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Natale a Gaza 2019: dagli stereotipi alla realtà

Published: December 17 Tue, 2019

GAZA – Dal 13 al 15 dicembre 2019, S.E. l’Arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme, ha trascorso tre giorni nella Striscia di Gaza durante i quali ha visitato, insieme ad una delegazione di chierici, religiose, religiosi e laici, la parrocchia della Sacra Famiglia e ha celebrato la Messa di Natale.

Venerdì mattina abbiamo lasciato Gerusalemme. Alcuni di noi avevano in mente quelle immagini ricorrenti che siamo abituati a vedere in TV e sui social media; Gaza! Quella zona pericolosa che rappresenta una minaccia per la sicurezza e dovrebbe essere chiusa e sigillata.

Dopo aver superato l’accurato controllo di sicurezza al checkpoint di Erez, abbiamo attraversato Gaza. Questo ha significato l’inizio di una serie di scoperte che hanno distrutto gran parte dei nostri stereotipi e delle nostre rappresentazioni della realtà. Questi stereotipi sono stati sostituiti da un’immagine di speranza, umanità e timore di una società giovane dalle potenzialità illimitate, che aspetta di trasformarsi in una forza vivace e desiderosa di bontà, progresso e prosperità.

La piccola comunità cristiana di Gaza vive come una famiglia unita. Le relazioni sono forti, e questa appartenenza rafforza in loro la speranza e la resistenza contro le lotte quotidiane interne ed esterne. Abbiamo visto volti bellissimi, bambini che giocano e ridono, ma anche giovani istruiti la cui umanità è stata resa più matura e la cui fede più pura dalle avversità della vita.

Ma ben presto siamo stati colpiti dalla straziante realtà. Abbiamo incontrato bambini che non vedono l’ora di vivere una vita senza paura, giovani in cerca di lavoro e genitori preoccupati per il futuro dei loro figli, preoccupati di procurarsi il pane quotidiano e di assicurare una vita dignitosa alle loro famiglie. Non dimentichiamo che il tasso di occupazione a Gaza supera il 40 per cento.

Venerdì mattina abbiamo visitato le Suore di Santa Teresa, le Missionarie della Carità. Le suore si prendono cura dei bambini disabili e degli anziani. Il giorno dopo, abbiamo visitato la Scuola delle Suore del Rosario e abbiamo avuto l’opportunità di vedere le nuove aule. Abbiamo anche avuto un incontro con il corpo docente della Scuola del Patriarcato Latino.

Dopo aver incontrato i giovani e aver celebrato la Santa Messa con gli Scout Bara’im, abbiamo visitato alcune famiglie, ascoltando le loro inquietudini e preoccupazioni.

Nella giornata di domenica l’Amministratore Apostolico ha celebrato la Messa di Natale, durante la quale un gruppo di bambini della parrocchia ha ricevuto i sacramenti della Prima Comunione e della Cresima. La Messa si è conclusa con una preghiera con e per gli studenti che quest’anno saranno chiamati a sostenere gli esami di Tawjihi (esame di maturità).

Sulla via di ritorno a Gerusalemme abbiamo riflettuto su questa realtà paradossale, perché il rientro è stato davvero difficile, non solo per i controlli di sicurezza più approfonditi, ma anche per il dolore rappresentato dal paradosso delle due realtà separate da pochi chilometri.

Questa visita è stata un’occasione speciale per preparare la celebrazione del Mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, venuto per la nostra salvezza. E’ stata anche l’occasione per celebrare un vero Natale incentrato sull’uomo povero, oppresso e sofferente, che aspetta che Gesù spezzi le sue catene. Oggi dobbiamo continuare la Sua opera affinché la Sua salvezza possa raggiungere ogni spazio in cui Gesù Re non è ancora passato.

Diacono Firas AbedRabbo

Visita alla parrocchia della Sacra Famiglia

Inaugurazione della nuova parte del Centro Caritas e visita alle famiglie

Rosary Sisters school

Pranzo con il corpo docente della scuola latina

Incontro con le famiglie e Messa

Messa di Natale