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A Tabgha si celebra la festa della moltiplicazione del pani e dei pesci

Published: November 12 Tue, 2019

A Tabgha si celebra la festa della moltiplicazione del pani e dei pesci Available in the following languages:

TABGHA – Il 9 novembre, decine di persone si sono riunite nella Chiesa della Moltiplicazione di Tabgha in Galilea. Un momento intenso, pieno di gioia per tutti i fedeli riuniti in occasione della festa della moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Il cielo era soleggiato in questo luogo sulla riva nord-occidentale del lago di Tiberiade in Galilea, dove la tradizione biblica colloca il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Villaggio palestinese fino al 1948, la Bibbia localizza in questo luogo anche l’apparizione del Cristo risorto a Pietro e ad altri sei discepoli (Giovanni 2, 1-23). L’attuale chiesa cattolica è stata ricostruita quasi quarant’anni fa secondo progetti che rispettano l’aspetto dell’originaria basilica bizantina distrutta dal terremoto del 419. La chiesa della moltiplicazione e i suoi dintorni appartengono oggi all’Associazione Cattolica di Terra Santa, guidata dall’Arcivescovo di Colonia.

Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato latino, ha presieduto la Messa con il vescovo Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vicario patriarcale per Gerusalemme e Palestina, padre Hanna Kildani, Vicario patriarcale per Israele, e il vescovo emerito Kamal Bathish. Anche l’abate benedettino Bernard Alter, il superiore locale Basil Shiel, il diacono Firas Abed Rabbo, e il vescovo greco-melkita di Saint-Jean d’Acre, Mons. Youssef Matta, hanno concelebrato la Messa, a sua volta animata dai canti di un piccolo coro tedesco e da quello del gruppo maronita di Gesh.

Nella sua omelia, tenuta in inglese e tradotta dal padre Hanna Kildani, l’Amministratore Apostolico ha parlato di povertà, contesto in cui si è verificato il miracolo della moltiplicazione del pane e del pesce. Dio ha bisogno della nostra povertà per avere lo spazio per fare miracoli nella nostra vita”, ha detto, insistendo sulla necessità di “mettere la nostra povertà a disposizione del Signore”. Mons. Pizzaballa ha concluso il suo intervento ricordando la missione più importante della Chiesa, che egli crede sia quella di dare agli uomini “il pane della vita”. “Gesù non distribuisce il pane, Gesù È il pane”, ha detto.

Cinque grandi ceste piene di pane e un piatto di pesce sono state poste a terra sul retro della chiesa, prima di essere collocate dai fedeli ai piedi dell’altare.

Composta principalmente da palestinesi, tra il gruppo di fedeli locali di Nazareth si annoveravano alcuni pellegrini stranieri, tra cui i francesi della diocesi di Nîmes, giunti per la prima volta in Terra Santa. “Un’occasione unica per iniziare il nostro pellegrinaggio”, ha confidato uno di loro. Da notare anche la presenza delle Suore Benedettine di Nostra Signora del Calvario, spesso chiamate Benedettine del Monte degli Ulivi, delle Suore Benedettine di Gesù Cristo Re Eucaristia e dei volontari benedettini del Centro Noè.

Nel bellissimo giardino adiacente alla chiesa sono stati serviti pasti e bevande.

Geoffroy Poirier-Coutansais