cuore di Betlemme, la comunità salesiana locale ha celebrato la messa in memoria del proprio santo fondatore, Don Giovanni Bosco. Ha presieduto la Santa Messa Mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, vicario patriarcale latino per Gerusalemme e Palestina.

La festa di S. Giovanni Bosco a Betlemme assume sempre contorni particolarmente suggestivi. Fu in questo luogo infatti che iniziarono a insediarsi i primi religiosi salesiani venuti in Terra Santa, proseguendo l’opera di Padre Antonio Belloni che qui aveva aperto e sviluppato un orfanotrofio. Visitando il grande complesso salesiano che sorge oggi a Betlemme è impossibile non ammirare le numerose strutture destinate alla formazione e all’intrattenimento dei giovani, in linea con il carisma del fondatore. Oltre alla Chiesa del Sacro Cuore, qui si trovano anche l’oratorio, un istituto scolastico tecnico e professionale, un centro per giovani scouts con relativa banda, un museo di presepi e i locali di un vecchio forno tuttora molto apprezzato per il tradizionale “pane dei Salesiani”. Non tutte queste strutture sono utilizzate “a pieno regime”. Oggi, comunque, qui vivono sette membri dell’ordine che, niente affatto scoraggiati dal calo delle vocazioni, perseverano nel diffondere con fede ed instancabile entusiasmo lo spirito di Don Bosco tra i giovani locali. Nella riorganizzazione delle comunità salesiane dove i responsabili dell’Ispettoria del Medio Oriente (IMO) sono passati a Cremisan, la casa di Betlemme è destinata ad accogliere anche i Salesiani anziani.

La ricorrenza del santo è stata quindi l’occasione per riunire la comunità locale in una celebrazione in cui mons. Marcuzzo, nella sua omelia, ha reso testimonianza al lavoro encomiabile e prezioso dei Salesiani di Betlemme in particolare e della Terra Santa in generale. Partendo dalla sua personale esperienza con Don Bosco, che lo accompagna sin dall’infanzia, il vicario patriarcale ha posto l’accento sulla visione che il fondatore dei Salesiani aveva in merito alla buona formazione dei giovani; un’idea di educazione che pedagogicamente teneva conto del duplice aspetto civile e religioso, al punto che la formazione di un “cittadino onesto” non potesse prescindere da quella di un bravo cristiano. Due esigenze imprescindibili l’una dall’altra e che nell’opera di Don Bosco andavano di pari passo. Contestualizzando questi insegnamenti nella realtà locale, mons. Marcuzzo ha proseguito col dire che “buoni cittadini a Betlemme oggi significa saper mantenere accesa la luce della speranza, della giustizia, della sicurezza e della pace, nonostante i diversi ostacoli. Guai se si spegnesse questa fiamma!”. Ha infine ricordato quanto rilevante fosse il peso della coscienza, della virtù della pazienza pedagogica, concedendo a ciascun giovane il proprio tempo di crescita, e della vera gioia nella formazione dei giovani impartita da Don Bosco.

Hanno concelebrato con mons. Marcuzzo don Lorenzo Saggiotto, sdb, direttore della casa di Betlemme e preside della scuola, il canonico Don Yacoub Rafidi rettore del Seminario patriarcale e altri sacerdoti diocesani di Beit Jala, P.Rami Asakrieh, parroco francescano di Betlemme, don Piergiorgio Giannazza, sdb, ben noto da tempo sia nel campo dell’insegnamento teologico che in quello pastorale, nella zona di Gerusalemme e di Betlemme, insieme ad altri salesiani della comunità. Alla Messa erano presenti circa duecento fedeli, tra i quali anche il sindaco della città, Antoine Salman, studenti e ex studenti, numerosi religiosi e religiose. Hanno animato la messa, in modo tipicamente salesiano, la corale e la banda degli scouts della scuola e dell’oratorio locali.

Al termine della cerimonia, i presenti sono stati accolti nella sala dell’oratorio dove, prima del ricevimento popolare, è avvenuta la proiezione del video dedicato al “sogno di don Bosco” che avrebbe ispirato il giovane Giovanni a intraprendere la sua missione di educatore.

Filippo di Grazia

Foto: Hoang Thi Nguyen