Le comunità religiose celebrano la vita consacrata a San Pietro in Gallicantu

Published: February 05 Wed, 2020

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GERUSALEMME – Il 2 febbraio 2020, giorno della Presentazione di Gesù al Tempio, l’Unione delle Superiore Religiose di Terra Santa (U.S.R.T.S.) di Gerusalemme e Palestina e il Comitato episcopale per la vita consacrata in Terra Santa hanno organizzato una “Giornata della vita consacrata”. L’incontro, che si è svolto presso il Santuario di Gallicantu, ha inteso far conoscere ai religiosi e alle religiose il ricco mosaico in cui operano, attraverso il patrimonio del loro contributo e le nuove forme di vita consacrata. La Messa è stata celebrata e presieduta dall’Arcivescovo Leopoldo Girelli, Nunzio Apostolico in Israele e delegato per Gerusalemme e Palestina.

L’ U.S.R.T.S di Gerusalemme e Palestina e il Comitato Episcopale per la Vita Consacrata di Terra Santa hanno scelto il magnifico sito di San Pietro in Gallicantu per questo incontro, ospitato dalla comunità degli Assunzionisti e dedicato alla vita consacrata. cIl raduno si è tenuto domenica 2 febbraio, giorno della Presentazione di Gesù al Tempio. Al mattino era presente il vescovo Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vicario del Patriarcato latino per Gerusalemme e Palestina.

Il vescovo Marcuzzo è intervenuto alla presentazione dell’evento. Parlando in francese, prima di tradurre brevemente le sue parole in inglese e poi in arabo, ha elogiato il lavoro delle comunità religiose di Terra Santa, sottolineando l’unicità di ciascuna di esse e la “perdita” che ogni partenza per l’estero rappresenta.

Molte comunità religiose, per lo più femminili, erano presenti per l’occasione, tra cui le Suore del Rosario, le Suore della Presentazione, le Suore dell’Istituto del Verbo Incarnato o le Suore Oblate dell’Assunzione che vivono a San Pietro in Gallicantu. Erano presenti anche i Fratelli Salesiani.

Il programma è stato diviso in tre fasi. Una conferenza di padre Filippo Morlacchi su “La vita consacrata al servizio della Terra Santa”, tre interventi sul tema comune delle nuove forme di servizio, poi la Celebrazione Eucaristica. Durante il suo intervento, padre Filippo Morlacchi ha curato una presentazione delle diverse famiglie religiose presenti in Terra Santa, della loro anzianità, dei loro numeri, dei loro campi d’intervento e della loro evoluzione nella storia contemporanea, che è stata messa in prospettiva con l’evoluzione demografica delle popolazioni della Palestina e di Israele.

Dopo una breve pausa, i rappresentanti dell’Opus Dei sono venuti a presentare “Saxum”, un centro culturale multimediale situato a pochi chilometri a ovest di Gerusalemme e destinato ai pellegrini che desiderano saperne di più sulla storia della Terra Santa. La Domus Galileae, un centro di formazione, studio e ritiro spirituale situato molto vicino alla cima del Monte delle Beatitudini, è stato anche oggetto di una presentazione da parte dei membri del Cammino Neocatecumenale che dirigono il luogo. Il Movimento dei Focolari ha chiuso la tavola rotonda con la presentazione del centro di dialogo ecumenico.

La giornata si è conclusa con una Messa. Questa è stata preceduta da una bellissima processione che ha condotto i fedeli alla chiesa superiore di San Pietro, dove l’arcivescovo Girelli ha presieduto la celebrazione dell’Eucaristia. L’omelia, invece, è stata pronunciata da padre Jean-Daniel, superiore degli Agostiniani dell’Assunzione, essendo stata stabilita all’ultimo momento la presenza del Nunzio Apostolico.

Padre Jean-Daniel ha iniziato l’omelia parlando del tema del sacrificio che è al centro della vita consacrata. “Non c’è consacrazione senza sacrificio” ha sottolineato, ricordando che i consacrati non sono definiti da ciò che fanno, ma dal “loro esclusivo attaccamento alla persona di Cristo”. Ha parlato di Gesù come il primo dei consacrati, evocando anche la “posizione unica” che Maria e Giuseppe occupano, loro che mettono la loro persona e tutta la loro vita al servizio di Gesù, vivendo per il resto in povertà e castità. Il superiore degli Assunzionisti ha concluso il suo discorso insistendo sulla dimensione spirituale della vita religiosa che, secondo lui, dovrebbe prevalere su tutte le altre, ricordando che la preghiera e l’evangelizzazione sono il cuore della missione della maggior parte delle nuove comunità.

Geoffroy Poirier-Coutansais