Beta Version

Le Chiese di Gerusalemme si uniscono in preghiera per la Settimana dell'Unità dei Cristiani

Published: February 03 Mon, 2020

Le Chiese di Gerusalemme si uniscono in preghiera per la Settimana dell'Unità dei Cristiani Available in the following languages:

GERUSALEMME – Dal 25 gennaio al 2 febbraio 2020, a Gerusalemme i cristiani si sono riuniti quotidianamente per momenti di preghiera comune in occasione della tradizionale “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”, che ha avuto inizio al Santo Sepolcro e si è conclusa presso la Chiesa greco-cattolica dell’Annunciazione.

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si celebra ogni anno a gennaio, è iniziata al Santo Sepolcro sabato 25 gennaio e si è conclusa il 2 febbraio presso la Chiesa greco-cattolica dell’Annunciazione. Un tempo in cui i fedeli sono invitati a ricordare la preghiera di Gesù ai suoi discepoli: “perché siano tutti una cosa sola, perché il mondo creda” (cfr. Giovanni 17, 21).

Nell’emisfero nord, la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani si celebra dal 18 al 25 gennaio. A Gerusalemme, invece, le chiese preferiscono adottare un’altra data, per permettere agli armeni di celebrare l’Epifania.

Ogni giorno, durante questa lunga settimana, i fedeli delle diverse chiese di Gerusalemme hanno pregato con una sola voce per l’unità dei cristiani di tutto il mondo, specialmente quelli della Terra Santa. Infatti, ci sono molte confessioni cristiane nel territorio della diocesi di Gerusalemme, che copre la Palestina, Israele, Giordania e Cipro, a fronte di una presenza cristiana che rappresenta il 2% della popolazione totale di questa regione.

Presso il Patriarcato latino, la preghiera si è svolta mercoledì 29 gennaio nella Concattedrale, dove il vescovo Pierbattista Pizzaballa ha tenuto un’omelia sul tema “Breaking Bread for the Journey“. Con una certa severità, sia nella sostanza che nella forma, l’Amministratore apostolico ha denunciato con fermezza le divisioni e le ostilità che per secoli hanno minato la comunità cristiana nel suo insieme. Un comportamento con cui i fedeli, motivati da interessi politici e personali secondo lui, “si sono serviti” di Gesù piuttosto che “servirlo”. Al momento non siamo ancora in grado di condividere il Pane eucaristico tra di noi – ha sottolineato il vescovo Pizzaballa – la strada per ritrovarci pienamente è ancora lunga. Su una nota più positiva, il vescovo Pizzaballa ha espresso la speranza che nei tempi e nei modi conosciuti solo al Signore, noi possiamo, a immagine dei primi cristiani, “tornare a ritrovarci pienamente e raccoglierci intorno a Gesù”.

L’evento, e la partecipazione di tutte le chiese, è stato ancora una volta di particolare importanza in una terra dove l’impressionante numero di cappelle può talvolta dare l’impressione di una comunità cristiana divisa e vulnerabile alle sfide che deve affrontare. Questi momenti ecumenici sono stati vissuti con grande emozione e gioia, il sentimento dato è quello di una comunità unita e consapevole della superiorità di ciò che la unisce su ciò che la divide. Un’unità che si è espressa, ancora una volta, nella preghiera comune attraverso la quale tutti questi cristiani hanno testimoniato la loro comune fede nel Signore Gesù Cristo.

Questa esperienza ha anche permesso a molti fedeli di scoprire la ricchezza dei diversi riti che compongono il cristianesimo in Terra Santa. Ogni sera, una confessione diversa ha accolto la preghiera dell’unità nella sua chiesa. Oltre a vivere un’esperienza spirituale molto forte, molti pellegrini provenienti dall’Occidente hanno potuto realmente rendersi conto, attraverso questo viaggio che li ha condotti per una settimana da una chiesa all’altra, del carattere universale della loro religione.

Questa tradizione risale al lontano 1908, anno in cui il sacerdote Paul Wattson riunì tutti i cristiani americani presenti a Roma presso la Santa Sede, per un “ottavario” di preghiera. Circa vent’anni dopo, a Lione, in Francia, l’”ottavario” diventò una “settimana” su iniziativa di padre Paul Courtrier, il quale intese estendere universalmente a tutti i cristiani l’iniziativa, da allora non più appannaggio dei soli cattolici.

Dalla sua creazione ufficiale, molto più recente dell’iniziativa pionieristica di Padre Couturier, l’evento è giunto alla sua 53° edizione. Ogni anno, un comitato internazionale – composto da rappresentanti del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani (Roma) e della Commissione Fede e Ordine del Consiglio Mondiale delle Chiese (Ginevra) – pubblica un documento su un tema preparato da un gruppo interreligioso di un Paese. Propone un tema biblico, uno schema per la celebrazione ecumenica e la preghiera quotidiana. L’edizione 2020 ha scelto come verso “Ci trattarono con rara umanità” (Atti 28,2), offrendo l’occasione per riflettere sulle virtù ecumeniche dell’ospitalità.

 

Geoffroy Poirier-Coutansais

Settimana di preghiera 2020 – Santo Sepolcro

Settimana di preghiera 2020 – Chiesa Anglicana

Settimana di preghiera 2020 – Chiesa Armena

Settimana di preghiera 2020 – Chiesa Luterana

Settimana di preghiera 2020 – Patriarcato latino

Photos: ©Nadim Asfour /CTS

Settimana di preghiera 2020- Cenacolo

Settimana di preghiera 2020 – Chiesa Etiope

Settimana di preghiera 2020 – Chiesa greco-cattolica

Settimana di preghiera 2020 – Chiesa siro-ortodossa