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News from the Latin Patriarchate

Vostra Eminenza, Cardinale John Patrick Foley, Gran Maestro dell’ Ordine
del Santo Sepolcro
Vostra Eccellenza, Monsignor Antonio Franco, Nunzio e Delegato Apostolico
Carissime Eccellenze, Monsignor Selim Sayegh e Monsignor Giacinto Boulos Marcuzzo, vescovi ausiliari
Reverendissimo Padre Pierbattista Pizzaballa OFM, Custode di Terra Santa
Reverendi Padri, Religiosi e Religiose,

Cari Fratelli e Sorelle,

Voglio innanzitutto ringraziare S.E. Mons. Selim Sayegh che, a nome del Patriarcato Latino di Gerusalemme, mi ha promesso preghiera e comunione fraterna. I miei ringraziamenti vanno pure a Padre Pierbattista Pizzaballa OFM, Custode di Terra Santa, che mi ha così ben accolto all’entrata del Santo Sepolcro.

Oggi,dopo quasi tre anni di attesa e di preparazione, ricevo dalla Santa Chiesa l’ incarico di guidare il nostro benamato Patriarcato Latino di Gerusalemme, “Madre delle Chiese”. Eredito insieme sfide da raccogliere e numerosi problemi accumulatisi, interni o esterni. Sono pieno di fiducia perché so di non essere solo, mi appoggio sulla grazia di Dio che in me non è stata vana (1Cor 15,10) e sulla potenza del Salvatore che si manifesta nella mia debolezza (2Cor 12,9).

Cari Fratelli e Sorelle,

Siamo passati dinanzi al Golgota e alla Pietra dell’Unzione prima di giungere al luogo della Resurrezione.

Prima di noi, il Signore ha conosciuto i più duri drammi umani e provato le più amare sofferenze: privazioni, ingiustizie, solitudine e agonia. Ha percorso le strette vie di Gerusalemme portando la sua croce, cadendo diverse volte e rialzandosi sempre, fino alla morte. Si è lasciato sotterrare e calpestare, come il chicco di grano che si semina e muore.
Noi pure, in quanto popolo, Chiesa e individui, sappiamo quali croci, quali sfide e quali difficoltà ci attendono. Sappiamo fin d’ora che ci saranno delle cadute e delle prove severe.
La tua morte, Signore, continua a realizzarsi in noi e in ciascuna persona che soffre, che è perseguitata, che ha paura o che è sbandata.

Il nostro popolo di Terra Santa, come tutti i popoli del Medio Oriente, non cessa di gemere e di soffrire attendendo l’ora della sua liberazione, l’ora della sua resurrezione, perché la sua via crucis continua ancora, e ancora.
E tuttavia, come è corta la distanza che separa il Golgota dal Sepolcro vuoto, così noi sappiamo che è corta la distanza dalla morte alla Resurrezione. Per questo non c’è motivo alcuno di aver paura.

La mia fiducia si nutre ugualmente di tutte le ricchezze spirituali, umane ed ecclesiali di questa diocesi. Le più eminenti sono:

-La presenza di numerosi Ordini religiosi e Congregazioni che ci sostengono con le loro preghiere, ci arricchiscono dei propri carismi e ci fanno il dono del loro amore fraterno, della loro amicizia, dei loro servizi e dei loro talenti ; a cominciare dall’Ordine di san Francesco di Assisi, guardiano della Terra Santa dal XIV secolo;

-La presenza di numerose persone innamorate di questa Chiesa di Dio, di ogni confessione e denominazione;

-La presenza al mio fianco dei confratelli sacerdoti del Patriarcato Latino, pieni di zelo apostolico, di amore fraterno e di sollecitudine pastorale; e questo dalla restaurazione del nostro Patriarcato Latino nel 1847 .

“Mio Dio, la tua grazia mi basta”. “Nel tuo nome getto la rete”.

Da qui, per la grazia del Risorto :

-Noi lanciamo un appello ai capi delle Nazioni in conflitto, e sono tutte care al nostro cuore: “Abbiate timore di Dio e pietà del vostro popolo, dei giovani, dei bambini, dei vecchi. Abbiate il coraggio di trovare soluzioni giuste, perché tutti possiamo vivere in pace e in sicurezza”.

-E lanciamo un appello alla Comunità internazionale perché, mossa da senso di responsabilità, dal coraggio e dalla giustizia aiuti i popoli della regione a prendere decisioni giuste. Siamo sicuri che la Pace è possibile, che la Giustizia è possibile, che la Fiducia reciproca è possibile.

-Lanciamo pure un appello ai fedeli delle tre religioni monoteistiche e delle diverse confessioni cristiane di questa città santa perché possiamo continuare ad approfondire il nostro dialogo, rafforzare la nostra solidarietà nella carità e proseguire in questo spirito i nostri incontri.

“E’ risorto, come aveva detto”.

L’ultima parola della nostra storia non sarà lasciata all’odio, alle separazioni e alla violenza. La gioia di oggi ravvivi la grande speranza del mattino di Pasqua : Cristo è risorto e ha trionfato. L’amore è più forte !

Risorti con Cristo, ci mettiamo in cammino.
Con Cristo opereremo per un mondo fondato sulla giustizia, la pace e la sicurezza.

Che la Vergine Maria, che ha accompagnato suo figlio sul cammino della sofferenza e della morte, collaborando al suo piano di salvezza, ci accompagni nella nostra missione. Amen.

+ Fouad Twal , Patriarca Latino di Gerusalemme

Santo sepolcro, 22 giugno 2008

 

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