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A Ramallah la diocesi celebra il compleanno di papa Francesco

Published: December 18 Wed, 2019

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RAMALLAH – Martedì 17 dicembre, nella Chiesa della Sacra Famiglia di Ramallah, è stata celebrata una messa in occasione del compleanno di Papa Francesco. La cerimonia, che ha riunito diversi vescovi della diocesi di Gerusalemme, si è svolta alla presenza di alcuni funzionari palestinesi che si occupano da vicino di questioni religiose.

Una delegazione del Patriarcato latino si è recata nella parrocchia di Ramallah martedì 17 dicembre, per celebrare una messa in onore di Papa Francesco, che in tale giorno ha festeggiato il suo 83° compleanno.

Hanno preso parte all’ evento ben cinque vescovi della diocesi, accolti dal parroco della parrocchia della Sacra Famiglia di Ramallah, padre Jamal Khader, anche direttore delle Scuole del Patriarcato latino in Palestina.

L’Arcivescovo Leopoldo Girelli, Delegato Apostolico per Gerusalemme e Palestina e Nunzio Apostolico per Israele e Cipro, ha presieduto la Messa, affiancato da Mons. Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato latino, Mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vicario Patriarcale per Gerusalemme e Palestina, Mons. Kamal Bathish, Vescovo emerito e Padre Rafic Nahra, Vicario Patriarcale per la Chiesa Cattolica di lingua ebraica. Hanno concelebrato la Messa anche il Custode di Terra Santa, Francesco Patton, il Vescovo greco-cattolico di San Giovanni d’Acri, Mons. Youssef Matta, e il Vicario patriarcale emerito di Gerusalemme, Mons. Jules Joseph Zerey. Alla Celebrazione Eucaristica ha partecipato anche il Patriarca Emerito latino, S. B. Michel Sabbah.

Nella sua omelia, pronunciata in parte in inglese, padre Jamal Khader ha parlato delle sofferenze e delle ingiustizie che gravano sul Medio Oriente, che ci spingono a perdere la speranza per un futuro migliore di giustizia e pace, dandoci talvolta la sensazione che le “cose” contino più delle persone. “Sappiamo che Dio è con noi. Il Natale è la buona notizia della nascita dell’ Emmanuel, che significa proprio “Dio con noi”, ha detto padre Khader. E ha continuato: “Rimaniamo fiduciosi perché sappiamo che Dio non ci abbandonerà mai”. Il sacerdote di Ramallah ha ovviamente dato spazio nel suo discorso a Papa Francesco, “il capo della nostra Chiesa, che ci ricorda la Buona Novella del Vangelo; che ci ricorda che i poveri hanno la priorità nella nostra missione, come è stato per Gesù stesso, e che gli uomini sono più importanti dell’accumulo di ricchezza”.

Si è poi tenuto un ricevimento nella sala parrocchiale, dove diverse personalità hanno preso la parola a turno davanti all’assemblea presente alla messa. Su un palco con a fianco le bandiere della Palestina e della Santa Sede, Issa Kassissieh, diplomatico e ambasciatore di Palestina in Vaticano, ha sottolineato il rapporto “fraterno” che il Presidente dell’Autorità Palestinese e il popolo palestinese hanno con Papa Francesco. Ha anche menzionato il rapporto “storico” tra il Vaticano e lo Stato di Palestina, che ha detto ” è culminato in molte occasioni con il sostegno della Santa Sede al popolo palestinese e alla sua giusta causa”, e ha ringraziato la Chiesa cattolica per il suo contributo allo sviluppo delle istituzioni educative e mediche palestinesi, definendola “partner nella costruzione del nostro Stato”.

Il vescovo Leopoldo Girelli ha dedicato il suo discorso alla politica estera vaticana e alle relazioni della Santa Sede con lo Stato palestinese, sottolineando la volontà del Papa di “rimanere vicino al governo palestinese”. Ha evidenziato una diplomazia del “soft power”, che mira a persuadere e richiamare l’attenzione sugli aspetti umanitari, religiosi ed etici delle questioni che riguardano la vita dei cittadini di questo mondo, in primo luogo la pace, che, secondo le parole del Delegato Apostolico per Gerusalemme, è “la preoccupazione principale di tutti gli esseri umani in ogni epoca”.  Leopoldo Girelli ha fatto riferimento anche alla sfida che la Palestina, come molti altri paesi, deve affrontare per trovare un equilibrio tra il mantenimento dell’identità maggioritaria da un lato e il rispetto dei diritti e delle libertà delle minoranze dall’altro.

E’ intervenuto anche Ramzy Khoury, presidente dell’Alto Comitato presidenziale per gli affari religiosi.

Gli studenti della Scuola delle Rosary Sisters hanno preparato uno spettacolo per l’occasione. Un coro, composto interamente da ragazze e guidato da una sorella del Rosario, ha cantato canti natalizi in diverse lingue, tra cui il francese, mentre un altro gruppo di ragazze vestite da Babbo Natale si è esibito in uno spettacolo di danza.

Geoffroy Poirier-Coutansais