TERRA SANTA: Indicazioni pastorali per la Settimana Santa a seguito delle restrizioni a causa del COVID-19

By: Patriarcato latino de Gerusalemme - Published: March 26 Thu, 2020

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Oggetto: Indicazioni pastorali per la celebrazione della Settimana Santa a seguito delle restrizioni a causa del COVID-19

A tutti i sacerdoti, alle comunità religiose

e a tutti i fedeli della diocesi di Gerusalemme.

Carissimi,

Il Signore vi dia pace!

L’espandersi della pandemia COVID-19 nel mondo e nei territori della nostra diocesi ha determinato serie e drastiche limitazioni nella nostra possibilità di partecipazione al culto divino. Già da diverse settimane le attività pastorali e soprattutto la celebrazione dei Sacramenti è in gran parte sospesa, inclusa la partecipazione alla Celebrazione Eucaristica. Come abbiamo già più volte detto, è una novità che non abbiamo mai vissuto prima di ora e che ci chiede di trovare nuove forme di celebrazione.

Tra pochi giorni inizierà la Settimana Santa, che è il cuore dell’anno liturgico, e anche in quell’occasione le nostre possibilità di celebrazione saranno assai limitate.

Il cuore della Settimana Santa, ovviamente, è al Santo Sepolcro. In seguito alle restrizioni decise dalle autorità civili, le celebrazioni al Santo Sepolcro, tuttavia, saranno necessariamente ridotte. Oltre alle limitazioni legate al Corona Virus, anche le limitazioni imposte dallo Status Quo non sono di aiuto pastoralmente per molte delle nostre comunità parrocchiali e religiose. Naturalmente non si rinuncia in alcun modo alla celebrazione del triduo nel nostro Luogo più sacro, ma non potranno essere di riferimento pratico per gran parte della diocesi.

Per questa ragione, dalla Chiesa Co-Cattedrale del Patriarcato sarà celebrato tutto il Triduo Sacro in arabo, animato da alcuni seminaristi e trasmesso in diretta streaming per tutta la diocesi dal Christian Media Center. La Cancelleria invierà a tempo debito i dettagli pratici e gli orari delle celebrazioni.

In questi ultimi giorni sono stati pubblicati diversi documenti dalla Santa Sede, in merito alle celebrazioni liturgiche e sacramentali in vista della Pasqua, per le Chiese che non possono celebrare normalmente. È stato pubblicato il decreto della Congregazione per il Culto Divino del 25 marzo scorso. Nella stessa data, la Congregazione per le Chiese Orientali ha pubblicato un decreto per le Chiese che ad essa fanno riferimento, tra cui la nostra. Il 19 marzo la Penitenzieria Apostolica ha pubblicato una nota circa il sacramento della confessione e un decreto circa le indulgenze per i malati di COVID-19.

Tenendo presente i documenti su citati e le restrizioni decise dai vari governi civili del territorio della nostra diocesi, vi comunico le disposizioni riguardanti la Settimana Santa.

 

  1. Domenica delle Palme

La processione delle palme si omette. Invito, tuttavia, tutti i parroci di fare il possibile per mettere a disposizione dei loro fedeli i rami di ulivo precedentemente benedetti e anche bottigliette di acqua santa, che i fedeli possano portare a casa.

  1. Messa Crismale

Ho ritenuto che non abbia molto senso celebrare la messa crismale senza la presenza dei sacerdoti della diocesi. Per questa ragione essa sarà celebrata a Gerusalemme verso la solennità di Pentecoste, quando speriamo le restrizioni saranno rimosse o comunque ridotte sufficientemente da poter celebrare. Sarà anche l’occasione pubblica ed ufficiale di ripresa delle attività pastorali e sarà bello che tutta la Chiesa si ritrovi quel giorno unita. Seguirà a suo tempo la comunicazione di data e luogo.

  1. Triduo nelle parrocchie

La nostra diocesi è assai complessa, per via delle diverse lingue e dei due calendari. La grande maggioranza delle parrocchie è di lingua araba, ma esse seguono due calendari diversi, il giuliano e il gregoriano. Abbiamo poi le parrocchie di lingua greca e inglese a Cipro, il Vicariato Ebraico e il Vicariato per i migranti con le loro rispettive lingue. Impossibile, quindi, avere un solo criterio per tutti.

Unico criterio generale è la ferma volontà che si eviti la proliferazione mediatica di celebrazioni individuali o personalizzate. In questo periodo le televisioni di tutto il mondo trasmettono già in tutte le lingue centinaia di trasmissioni religiose. Vorrei evitare che ci sia anche in diocesi una babele di celebrazioni diverse trasmesse attraverso i media, penso infatti che sia meglio cercare di mantenere un minimo di unità.

Ritengo, inoltre, che la celebrazione del Triduo nelle parrocchie vuote, con il sacerdote solo davanti alla telecamera non abbia molto senso e del resto non tutte le parrocchie sono in grado di trasmettere. Le celebrazioni separate per ogni singola parrocchia e comunità hanno senso se vi è una comunità che si riunisce fisicamente. In assenza di comunità fisica, preferisco che vi sia un minimo di coordinamento, organizzazione e unità almeno all’interno dei singoli vicariati e che si eviti la dispersione. È l’unico modo, in questo particolare momento, di custodire un po' di unità tra noi.

Non si può assistere a celebrazioni in streaming registrate, quindi non si invitino i fedeli ad assistere a celebrazioni se non in diretta.

Seguendo il suggerimento della Congregazione per le Chiese Orientali, il Sabato Santo alla sera in tutte le chiese, anche laddove non si celebra, si suonino le campane nell’orario previsto per la celebrazione della liturgia vigilare concordata dal Vicariato, così da invitare tutti ad un momento unitario di preghiera.

Qui di seguito le indicazioni per ciascun contesto della diocesi, concordate con i rispettivi Vicari.

3.1  Parrocchie di lingua araba con il calendario gregoriano

Chiedo a tutte le parrocchie di lingua araba di tutta la diocesi di unirsi alla celebrazione in streaming che si terrà nella Co-Cattedrale animata dai seminaristi. In questo periodo particolare, è un piccolo segno di unità della Chiesa di Gerusalemme, unita attorno al vescovo.

Le celebrazioni in Patriarcato seguono il calendario gregoriano. Le parrocchie arabe che seguono il calendario giuliano, in via eccezionale, sono libere di unirsi al triduo santo in Patriarcato secondo il calendario gregoriano, se ritengono che sia pastoralmente indicato.

3.2  Parrocchie di lingua araba con il calendario giuliano

Il Vicariato di Giordania organizzi un’unica celebrazione per tutto il territorio del Vicariato, con un minimo di animazione liturgica.

Le parrocchie della zona pastorale di Ramallah che pensano sia meglio conservare la data ortodossa, si organizzino per avere una sola celebrazione, facendo riferimento alla parrocchia di Ramallah. Invito i sacerdoti della zona ad organizzarsi insieme, se le circostanze esterne lo permetteranno.

Le parrocchie di Galilea con il calendario giuliano cerchino di organizzarsi come meglio ritengono opportuno, con un coordinamento possibile tra loro.

3.3  Parrocchie e comunità non di lingua araba

I vari Vicariati sono ben organizzati e sanno come comportarsi in queste circostanze. Queste le indicazioni concordate, da adattare secondo le circostanze del momento nei rispettivi territori.

Il Vicariato di Cipro abbia una sola celebrazione in streaming per tutta l’isola, che tenga in considerazione le diverse culture e lingue che compongono le loro rispettive comunità, come sono soliti fare molto bene.

Anche il Vicariato Ebraico di San Giacomo cerchi di avere un’unica celebrazione trasmessa per tutti.

Il Vicariato per i migranti si organizzi per avere possibilmente un’unica celebrazione nelle rispettive lingue oppure con alcune comunità unite, come spesso fanno nelle grandi celebrazioni pubbliche.

  1. Preghiera in famiglia

Sinceramente penso che le trasmissioni in streaming del triduo siano certamente importanti e utili, ma di sicuro non potranno mai sostituire la presenza fisica nelle celebrazioni, che per noi è costitutiva.

Penso che sia molto più utile e fruttuoso invitare le nostre rispettive comunità a pregare in famiglia.

Invito caldamente, quindi, i vari Vicariati e gli uffici diocesani preposti, a preparare sussidi per aiutare le famiglie a pregare di nuovo insieme in casa. Molti ormai non sanno più pregare insieme e credo che sia importante aiutare le famiglie a riprendere questa bella tradizione. È bene indicare, ad esempio, quali brani biblici leggere nei vari giorni della Settimana Santa, quali segni compiere, come un padre o una madre debba benedire la famiglia, e così via.

Ripeto ancora e insisto: è bene avere trasmissione in diretta, perché questo aiuta moltissimo. Ma è ancora più importante pregare in famiglia insieme, e invito i parroci, i responsabili di comunità e quelli dei vari uffici diocesani a preparare sussidi brevi e semplici, per questo scopo.

  1. Comunità religiose

Le comunità religiose che hanno la disponibilità di un sacerdote, possono celebrare il Triduo normalmente.

Laddove le comunità religiose non hanno la disponibilità di un sacerdote, seguano una celebrazione attraverso i media. Il superiore o la superiora, a seconda dei casi, organizzi una preghiera liturgica per la rispettiva comunità, con facoltà di distribuire la comunione, almeno il Giovedì Santo.

  1. I sacerdoti

I sacerdoti possono eccezionalmente celebrare individualmente il Giovedì Santo. Quando non possono celebrare, preghino con la liturgia delle ore e l’adorazione al SS. Sacramento.

  1. La confessione

In questo periodo particolare le circostanze esterne non consentono la confessione sacramentale individuale. In vista della Pasqua, molte persone esprimeranno il desiderio di confessarsi. Seguendo le indicazioni della Penitenzieria Apostolica, queste sono le indicazioni:

  • Negli ospizi per anziani, negli ospedali e nelle case di accoglienza per disabili o di altro genere, dove comunque sono raccolte diverse persone in stato di necessità, è possibile dare assoluzioni collettive, come prescritto dal Codice di Diritto Canonico (961§2). I sacerdoti rileggano il rito del sacramento nella parte che riguarda questa possibilità, senza inventare nulla di nuovo o di diverso.
  • Le confessioni individuali, se le circostanze esterne non lo consentono, sono da evitare in questo momento. Si invitino i fedeli ad un sincero atto di contrizione, con l’impegno di confessarsi sacramentalmente ad un sacerdote non appena questo sarà possibile.

Queste sono le indicazioni generali da seguire. Se naturalmente nel frattempo vi saranno agevolazioni o in qualche parte del territorio della diocesi si potrà di nuovo riunirsi, evidentemente queste disposizioni non serviranno più e le comunità potranno celebrare normalmente.

I vari Vicariati sappiano adattare queste disposizioni, tenendo conto dei loro rispettivi contesti e delle circostanze pratiche in cui si troveranno.

In tutte le preghiere e celebrazioni non si dimentichi di pregare per le vittime di questo virus, per la Chiesa nel mondo e in particolare per la nostra Chiesa di Gerusalemme.

Auguro a tutti una Pasqua serena il più possibile.

 

In Cristo,

 

Gerusalemme, 26 marzo 2020

+Pierbattista Pizzaballa
Amministratore Apostolico