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News from the Latin Patriarchate

Il premier italiano Romano Prodi è
in visita di stato a Gerusalemme

non è stata una visita turistica ; assomigliava piuttosto ad un pellegrinaggio, che ha toccato vari luoghi da Gerusalemme a Ramallah ; da Sderòt obiettivo dei razzi palestinesi, a
Betlemme chiusa da un muro che la costituisce come una “prigione a cielo aperto”.
Un viaggio alla ricerca di quella pace che “dopo sessant’anni di guerra, non si può più rinviare”
ha dichiarato il Presidente.
Alle 10 del mattino è giunto al Patriarcato Latino  che estende la sua giurisdizione in Israele, Palestina, Giordania e Cipro : qui ha incontrato le autorità religiose di Terra Santa, tra cui il Coadiutore del Patriarca S.E.Mons. Fuad Twal , S.E. il Nunzio Apostolico Mons. Antonio Franco, il reverendo Custode di Terra Santa padre Pierbattista Pizzaballa, S.E. Mons Marcuzzo Vicario patriarcale di Nazareth, S.E.Mons Camal Vicario Generale del Patriarcato.
Gli ha porto il benvenuto S.E.Mons Twal che Gli ha descritto la situazione della Terra Santa con i suoi lati positivi ma anche con le tante situazioni di sofferenza in cui si trovano le sue popolazioni.
Politica e pastorale si sono incrociate nelle riflessioni proposte con chiarezza dal Coadiutore del Patriarca che a partire dalla storia degli ultimi sessant’anni ha letto la tragica cronaca attuale .
Analoga schiettezza ha avuto il Premier Italiano nella risposta che ha spaziato non solo sui problemi di Israele e Palestina , ma anche sul coinvolgimento dell’intero Medio Oriente, dell’Europa e della comunità internazionale in genere . Il Presidente Prodi ha espresso la decisione Sua e del Governo Italiano di fare tutto il possibile per favorire ogni iniziativa viabile che porti alla comprensione dei problemi ed alla indispensabile riconciliazione tra i popoli : quanto alla pace definitiva, pur essendo convinto che non si può rinviare, ha affermato che “ i tempi non saranno rapidissimi “ per le troppe contrapposizioni esistenti sia nel Medio Oriente che in Europa.
L’incontro si è svolto in un clima cordiale e costruttivo per circa un’ora, con la partecipazione delle Autorità Diplomatiche Italiane, di giornalisti, e di fedeli cristiani locali interessati a far sentire all’illustre ospite la sete di pace di cui tutta la popolazione sta soffrendo.

 

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