"Rimane una forma di confinamento mentale": San Pietro in Gallicanto riapre le sue porte e scommette sul "de-confinamento delle menti"

By: Geoffroy Poirier-Coutansais/LPJ - Published: June 08 Mon, 2020

"Rimane una forma di confinamento mentale": San Pietro in Gallicanto riapre le sue porte e scommette sul "de-confinamento delle menti" Available in the following languages:

GERUSALEMME – Lunedì 1 giugno San Pietro in Gallicantu ha finalmente riaperto le sue porte a pellegrini e turisti. Se la questione è rischiosa dal punto di vista economico - la ripresa dei voli internazionali non è stata ancora decisa dal governo - i padri Assunzionisti e le Suore Oblate dell’Assunzione hanno deciso di raccogliere la sfida, scommettendo sul "de-confinamento mentale ”essenziale per una vera ripresa delle attività.

Sono passati cinque giorni da quando il sito di San Pietro in Gallicantu ha riaperto le sue porte, dopo due mesi e mezzo di chiusura imposti dalle autorità civili a causa della crisi sanitaria e dei rischi di diffusione di COVID-19. I padri Assunzionisti e le Suore Oblate dell’Assunzioneche hanno animato il Luogo Santo sin dalla sua creazione, stanno gradualmente riprendendo la missione che li ha portati in Terra Santa: accogliere i pellegrini.

"Abbiamo fatto la scommessa, certamente rischiosa, di riaprire le nostre porte il 1 ° giugno", afferma padre Cézar, economo di San Pietro in Gallicantu da quasi tre anni. "Parlo di rischio, perché i voli internazionali non sono ancora ripresi, solo pochi visitatori locali sono venuti dalla riapertura e finora non sappiamo bene che cosa accadrà nel prossimo futuro". Occorre sapere che la riapertura comporta il ritorno della maggior parte dei dipendenti del sito, compresi quelli che lavorano direttamente con i visitatori, anche se al momento questi ultimi sono molto pochi.

"Ho annunciato ai dipendenti che la riapertura aveva un prezzo e che avremmo dovuto ridurre le ore di tutti", ha detto l'economo. "È un compromesso indispensabile per non andare troppo in perdita. Ritornare agli stessi orari di prima della crisi, quando la situazione è ben lontano dal completo ritorno alla normalità, ci porterebbe soltanto a ridurre ulteriormente il numero di dipendenti ".

"La riapertura è soprattutto simbolica" afferma Cyril, volontario qui dallo scorso settembre. "È la vocazione di San Pietro quella di accogliere le persone, da qualsiaisi parte provengano. Anche se al momento i visitatori sono estremamente rari e probabilmente sarà necessario attendere fino a settembre per una ripresa completa dell'arrivo dei pellegrini, è importante far vedere che il sito è aperto. Ciò potrebbe anche sgombrare la strada contribuendo alla liberzione delle menti ".                                           

"Il confinamento fisico è certamente alle nostre spalle, ma esiste una forma di confinamento mentale" secondo fra’Cézar. “Stiamo comunque scommettendo che, più velocemente di quanto pensiamo, le menti ricominceranno a sentirsi libere […] In particolare, attraverso il passaparola, le persone, i gruppi torneranno e l’accoglienza dei pellegrini a San Pietro riprenderà in proporzioni che giustificano la riapertura del sito […] Un taxi si è fermato l'altro giorno di fronte a San Pietro e ha notato la riapertura. Anche un pullman è passato di qui. E lunedì abbiamo ricevuto la visita di un gruppo di una scuola di guide israeliana. È probabile che queste persone spargano la voce, e speriamo che questo attiri un certo numero di visitatori."