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Quinta lettera Pastorale
di H.B. Mons. MICHEL SABBAH
Patriarca Latino di Gerusalemme

La preparazione del Giubileo del 2000
Festa della B.V.M. Assunta, 1997

“In principio era il Verbo e
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio...
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi,
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità”.
(Gv 1,1.14)

Ai Sacerdoti diocesani,
a tutti i Religiosi,
alle Religiose
e a tutti i nostri fedeli laici

Fratelli e Sorelle,
1 - «La grazia di Gesù nostro Signore, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi».
Vi scrivo questa lettera per la preparazione del Giubileo dell'anno 2000, in occasione della festa dell'Assunzione della Vergine Maria.  Alle soglie del nuovo millennio volgiamo il nostro sguardo verso Maria, nostra Madre, piena di grazia, scelta da Dio per essere Madre del Verbo Incarnato, Gesù, il Messia Salvatore.  Lei stessa accompagni la nostra preparazione e ci aiuti a contemplare meglio suo Figlio, «irradiazione della gloria del Padre e impronta della sua sostanza» (Eb 1,3).  Tutte le Chiese del mondo si stanno preparando al Giubileo del 2000.  Anche qui tutta la Chiesa di Gerusalemme, con le sue quattro famiglie cattolica, greco - ortodossa, ortodossa orientale (armena, copta e siriaca) e protestante, si prepara a questo grande avvenimento.  Le autorità civili municipali di Betlemme e di Nazareth intraprendono iniziative di carattere civile.  Anche i governi dei nostri diversi paesi, Israele, Palestina, Giordania e Cipro, hanno creato degli organismi per seguire lo svolgimento dei preparativi e darvi il loro contributo.
Il Giubileo è innanzitutto un evento religioso e un evento di Chiesa, avente una portata umana universale. I credenti hanno quindi il dovere di viverlo e di dare la loro testimonianza affinché esso mantenga il suo vero significato: Giubileo della nascita di nostro Signore Gesù Cristo e del grande Mistero dell'Incarnazione.

Il senso del Giubileo
2.            «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna» (Gal 4,4).  Il S. Padre inizia la sua enciclica per l'anno 2000 con queste parole della Sacra Scrittura.  La pienezza del tempo si riferisce a quel momento dei tempo ritenuto da Dio propizio per la realizzazione sulla nostra terra, e nel quadro della nostra storia umana, della promessa di salvezza data al primo uomo (Gen 15,3), rinnovata ai Patriarchi e ai Profeti, e portata a compimento in Gesù Cristo, Verbo di Dio Incarnato.  Il tempo raggiunge la sua pienezza per il fatto che Dio vi entra mediante il Mistero dell’Incarnazione, e ne diventa parte.
“il Giubileo dell'anno 2000 - dice il S. Padre vuole essere una grande preghiera di lode e di azione di grazie per il dono dell'Incarnazione del Figlio di Dio e della Redenzione che egli ha compiuto" (T.M.Adv. 32). "Nell'anno 2000 dovrà risuonare con una forza rinnovata la proclamazione della verità: Ecce natus est vobis salvator mundi" (T.M.Adv. 38).
Perciò questo Giubileo è paragonato a un nuovo Avvento.  Questo Avvento si dispiega lungo tre anni.  La preparazione sarà incentrata sul Mistero della Trinità che Gesù, Dio e Uomo, ci ha rivelato: «Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato» (Gv 1, 1 8). Il primo anno, 1997, è consacrato alla contemplazione del Mistero del Figlio; il secondo, 1998, al Mistero dello Spirito Santo, e il terzo, 1999, al Mistero del Padre.  In questa meditazione noi rinnoviamo la nostra fede cristiana, operiamo la nostra salvezza, e testimoniamo con la nostra vita la speranza che è in noi e in Colui che «ci ha scelti prima della crea-ione del mondo per essere santi e immacolati al suo cospetto, nell'amore» (Ef 1,4).

Il Giubileo e la Chiesa di Gerusalemme
3.         Noi, Chiesa di Gerusalemme, siamo certamente interpellati in modo particolare da questo Giubileo, perché Dio, nella sua infinita bontà, ha voluto che gli eventi del Mistero siano accaduti tra di noi: l'Annunciazione del Mistero dell'Incarnazione alla Vergine Maria, a Nazareth, la nascita di Gesù Salvatore a Betlemme e il compimento del Mistero della Redenzione a Gerusalemme. In queste città viviamo la nostra vita quotidiana, religiosa e sociale.  Sono città nelle quali molti tra noi sono nati, trascorrono la loro amici.  Sono città nelle quali abbiamo le nostre parrocchie, ambienti della nostra vita religiosa dalla nascita fino alla morte.
La nostra vita quotidiana è intimamente mescolata con il sacro e con il Mistero della salvezza deciso da Dio per tutta l'umanità. A noi che viviamo in questa Terra Santa il Giubileo ricorda due realtà semplici e chiare: in primo luogo, i luoghi santi, che conservano la memoria dei misteri divini, sono i luoghi della nostra vita quotidiana; inoltre, questi luoghi della nostra preghiera e della nostra vita quotidiana hanno anche una dimensione mondiale. Questi luoghi sono santi sia per noi che per il mondo intero. Le nostre parrocchie sono parrocchie per noi e per il mondo. Quindi noi siamo una presenza per la nostra Chiesa di Gerusalemme e per le Chiese del mondo.
Per questo motivo il S. Padre ha voluto che la Chiesa di Gerusalemme sia, con Roma, il centro di questo Giubileo: "La celebrazione del grande Giubileo avrà luogo simultaneamente in Terra Santa, a Roma e nelle Chiese locali del mondo intero" (T.M.Adv. 55).

Preparativi per l'anno 2000
4.            L'Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa, nella sua riunione del 14-16 marzo 1995, istituì una Commissione Episcopale per la preparazione del Giubileo, composta dalle LL.EE. Mons Maximos Salloum, Mons Selim Sayegh e Mons Kamal Bathish, presidente, il quale è stato nominato dal S. Padre membro del Comitato Centrale del Vaticano per assicurare il legame tra Roma e Gerusalemme.
Questa Commissione ha costituito altre Commissioni di lavoro composte da responsabili dei diversi settori di attività della Chiesa. La Commissione dei Pellegrinaggi è diventata una delle Commissioni per l'anno 2000. Una Settimana cristologica è già stata organizzata nel maggio 1997. Ecco quanto si fa a Gerusalemme. Bisogna ora che in ogni parte della Diocesi venga avviata la stessa preparazione, in Israele, Palestina, Giordania e Cipro. Occorre che ogni parrocchia entri nel Mistero e nella grazia del Giubileo. È vero che il Sinodo Diocesano delle Chiese Cattoliche di Terra Santa, che è ancora nella sua prima Giubileo, ma ciò non toglie che si debbano impegnare in questa preparazione, con una azione del tutto particolare, tutte le parrocchie, tutte le congregazioni religiose e tutti i fedeli.

Le congregazioni religiose
5.         All'interno della Diocesi, i Padri Francescani della Custodia di Terra Santa hanno già iniziato una preparazione intensa per vivere questo evento e per permettere alla Diocesi di accogliere le Chiese del mondo, nel loro pellegrinaggio ai Luoghi Santi. Anche altre congregazioni religiose, ciascuna secondo la propria peculiarità, hanno cominciato a prepararsi con lo stesso obiettivo. La preparazione e il contributo al Giubileo consistono principalmente nel vivere questo momento di grazia insieme, in comunione, e con una partecipazione aperta e coordinate di tutte le componenti della Diocesi: parrocchie, luoghi santi, monasteri e congregazioni religiose. Al di sopra di ogni preparative di ordine tecnico, ricopre il primo posto la preghiera affinché Dio accresca la presenza dello Spirito e dell'amore tra di noi. Per questo il ruolo delle primaria importanza.  In occasione di questo invito a pregare e a intensificare lo spirito di comunione tra di noi, vorrei esprimere a tutte le istituzioni religiose presenti in Diocesi la nostra stima e la nostra riconoscenza per tutto ci6 che esse fanno per il Giubileo in particolare, e per la Diocesi in generate.  Ciascuno di noi è un membro all'interno dell'unico Corpo di Cristo, e vi svolge la sua funzione in perenne comunione con il altre membra. La celebrazione del Giubileo è un momento di comunione e di grazia che ci purifica tutti e rinsalda la nostra unione con il S. Padre, pastore della Chiesa universale, e con il Vescovo, pastore della Diocesi.
Quest'anno si celebrano molti eventi in Diocesi: il Sinodo, sopra menzionato; il 150mo anniversario della storia recente (1847-1997) delta vita di questa Diocesi, cioè a partire dalla venuta del primo Patriarca dei tempi moderni nel 1847, Giuseppe Valerga, che ha dato alla Diocesi il suo nuovo volto che conserva a tutt'oggi; gli anniversari di alcune congregazioni religiose: il 150mo anniversario delle suore di S. Giuseppe dell'Apparizione, il 150mo anniversario della Tipografia dei PP Francescani, il centenario delle religiose Benedettine del Monte degli Ulivi, il 50mo anniversario delle suore Francescane del S. Cuore a Cipro, il 100mo anniversario del passaggio in Terra Santa di Charles de Foucauld, fondatore dei Piccoli Fratelli e delle Piccole Sorelle di Gesù... Tutto questo non pu6 non contribuire all'animazione spirituale della Diocesi, nel suo cammino incontro allo Spirito, nella grazia del Giubileo, grazia di rinnovamento spirituale individuale e di comunione tra tutte le componenti di questa

Organizzare dei pellegrinaggi
6.            In questa occasione noi diventiamo, nella Chiesa, pellegrini che camminano alla ricerca di Dio nei nostri vari santuari, per meditare in essi il Mistero dell'economia salvifica e per scoprirvi il vero senso del Giubileo. I parroci, i direttori e direttrici delle scuole dovranno organizzare dei pellegrinaggi ai luoghi santi, santi, preceduti da una seria preparazione in grado di condurre a una vera conversione. Abbiamo detto che i nostri luoghi santi sono anche i luoghi della nostra vita quotidiana e che la nostra vita è intimamente mescolata al sacro. Purtroppo sembra che la familiarità con questi luoghi rischi di allontanarci dalla grazia che Dio in essi ci offre. Mentre i pellegrini vengono dall'oriente e dall'occidente, le nostre preoccupazioni e le nostre abitudini nascondono ai nostri occhi il loro valore e la loro santità.
Nella rinascita della catechesi, in tutti i movimenti, nei confronti sia dei giovani che degli adulti bisogna insistere sulla centralità che il pellegrinaggio riveste ai fini di una migliore comprensione della verità del Mistero divino, presente nella storia umana, in mezzo a noi, nei nostri borghi, sulle nostre strade e nei nostri santuari.
È vero che, parlando di pellegrinaggi, alcuni sono più favoriti di altri.  Le parrocchie che si trovano in Israele godono di una completa libertà di accesso ai luoghi santi mentre il blocco israeliano imposto ai Territori Palestinesi in questi giorni (agosto 1997) impedisce l'accesso a Betlemme e agli altri luoghi santi che si trovano nei Territori Palestinesi.  Da Cipro i pellegrinaggi potranno essere organizzati con facilità. Le parrocchie di Palestina, invece, ne sono impedite e possono organizzare il loro pellegrinaggio solo dopo aver ottenuto dei permessi rilasciati dalle autorità militari israeliane.  Anche le parrocchie della Giordania necessitano di permessi difficili a ottenersi.  Noi speriamo che le misure di sicurezza non diventino un fatto compiuto che impedisca l'accesso dei fedeli ai loro luoghi santi.  Le Autorità competenti comprendano questo e permettano ai fedeli di adempiere i loro doveri religiosi.

Accoglienza delle Chiese
7.         Abbiamo detto che le diverse congregazioni religiose presenti in Diocesi hanno iniziato i loro preparativi per l'accoglienza delle Chiese nel nostri luoghi santi. La Commissione dei Pellegrinaggi tenta di assicurare il coordinamento in collaborazione con la Commissione Episcopale dell'Assemblea dei Vescovi, e con l'Ufficio per l'anno 2000. Verrà pubblicato un libro del pellegrino per l'anno 2000, in cui saranno reperibili tutte le informazioni necessarie. È prevista anche una riunione dei principali direttori diocesani dei pellegrinaggi, in occasione della quale verrà esaminato in dettaglio ciò che le Diocesi richiedono alla Chiesa di Gerusalemme e ciò che la Chiesa di Gerusalemme richiede alle varie Diocesi che verranno.
I santuari e i luoghi di pellegrinaggio, nella loro preparazione a un avvenimento di così grande portata, devono diventare luoghi di silenzio e di preghiera. Ci auguriamo che questo si possa realizzare, soprattutto nelle due basiliche della Natività e del S. Sepolcro.  Questo argomento è già stato affrontato più volte in occasione degli incontri con i Patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme, e merita di essere ripreso. Tra le realizzazioni ecumeniche, questo aspetto è un punto di primaria importanza, e anche un punto sul quale la Chiesa di Gerusalemme viene sempre giudicata e interpellata sull'autenticità della sua testimonianza.

Appello alle parrocchie e ai giovani
8.            Anche le parrocchie si preparino all'accoglienza, in segno di una comunione ecclesiale aperta al mondo. Esse sono inoltre le pietre vive con le

completare il suo itinerario spirituale in Terra Santa.
Anche i giovani nelle loro parrocchie. I segretariati generali della gioventù nella Diocesi devono iniziare la loro azione in questo senso. Anche i giovani devono trarre frutto da questa grazia per rinnovare in modo particolare la loro fede e la loro speranza, nonostante l'avvenire appaia loro difficile e forse anche oscuro. "Dio è luce e in lui non ci sono tenebre" (1 Gv 1,5). Questo riguarda ogni giovane: egli deve essere luce, e non ci devono essere tenebre in lui. La vita è una realtà da costruire in ogni situazione di difficoltà, di morte e di vita.  Il protrarsi della prova può intaccare anche la fede e mettere in dubbio l'efficacia delle nostre preghiere. Tuttavia la nostra fede in Dio rimane incrollabile.  Occorre morire per risorgere a una vita nuova. Con lo Spirito di Dio che viene "in aiuto alla nostra debolezza" (Rm 8,26), il volto della nostra terra sarà un giorno rinnovato.
I parroci e tutti i responsabili devono mantenere questa speranza, in questo tempo di preparazione alla grazia del Giubileo. Tutti i movimenti sono invitati a concentrare su questo la loro riflessione e le loro attività.

Pellegrinaggio del S. Padre
9.            Conosciamo l'amore del S. Padre per la Chiesa di Gerusalemme e per tutti i suoi fedeli.  Conosciamo anche il grande desiderio che il S. Padre nutre di venire come pellegrino in Terra Santa, e di rendere visita alla Chiesa di Gerusalemme e ai popoli di questa terra, per portare loro un messaggio d'amore, di pace, di giustizia e di riconciliazione. Noi preghiamo affinché questo pellegrinaggio possa aver luogo il più dell'anno 2000. Ce lo auguriamo con tutto il cuore. Reiteriamo ancora oggi l'invito già rivolto al S. Padre da tutti i membri dell'Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa.  Consideriamo questo pellegrinaggio come la visita del Pastore della Chiesa universale alla Chiesa Madre e ai suoi fedeli, un'occasione di incontro ecumenico e un'occasione per condividere una parola di fede. di verità e di conforto per tutti gli abitanti di questa terra.

Sforzi comuni delle Chiese di Gerusalemme
10.       Dal 1995 è stato creato a Gerusalemme un comitato interecclesiale, in rappresentanza delle quattro famiglie delle Chiese cattolica,, greco-ortodossa, ortodossa orientale (copta, siriaca e armena) e protestante, allo scopo di studiare dei preparativi in comune per il Giubileo. L'apertura del periodo preparatorio era stata annunciata mediante un messaggio comune rivolto ai fedeli nel Natale 1995.
Il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente e il Consiglio Mondiale delle Chiese sono in contatto con questo comitato in vista della messa in comune di ogni preparativo, nella maggior misura possibile.
La Chiesa di Gerusalemme, Chiesa Madre, ha il grande Giubileo, di lavorare per la comunione tra tutte le Chiese. Pregare per la comunione tra le nostre varie Chiese proprio qui a Gerusalemme: ecco un modo per prepararci.  Se l'unione formale sembra ancora molto lontana, almeno l'unione dei cuori e la preghiera unanime, sostenuta da quella di Gesù, devono essere possibili: «Perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandalo» (Gv 17,21). Gerusalemme, Madre di tutte le Chiese, deve essere in comunione con tutte le Chiese del mondo.  In essa dovrebbe cominciare un cammino verso la comunione tra le diverse famiglie di Chiese, che oggi sono solo semplicemente associate,, per quanto riguarda questa regione, nel Consiglio delle Chiese dei Medio Oriente.
Il S. Padre, nella sua lettera enciclica. ha rivolto uno speciale appello per l'unità delle Chiese: "Tra i peccati che richiedono un maggiore sforzo di preghiera e di conversione, bisogna evidentemente annoverare quelli che hanno intaccato l'unità voluta da Dio per il suo popolo... In questo ultimo scorcio del millennio la Chiesa deve volgersi con maggior fervore allo Spirito Santo per chiedergli la grazia dell'unità dei cristiani. Questo problema è cruciale per la testimonianza evangelica nel mondo" (T.M.Adv. 34).

Con le altre religioni, islam e giudaismo
11.          La nostra gioia e la nostra conversione, in occasione del grande Giubileo, non devono isolarci o separarci dal contesto umano in cui viviamo, dalle nostre società e dai nostri popoli.  Al contrario, ogni grazia divina che viene accordata scavalca ogni limite e diventa fattore di riavvicinamento, nella sincerità dei cuori e delle buone volontà.  Questa è dunque una occasione per incoraggiare e promuovere il dialogo franco, obiettivo, che permetta una conoscenza e una riconoscenza reciproche.  Questa è una occasione per guardare con occhi rinnovati dallo spirito ogni essere umano, per collaborare insieme alla creazione di nuovi cieli e di una terra nuova, attraverso una ricerca delicata e perseverante della pace e della giustizia nella nostra terra.

Il Giubileo e la pace in Terra Santa
12.       La nostra terra è chiamata a rallegrarsi mediante la grazia del Giubileo e le celebrazioni del grande Mistero della salvezza. È l'anniversario della nascita del Principe della pace, del Messia Salvatore della nostra terra e di tutta l'umanità. Nella contemplazione del Salvatore, presente in tutte le complesse vicende della storia, noi consideriamo le nostre sofferenze in questo paese della rivelazione di Dio. L'espressione della nostra fede non può astrarsi dall'ambiente nel quale viviamo. La nostra situazione attorno ai luoghi santi, e soprattutto nel Territori Palestinesi, rimane difficile. Le difficoltà e la paura accompagnano la nostra vita quotidiana: incessanti controlli, arresti e sentenze di tribunali militari perentori; chiusura parziale o totale dei Territori e delle zone interne; crescita della disoccupazione e difficoltà nell'approvvigionamento, con la conseguente asfissia economica; espropriazione e proseguimento della colonizzazione; frustrazione e disperazione di fronte all'attuale battuta d'arresto del processo di pace e allo stallo dei negoziati; recrudescenza della violenza e dell'estremismo. Gerusalemme, centro delle nostre preghiere, è sempre messa di fronte a misure di sicurezza che fanno di essa una città interdetta alla maggior parte dei nostri fedeli.
Di fronte a queste difficoltà rinnoviamo la nostra preghiera e la nostra speranza.  Ma ricordiamo anche ai responsabili di questo mondo che la pace può essere solo il frutto del rispetto della dignità umana. Finché ci sarà una dignità ignorata e dileggiata, la pace si farà sempre più lontana. Non potrà così essere realizzata. Ricordiamo ai grandi di questo mondo, ai quali è stato dato di governare questa terra in questo tempo, che il suo carattere di Terra Santa e la sua situazione unica e particolare esigono dalle loro iniziative e dalle  loro azioni un grande senso di responsabilità.
Infine vediamo che le Autorità si preparano all'accoglienza dei pellegrini che verranno da ogni parte del mondo. Noi li ringraziamo per questo, ma vogliamo ricordare loro che è altrettanto fondamentale accogliere, in occasione del Giubileo, come del resto in ogni momento, le proprie figlie e i propri figli di questa terra, e togliere la chiusura politico - militare dei Territori, che è diventata un impedimento alla libertà d'accesso e di culto ai luoghi santi, e all'espressione della loro fede e della loro comunione con le altre comunità cristiane locali.
Ai nostri fedeli diciamo: non perdete coraggio. Nelle difficoltà lo spirito rinasce e la salvezza si realizza. Adempite i vostri doveri come credenti e come cittadini. Impegnatevi a fondo con la vostra società e con la Chiesa. Assumete ogni rischio per la costruzione della pace e il mantenimento della speranza.
In occasione del Giubileo la Chiesa prega per la pace.  Prega per tutti i governi dei nostri paesi e per tutti i loro abitanti.  Preghiamo perché questa regione conosca una pace definitiva e stabile. Preghiamo per i nostri paesi in questo Medio Oriente, per la loro stabilità, e affinché ebrei, cristiani e musulmani si riconoscano in essi fratelli e sorelle, figli e figlie di una unica terra e di un'unica patria; affinché possiamo essere tutti trovati degni di giungere, mediante la nostra sincera testimonianza dell'unicità di Dio, alla conoscenza della pienezza del suo mistero d'amore, celebrato nel grande Giubileo dell'anno 2000.
Preghiamo per la nostra terra, perché diventi qui a Gerusalemme, con i suoi due popoli e le sue tre religioni, una sola famiglia riconciliata nella giustizia e nella verità, che testimoni così la santità della sua terra...

Conclusione
13.       "La celebrazione del Giubileo -dice il Papa- deve animare la nostra speranza" (T.M.Adv. 46). I tempi difficili in cui viviamo necessitano di questa grazia del Giubileo. La nostra terra ha bisogno di riscoprire il senso del Mistero divino che qui si è rivelato.
Il Giubileo, nella Bibbia, è una liberazione, un ritorno alla libertà per le persone e le terre alienate. Ora, questo ritorno può essere soltanto il frutto di un intervento di Dio. Nonostante ogni difficoltà noi rinnoviamo la nostra speranza in Dio: Egli presto si ricorderà della sua terra e avrà pietà di noi.
La grazia del Giubileo significa, nella nostra vita di Chiesa, una maggior comunione e, nella nostra vita civile, una maggior libertà, giustizia e pace. Chiediamo alla Santa e Purissima Vergine, nostra madre e figlia di questa terra, di aiutarci con la sua potente intercessione perché possiamo meritare questa grazia. E vi benedica Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo.               Amen.

 

+ Michel, Sabbah, Patriarca
Gerusalemme, 15 agosto 1997.

 

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