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Covid-19: Diocesi di Gerusalemme lancia un appello per gli studenti delle scuole del Patriarcato Latino

By: Patriarcato Latino di Gerusalemme - Published: May 20 Wed, 2020

Covid-19: Diocesi di Gerusalemme lancia un appello per gli studenti delle scuole del Patriarcato Latino Available in the following languages:

APPELLO per il COVID-19

Richiesta urgente di aiuto per le Famiglie bisognose degli studenti che frequentano le Scuole del Patriarcato Latino in Giordania e in Palestina

La Chiesa Cattolica di Terra Santa è sempre stata orgogliosa della sua solida presenza istituzionale, capace di offrire un contributo notevole soprattutto negli ambiti dell’educazione, della salute e dei servizi sociali. La scelta precisa delle Scuole Cattoliche di servire tutti i segmenti della società, senza tener conto della provenienza religiosa e dell’appartenenza nazionale, politica, etnica o di genere non può che produrre buoni frutti sia in ambito ecumenico che interreligioso. Questo meraviglioso mosaico è possibile grazie all’ insieme di valori che proviene dall’apporto di ogni studente, genitore e docente capace di insegnare il rispetto, la convivenza e la tolleranza, la pace e l’amore in una regione del mondo che è spesso ferita dalla violenza e dalle guerre. Perciò, il sostegno a questo tipo di presenza e di contributo è cosa sacra per noi di questa Chiesa Madre.

A causa della severità della pandemia e dei suoi effetti devastanti in tutto il mondo, della carenza di solide strutture sanitarie ed economiche sia in Palestina sia in Giordania, con la perdita in massa del lavoro e degli introiti che ne derivano, la maggior parte delle famiglie è alla ricerca di risorse disponibili per soddisfare i bisogni primari. Perciò la solvibilità dei genitori di 12.456 studenti, che ancora devono far fronte alle rette delle nostre 38 scuole in Giordania e in Palestina, diviene pressoché impossibile. Contemporaneamente, tutte le scuole, con l’imposizione del lockdown, si sono immediatamente attrezzate per l’insegnamento a distanza, e gli insegnanti hanno risposto continuando da casa nel loro compito educativo in condizioni davvero onerose. Dal punto di vista etico e morale dovrebbero essere ricompensati per il lavoro svolto. Il totale della cifra che sarebbe loro dovuta è di 7.194.264 dollari, che è una somma enorme.

Presumiamo che alcuni genitori troveranno i mezzi per pagare e siamo sicuri che si assumeranno la responsabilità di versare le loro quote. Tuttavia, la maggior parte di loro non sarà in grado di farlo, e questo produrrà un deficit che metterà in dubbio l’esistenza stessa di queste scuole, alcune delle quali hanno una tradizione che risale a più di 150 anni fa.

Le nostre 5 scuole in Israele sono in una situazione completamente diversa. A differenza di quelle che si trovano nel contesto delle economie povere di Giordania e Palestina, Israele ha offerto un pacchetto di sostegno economico per i disoccupati e per le attività chiuse, e ha garantito che gli impegni finanziari presi con le scuole fossero assolti subito. Perciò non prevediamo nessun problema per queste scuole.

Con il presente appello, ci rivolgiamo a tutti i fratelli e le sorelle del mondo per chiedere un sostegno urgente alle 12.456 famiglie bisognose degli studenti che frequentano le 38 Scuole del Patriarcato Latino in Giordania e in Palestina, per aiutarle a far fronte al loro impegno finanziario. Ciò permetterebbe a queste famiglie, durante la pandemia, di usare le limitate risorse ancora a loro disposizione per provvedere ai bisogni immediati.

Questo ci aiuterebbe indirettamente a mantenere solida, efficace e viva la nostra preziosa presenza istituzionale nel campo dell’educazione. Data la natura globale della pandemia e consapevoli che essa causa sofferenza in ogni parte del mondo, qualsiasi somma, indipendentemente dal suo ammontare, sarà grandemente apprezzata.

Il vostro contributo in denaro sarà un contributo alla vita, espressione della speranza che il servire cristiano porta con sé. Questo passo del Vangelo ci può essere utile per riflettere e pregare sulla nostra difficile situazione: “Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio” (Lc 6,38).

Vi ringraziamo sinceramente fin d’ora se custodirete nel ricordo e nella preghiera i fratelli e le sorelle della Terra Santa.

Le pagine seguenti offrono ulteriori dettagli riguardo la situazione ed informazioni sulle modalità necessarie per effettuare una donazione.

†Pierbattista Pizzaballa
Amministratore Apostolico

 

Il Patriarcato Latino di Gerusalemme

Il Patriarcato Latino di Gerusalemme (LPJ)è stato restaurato nel 1847, e da allora non ha mai smesso di impegnarsi a favore delle comunità locali delle quali è al servizio. Oggi la Diocesi Patriarcale si occupa di circa 180.000 fedeli, distribuiti in quattro Paesi: Palestina, Israele, Giordania e Cipro, coprendo un’area abbastanza vasta abitata da una variegata gamma di culture, lingue, religioni e tradizioni. Dedicarsi a tutti, con un’attenzione particolare al sostegno e alla cura dei Cristiani autoctoni della Terra Santa, rimane la missione duratura di questa Chiesa Madre del Patriarcato Latino di Gerusalemme.

Introduzione

Le Scuole del Patriarcato Latino

Il Patriarcato Latino ha una rete di 43 scuole: 13 in Palestina, 25 in Giordania e 5 in Israele, che offrono ai giovani di questi Paesi un sano ambiente di apprendimento capace di promuovere la loro crescita. Il Patriarcato Latino ha il compito di provvedere ad un’educazione di qualità per ragazzi e ragazze, Cristiani e Mussulmani in tutte le sue scuole, dalle Materne alla Maturità. Il sistema scolastico del LPJ è la maggior fonte di impiego nella regione, con 1.808 professionisti del settore, insegnanti, amministratori, educatori che si occupano di circa 19.926 studenti. Fin dall’ inizio, queste scuole hanno accolto studenti di ogni denominazione e provenienti da qualsiasi comunità ed offerto loro solide basi educative in ambito religioso, morale ed intellettuale. Essendo scuole parrocchiali, tendono a promuovere lo sviluppo umano e sociale, con particolare attenzione ai bisogni della popolazione. In questo modo, l’incremento delle scuole nei villaggi contribuisce a ridurre l’emigrazione dei Cristiani verso le città e verso altri Paesi e favorisce le esperienze di tipo ecumenico ed interreligioso. Tutte le scuole LPJ alimentano la vita delle parrocchie e le parrocchie alimentano la vita delle scuole, per questo è difficile vedere in Terra Santa una parrocchia vivace che non abbia la propria scuola. Il Patriarcato Latino ritiene che la possibilità di una buona educazione, fondata su solidi principi, dovrebbe essere accessibile a tutti, senza tener conto delle origini familiari o sociali. Il Patriarcato riduce le rette per gli studenti bisognosi, e mantiene operative le scuole in aree periferiche anche se in perdita. Pur essendo scuole a pagamento, le loro rette sono bassissime e rendono così possibile l’accesso a chiunque, senza le limitazioni dovute al reddito familiare. Le famiglie più povere sono esentate dalla retta o ricevono sconti notevoli. Questo accesso all’educazione per tutti non sarebbe possibile senza donazioni e senza un maggior supporto finanziario da parte di donatori generosi.

Durante la recente crisi per Covid-19 tutte le scuole LPJ sono passate immediatamente all’insegnamento a distanza, usando la piattaforma EduNation, e l’attività educativa è continuata a pieno ritmo, nonostante le molte difficoltà. Perciò, gli insegnanti sono andati al di là di quanto loro strettamente competeva, insegnando da casa con strumenti e collegamenti internet inadeguati o con una preparazione non ancora del tutto completata. Gli studenti, d’altra parte, hanno dovuto lottare con la limitata disponibilità di computer, soprattutto quando più alunni condividevano gli stessi apparecchi, così come con deboli o insufficienti collegamenti internet in molte zone rurali. Si prevede che l’anno scolastico potrebbe concludersi senza ritornare in classe.

Origine dell’appello

Lo scoppio della pandemia ha comportato chiusure su larga scala e coprifuoco, limitazioni agli spostamenti, crisi globale della salute pubblica e gravi perdite dei mercati finanziari a livello mondiale. Quando è esplosa la pandemia nel mondo, Israele, Palestina e Giordania hanno adottato misure di sicurezza, compresa la chiusura di tutte le scuole ed università, e tutti i cittadini hanno dovuto stare a casa. Israele è un paese sviluppato con un solido sistema sanitario ed un’economia fiorente. Palestina e Giordania, invece, si sono ritrovate a combattere per far fronte ad una sanità gravemente sotto-equipaggiata, con risorse mediche insufficienti, e ad un settore economico fortemente indebolito. Questo ha avuto un forte impatto negativo sull’economia di questi Paesi, con molte famiglie rimaste senza alcun introito, alto livello di disoccupazione e maggior difficoltà per soddisfare i bisogni primari. La pandemia ha sottoposto ad un’enorme pressione economica la maggior parte delle famiglie della Terra Santa, se si tiene presente che la Palestina è un paese che sta combattendo con gli effetti di dieci anni di occupazione militare e di restrizioni economiche, e la Giordania è un Paese con scarse risorse naturali, da troppo tempo gravato dal peso di dover offrire ospitalità a milioni di rifugiati e di migranti.

Dall’inizio della pandemia e della risultante perdita massiccia del lavoro, soprattutto in Palestina e in Giordania, dal momento che entrambi i Paesi mancano delle facilitazioni sociali e di assicurazione sanitaria completa come quelle offerte dallo Stato di Israele, l’aumento delle richieste di aiuto umanitario è stato esponenziale. In Palestina, la perdita di impiego nel settore del turismo, con la chiusura di tutte le piccole attività commerciali, e i servizi di trasporto ad esse collegati, è stata inimmaginabile. In più, a causa della crisi economica in Israele, la maggior parte, se non tutti, dei più di mille lavoratori giornalieri in Israele ha perso il proprio reddito, non essendo più possibile fare i pendolari.

In Giordania, ha avuto luogo uno scenario simile nel contesto di un’economia già depressa, che ha subito un ulteriore contraccolpo, con la disoccupazione salita alle stelle. In entrambi i paesi, la maggior parte delle famiglie fa fatica ad arrivare alla fine del mese. Una veloce analisi dei bisogni fatta attraverso i nostri parroci ed il dipartimento per i servizi sociali ha appurato che la maggior parte delle famiglie cristiane si trova alle prese con la mancanza dei generi di prima necessità, quali cibo, medicine, materiale per l’igiene, elettricità e gas per cucinare. In alcuni casi, le famiglie hanno richiesto assistenza per pagare l’affitto data la dipendenza dei proprietari da questo introito. Fortunatamente, nelle fasi iniziali, l’aiuto da comunità a comunità e da vicino a vicino ha funzionato molto bene ed ha diminuito l’impatto a lungo termine. Inoltre, le donazioni ricevute per gli aiuti umanitari erano già state distribuite attraverso i parroci che collaborano con le autorità del posto, i comitati di emergenza, le caritas locali e i gruppi scout per provvedere ai bisogni di chi si trovava più gravemente in difficoltà.

Gli indicatori economici generali mostrano che la Giordania stava già soffrendo di un alto tasso di disoccupazione prima del Covid-19, che raggiungeva il 19%; per i giovani sotto i 19 anni il tasso di disoccupazione era del 49% e del 39% per quelli tra i 20 e i 24 anni. Tali percentuali sono raddoppiate nelle ultime settimane. Nella Palestina prima del Covid-19, il tasso di disoccupazione della Striscia di Gaza era del 45% (del 70% per i giovani e le donne) e del 15% nella Cisgiordania, dando un tasso di disoccupazione media del 29%. I dati più recenti non sono ancora stati pubblicati, ma si prevede che il tasso generale sia raddoppiato. Inoltre, nel 2019 il numero di Palestinesi impiegati in Israele e negli insediamenti israeliani era di circa 133.000 unità.

In seguito alla pandemia, la maggior parte di costoro sono stati licenziati e costretti a ritornare in Palestina, facendo ulteriormente salire un tasso di disoccupazione già alto. La chiusura di tutti i negozi, delle scuole, delle università, delle istituzioni pubbliche e private e degli uffici governativi, tranne che quelli dei generi di prima necessità (farmacie e alimentari), così come quella di tutte le attività collegate al turismo, ha obbligato molti datori di lavoro a mettere i dipendenti in esubero. Moltissimi datori di lavoro hanno smesso di pagare i salari, lasciando molte famiglie senza introiti. Bisogna sottolineare che non ci sono aiuti governativi, sia in Giordania che in Palestina. Nonostante tale carenza di sostegno, rigide regole impongono ai datori di lavoro di riassumere a salario pieno con ulteriori norme che proibiscono di licenziare qualsiasi lavoratore.

Questo ha comportato un ulteriore stress finanziario per moltissime realtà specialmente quelle più vulnerabili economicamente, come le piccole e medie imprese. In Israele è stato stanziato un generoso "pacchetto" di sostegno di più di 35 miliardi per i disoccupati e le attività chiuse. L'impegno a sostenere attraverso generosi sussidi il sistema scolastico è stato confermato dal Ministero dell'Educazione permettendo ai bilanci delle scuole di restare nella norma, sottraendo così la nostra rete di scuole che si trovano in Israele ad una ulteriore perdita di introiti.

Descrizione dell'Appello

Appena la pandemia di Covid-19 si è diffusa in Terra Santa le Amministrazioni scolastiche si sono velocemente organizzate ed hanno adottato diverse strategie per continuare l’attività scolastica con il potenziale a disposizione, nonostante gli ostacoli. Così, gli insegnati hanno continuato a lavorare e fornire servizi, in certi casi in condizioni molto più difficili e problematiche col lavorare da casa. La situazione inedita ha sottoposto ad un’enorme prova moltissime famiglie della Terra Santa, che già prima della pandemia avevano difficoltà a procurarsi i beni primari. Le famiglie si trovano ora nell’impossibilità di pagare le rette scolastiche dei loro figli, dal momento che la maggior parte di loro è rimasta senza lavoro. Il numero di famiglie in difficoltà economiche è drammaticamente aumentato, di conseguenza gli oneri si sono moltiplicati. Il Patriarcato sta già preparando sussidi umanitari per aiutare le famiglie a farvi fronte e a rimettersi in piedi con le proprie gambe. Sono già stati ricevuti dei fondi e distribuiti attraverso i parroci per il sostegno ai più bisognosi.

Per l’anmministrazione delle scuole i mesi più favorevoli per la riscossione delle rette scolastiche sono marzo, aprile e maggio di ogni anno, essendo il periodo in cui i genitori sistemano i pagamenti arretrati e pagano le iscrizioni per l’anno seguente. Data l’attuale situazione di crisi, di elevata disoccupazione e di mancanza di introiti, ci aspettiamo che sia molto difficile ricevere altri saldi di rette per l’anno in corso. Perciò il deficit previsto sia nelle scuole della Giordani anche in quelle della Palestina, se non arrivano ulteriori saldi, è di $7.194.264 ($ 4.327.864 in Giordania e $2.866.400 in Palestina – l’analisi dettagliata per ogni scuola è disponibile nella Appendice I).

Questo significa che le scuole funzioneranno con un grave deficit e avranno un serio problema di liquidità se non riceveranno la maggior parte degli introiti. Permettere che il deficit aumenti drammaticamente può voler dire mettere in questione la sostenibilità delle scuole, e prima o poi non permettere che riescano a pagare i salari del personale e degli insegnanti. È un enorme problema per il Patriarcato Latino pagare l’intero ammontare delle retribuzioni, e devono essere prese in considerazione alcune scelte drastiche, come pagare solo parte degli stipendi e/o licenziare. Questa sarebbe una decisione molto dolorosa, dal momento che molti dei nostri lavoratori sono Cristiani, e questo si aggiungerebbe drammaticamente alle difficoltà finanziarie che già si trovano in molti casi a dover affrontare con la disoccupazione del coniuge. La maggior parte del personale sta lavorando quanto più possibile a casa da remoto e non si è mai tirata indietro dal fornire servizi con i mezzi a disposizione. Questo dovrebbe essere riconosciuto e dare il diritto ad un compenso.

È da notare che in ciascuna scuola una commissione per l’aiuto economico formata dal parroco, dal direttore della scuola, dall’economo e dagli assistenti sociali vaglierà tutte le richieste ricevute e darà l’aiuto ai più bisognosi, mentre incoraggerà i pochi ancora dotati di mezzi economici a pagare le rette arretrate. In tal modo, l’aiuto non sarà distribuito a tutti indistintamente, ma solo in base a criteri chiari e bisogni precisi. I criteri terranno in considerazione lo stato socio-economico della famiglia, la perdita del lavoro di uno o di entrambi i coniugi, il numero di membri, le fonti attuali di introito, il numero di studenti per famiglia, la presenza di anziani, malati o di membri con bisogni speciali, così come altri indicatori primari.

Beneficiari

  • diretti beneficiari del progetto sono le famiglie bisognose dei 12.456 studenti iscritti alle scuole del Patriarcato.
  • i 1.390 lavoratori delle scuole del Patriarcato Latino di Giordania e Palestina, compresi gli insegnanti, il personale di supporto e dell’amministrazione e le loro famiglie, per assicurare continuità lavorativa ed introiti.
  • le 38 scuole del Patriarcato attive in Giordania e in Palestina, che funzionano in situazione di grave deficit, per assicurarne la continuità e la sostenibilità, in quanto scuole parrocchiali di qualità, ed evitare la chiusura di qualsiasi scuola nell’immediato futuro.
  • il beneficiario indiretto del progetto è il Patriarcato Latino di Gerusalemme, che fa del suo meglio per il bene dei parrocchiani e di tutti i fedeli, e per continuare la propria missione al servizio delle sue comunità in Terra Santa.

Entità delle Donazioni proposte

Una lista del numero totale di studenti che frequentano le 13 scuole della Palestina e le 25 scuole della Giordania, con il numero di quelli che ancora devono pagare la retta e la somma totale dovuta ad ogni scuola è disponibile nell’ Appendice I, alla fine dell’appello. In totale abbiamo 4.789 studenti con un debito di $2.866.400 nelle scuole della Palestina e 7.667 studenti con un debito di $4.327.864 in Giordania. Vi saremo molto riconoscenti per qualsiasi contributo vorrete dare in risposta a questo appello.

Come fare la donazione

la donazione può avvenire tramite bonifico bancario; le coordinate sono indicate nell’Appendice II.

Se preferite altre modalità, potete contattarci all’indirizzo e-mail indicato qui sotto.

Vi saremmo grati se voleste anche inviare una breve comunicazione all’Arcivescovo Mons. Pizzaballa con l’importo della donazione, inviandola direttamente per e-mail a questo specifico indirizzo: [email protected]

“Preghiamo oggi per gli insegnanti che devono lavorare così duramente per preparare lezioni via internet ed altri strumenti digitali, e preghiamo anche per gli studenti che devono sostenere gli esami in un modo in cui non sono abituati. Accompagnamoli con la preghiera.”

                                                                                                                                                           (Papa Francesco)


Appendice I

Appendice II