Ordinazione di Benedetto Di Bitonto: quando la gioia oltrepassa i confini!

Published: May 17 Fri, 2019

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KYRIAT YEARIM – Giovedì 16 maggio 2019 Benedetto di Bitonto è stato ordinato sacerdote per il Vicariato San Giacomo, dedicato ai cattolici di lingua ebraica. La celebrazione, che ha avuto luogo presso la Chiesa di Nostra Signora dell’Arca dell’Alleanza a Kyriat Yearim, accanto ad Abu Gosh, ha riunito un gran numero di fedeli e religiosi provenienti da tutta la Terra Santa. Sebbene tutti i presenti avessero origini molto diverse tra loro, si è comunque assistito ad un momento molto forte di universalità nella fede e nella gioia.

Un evento straordinario…

Ogni ordinazione è un momento unico perché l’impegno di un uomo di tutta la vita per la Chiesa e per Cristo è sempre molto significativo. E questo giovedì 16 maggio l’ordinazione di Benedetto Di Bitonto non si è discostata dalla regola ed è stata vissuta anche da molti partecipanti come momento di grazia speciale. La sobria chiesa del convento di Nostra Signora dell’Arca dell’Alleanza delle Suore di San Giuseppe dell’Apparizione era gremita: i fedeli di lingua ebraica – ma di origini molto diverse – del Vicariato di San Giacomo e di molti religiosi di Terra Santa, hanno risposto all’invito di Benedetto. Tra la folla abbiamo visto anche sacerdoti copti, e giovani amici dell’ordinando con addosso addirittura una kippah!

Anche i sacerdoti di Terra Santa, il Patriarcato, il Vicariato di San Giacomo, i Francescani, i Salesiani, i Domenicani e altre comunità, sono venuti in gran numero per circondarsi attorno a Benedetto, dargli una pacca sulla spalla e dargli un caloroso benvenuto nella famiglia sacerdotale. Anche un vescovo ausiliare di Roma, Mons. Daniele Libanori, che conosce bene Benedetto, ha fatto il viaggio e ha concelebrato con Mons. Pizzaballa e Mons. Marcuzzo.

Per un uomo insolito!

Per i genitori di Benedetto di una famiglia cattolica di Napoli, l’ordinazione del figlio non è del tutto sorprendente: “Benedetto ha mostrato fin da piccolo tratti caratteriali piuttosto sorprendenti: ha avuto la propensione a pensare agli altri, con una insolita generosità per un bambino o per un adolescente. E abbiamo capito che aveva sete di assoluto. L’improbabile scelta del figlio di servire la Chiesa in un paese diverso dal suo e in una comunità diversa in quello stesso paese dà loro la gioia semplice e profonda dei genitori che vedono il figlio “realizzare un sogno”, un progetto che gli assomiglia perfettamente.

“Questo ministero non e’ una tua scelta.”

Nell’omelia tenuta in ebraico, l’Amministratore Apostolico del Patriarcato latino si è rivolto a Benedetto e ha ripreso i testi scelti dallo stesso ordinando per dargli alcune idee e per aiutarlo a vivere il suo sacerdozio. Tra questi, l’Arcivescovo ha ricordato a Benedetto che, come Davide fu scelto da Dio, non da lui partì la vocazione, ma dal Signore: “Questo ministero non è una tua scelta, e non è nemmeno la tua missione”. Il Prelato ha insistito più volte sul fatto che il sacerdote deve essere attento alla comunità che lo circonda e ai fratelli che gli vengono dati: “L’obbedienza che dovrete vivere è nella fiducia da avere nei fratelli e nelle sorelle che il Signore mette sulla vostra strada. Inoltre, è nella comunità e attraverso la comunità che lo Spirito Santo parla. Queste riflessioni ricordano le parole di Papa Francesco che chiede ai sacerdoti di liberarsi dal clericalismo.

Un momento di universalità su una terra segnata dal conflitto

Alla fine della messa di ordinazione, un centinaio di persone si sono messe in fila per ricevere la benedizione del nuovo sacerdote, e la gioia di essere riuniti in comunione ha coinvolto tutti. I partecipanti alla celebrazione sono stati felici per Benedetto, ma anche felici di aver condiviso un momento così forte con persone che sono spesso molto diverse per origine, lingua, situazione amministrativa del paese e persino per la religione!

Anche se non è ancora possibile immaginare un tale spirito di unione in una diocesi abitata da una popolazione segnata dalla guerra e dalle sue conseguenze, è stato bello avere un’immagine di ciò che il Signore spera per noi: una fraternità viva e calda, riunita per cantare la sua lode.

Cécile Klos