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Coronavirus: Aggiornamenti da Betlemme

By: Filippo De Grazia / LPJ - Published: March 13 Fri, 2020

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BETLEMME - Prosegue da venerdì 6 marzo l'isolamento di Betlemme imposto dalle autorità a seguito della scoperta di sempre nuovi casi di Coronavirus. La città vive un momento drammatico, tra le sue strade vuote si apre uno scenario desolante come non si vedeva dai tempi della Seconda Intifada. La gente, con fede e trepidazione, aspetta il miglioramento della situazione. 

Tutti gli occhi del mondo sono puntati sull'Italia, il cui Esecutivo in questi giorni ha disposto una serie di misure dirette a limitare il più possibile il contagio da Coronavirus. Ma anche a Betlemme nelle stesse ore si sono adottati provvedimenti simili, per far fronte all'emergenza dovuta alla scoperta di un focolaio che interessa l'area di Betlemme.

Tutto è cominciato giovedì  5 marzo, quando all'Angel Hotel di Beit Jala sono stati rilevati i primi casi di contagio da Covid-19. Immediatamente il Ministero della Sanità palestinese ha disposto con decreto la chiusura di scuole, chiese e moschee. In serata è poi arrivata la proclamazione dello Stato d'Emergenza da parte del Presidente Mahmoud Abbas.

Da allora la città che ha dato i natali a Cristo si è fermata. Hotel, ristoranti, negozi di souvenir e tutti gli esercizi commerciali non legati all'erogazione di beni di prima necessità sono stati chiusi. 
Ad aggravare la situazione di isolamento c'è stata, nella notte tra giovedì e venerdì scorso, la chiusura di tutti i check point da e per Betlemme da parte di Israele, preoccupato di non far propagare il contagio a Gerusalemme.

Anche il Patriarcato latino sta risentendo notevolmente delle conseguenze della situazione. Circa diciotto dipendenti non possono raggiungere i loro uffici e presentarsi al lavoro presso la sede del Patriarcato a Gerusalemme: chi per il luogo di residenza, chi per una quarantena volontaria e chi per motivi familiari.
Derivano non pochi disagi da questa situazione anche per il clero patriarcale: l'Amministratore Apostolico, Mons. Pierbattista Pizzaballa, intervistato da Vatican News, ha definito "schizofrenica" la situazione della sua diocesi durante questo tempo di Quaresima. Mentre nelle parrocchie della Giordania ha avuto inizio il regolare svolgersi delle  funzioni religiose quaresimali, la Palestina, invece, è completamente paralizzata. 
La Palestina è in ginocchio dunque, e la sua sofferenza non sfugge all'attenzione del suo Vescovo che, interpellato, riferisce: "Non è una novità quaresimale (per la Palestina, ndr), ma una lunga Quaresima che continua da anni".

Lunedì l'Autorità Palestinese ha annunciato che sono stati scoperti cinque nuovi casi di coronavirus a Betlemme ed uno nel villaggio di Irtah, vicino a Tulkarm, nel nord della Cisgiordania. Si tratta del primo contagiato fuori dal Governatorato di Betlemme.

Nella giornata di martedì Israele ha organizzato l'ingresso di 20 tonnellate di disinfettante in Cisgiordania, consegna che è stata coordinata dall'unità militare del Ministero della Difesa COGAT (Coordinamento delle attività governative nei Territori). In essa sono stati inclusi materiali come il perossido di idrogeno e il cloro, generalmente utilizzati per la pulizia degli ambienti. Già nella giornata di ieri gli automezzi erano in funzione nelle strade di Betlemme, impegnati nella disinfestazione delle vie di circolazione più trafficate (vedi video).

Nonostante la grande disciplina della comunità locale nell'osservanza delle misure prontamente adottate dall'Autorità palestinese, l'umore delle persone resta molto teso. Ci si appella alla preghiera nell'intimità domestica. E alla Madonna, come dimostra la folkloristica sfilata dell'icona mariana per le strade della città a bordo di un pick up, in segno di benedizione (vedi il video).

Mercoledì il presidente dell'Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, ha riferito agli amministratori di diverse città cisgiordane che era fiducioso nel fatto che i palestinesi avrebbero sconfitto il coronavirus: "Sconfiggeremo il virus come abbiamo sconfitto le precedenti difficili sfide".
L'Autorità Palestinese ha poi dichiarato che i suoi sforzi per prevenire la diffusione del contagio stanno avendo successo, dal momento che è stato rilevato solamente un nuovo caso nelle ultime ore, portando a 31 il numero di pazienti infetti.