stemma logo

Patriarch Emeritus

Pastoral Letters

 

Archives

 

 

Settima lettera Pastorale
di H.B. Mons. MICHEL SABBAH
Patriarca Latino di Gerusalemme

In occasione del 125° anniversario
della morte della Beata Maria di Gesù Crocifisso

Settembre 2003

          Ai nostri fratelli preti, religiosi, religiose, diaconi ed a tutti i nostri fedeli laici in tutte le nostre diocesi di Terra Santa.

Introduzione
1.      La grazia del Nostro Signore Gesù Cristo, 1'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano sempre con voi.
          Celebriamo quest’anno il 125° anniversario della morte della Beata Maria di Gesù Crocifisso, una ragazza semplice di una delle nostre parrocchie, la parrocchia greca cattolica di lbillin (vicino Nazareth), ed umile monaca del Carmelo di Betlemme, ed allo stesso tempo oggetto di grazie divine straordinarie. Vogliamo, in quest’occasione, meditare insieme sul mistero della sua vita e sul mistero di Dio in lei. Insieme, vogliamo ascoltare il messaggio che Dio c'invia per la sua intercessione, in questi giorni pieni, da un lato, di croci e di difficoltà, e da un altro lato, riempito anche della grazia del rinnovamento pastorale e spirituale che Dio ci ha accordato nel sinodo delle Chiese cattoliche di Terra Santa. Continuiamo a viverlo in questi giorni nel Piano Pastorale che c'invita ad una vita nuova nelle nostre Chiese e nelle nostre società.
          Rendiamo grazie a Dio innanzitutto per la vita religiosa abbondante nelle nostre Chiese, in questo periodo storico. Questa presenza religiosa contemporanea continua oggi le preghiere degli eremiti e dei monaci che riempirono, fin dai primi secoli della cristianità, i deserti e le città della nostra Terra Santa. Ed è in una di queste congregazioni religiose, nel monastero del Carmelo di Betlemme, che la Beata Maria di Gesù Crocifisso visse la sua vita umile e ricca di grazie.

Vita della Beata Maria
2.       Mariam Bawardi è nata ad Ibillin nel 1846 in una famiglia modesta e provata da Dio. Dodici bambini morirono appena nati. I genitori fecero allora a piedi un pellegrinaggio a Betlemme. Pregarono sui luoghi della nascita del Nostro Signore Gesù Cristo e fecero dei voti a Dio ed alla Vergine Maria. Dio esaudì la loro preghiera ed accordò loro due bambini, che restarono in vita e crebbero: Mariam e Boulos. Tuttavia Dio continuò, nel suo mistero, a provare la famiglia,: il padre e la madre morirono poco dopo nello spazio di una settimana. Mariam aveva allora tre anni e suo fratello Boulos un anno solamente. I due bambini vissero, dunque, orfani. Boulos fu adottato da sua zia paterna, e Mariam da suo zio paterno. Questo si trasferì presto per il suo lavoro ad Alessandria in Egitto, e Mariam con lui.
 Ebbe una vita piacevole e comoda nella famiglia di suo zio. La grazia di Dio 1'accompagnava e operava in lei. Ancora piccola, votò la sua verginità a Dio, senza che suo zio ne sapesse niente. Questi quando decise un giorno di sposarla cozzò contro la grazia di Dio in lei: la  nipote, in effetti, si oppose con fermezza ai suoi piani umani. Da allora lo zio cambiò atteggiamento a suo riguardo e la vita di Mariam diventò dura. Un giorno, volendo informare  suo fratello rimasto ad Ibillin della sua situazione, avvicinò un compatriota che si trovava ad Alessandria e che voleva ritornare al villaggio natale, per consegnargli una lettera da portare al suo  fratellino. Al posto dell’aiuto sperato, trovò piuttosto un uomo rude che gli propose,  anch’egli, il matrimonio e più ancora, di cambiare la sua religione. Davanti alla fermezza della risposta di Mariam, l’uomo si arrabbiò, la colpì col suo coltello e credette d'averla uccisa. Per dissimulare il suo crimine, la portò e la gettò in una strada lontana.
Consegnata all’ostilità degli uomini, abbandonata da tutti in un paese straniero, la grazia di Dio cominciò a manifestarsi a suo riguardo. Una signora che "somigliava ad una religiosa vestita con un abito blu" le appare, mentre era quasi morente e si mette a curarla. La signora le dice: "È vero che siete vergine, ma il vostro libro non è ancora compiuto". Continuò ad apparirle ed a curarla per un mese finché non fu  completamente guarita. La signora la portò allora presso il curato francescano della parrocchia di Santa Caterina, e là sparì e Mariam non la rivive più. Per lei, era la Vergine che ha avuto pietà di lei nella sua prova. Il curato le trovò un lavoro in una famiglia della parrocchia. Da questo giorno, viaggiò, con le famiglie presso le quali lavorava, tra Alessandria, Gerusalemme, Beirut ed infine Marsiglia dove poté entrare nella vita religiosa prima dalle suore di San Giuseppe nel 1865, poi dalle Carmelitane Scalze di Pau nel 1867 ed è là che prese il nome di Sr Maria di Gesù Crocifisso.

Doni straordinari
3.       Era povera, umile ed analfabeta. Tuttavia Dio le concesse, fin dalla sua infanzia,  numerose grazie e segni soprannaturali. Abbiamo menzionato già l’aggressione di cui fu vittima e come la Vergine Maria la curò per un mese. La Vergine le dice anche, prima di lasciarla: "Sii sempre contenta, malgrado tutto ciò che dovrai soffrire, e Dio, che è  così buono, ti farà avere il necessario. Ricordati, ricordati, ricordati bene questo, tutta la tua vita: non ascoltare mai ciò che ti dirà il demonio; diffida di lui, perché è molto sottile. Quando chiederai qualche cosa al Buono Dio, non te lo darà sempre subito, allo scopo di metterti alla prova e di vedere se lo ami ugualmente; e poi, più tardi, te l'accorderà, basta che tu sia sempre contenta e che lo ami. Non dimenticare mai le grandi grazie che Dio ti ha fatto. Sii sempre piena di carità ".
La Vergine le disse ancora che non avrebbe più rivisto la sua famiglia e le manifestò gli avvenimenti principali della sua vita futura: "Sarai figlia di San Giuseppe, prima di diventare figlia di Santa Teresa. Prenderai l'abito del Carmelo in una casa, farai professione in una seconda, e morirai in una terza". Tutto ciò si avverò: entrò prima dalle suore di San Giuseppe del1'Apparizione a Marsiglia, poi al Carmelo di Pau, da dove fu inviata a Mangalore, in India, dove fece la sua professione, prima di venire a Betlemme dove morì nel 1878, al1' età di 32 anni.
La sua vita è segnata da prodigi e doni divini straordinari. Ciò che la distingue  è soprattutto la sua vita di unione con Dio, che la riempie di gioia spirituale: ″Non posso dominarmi: ho una pace, una gioia così grande.., non so ciò che ho né dove sono. Il mio cuore, e tutto in me, si fonde come l'olio più puro che scorre dolcemente dentro di me.... sono in Dio, e Dio è in me. Sento che tutte le creature, gli alberi, i fiori, appartengono a Dio ed anche a me....vorrei un cuore più grande del1'universo".

Vita spirituale
4.       I segni straordinari che hanno accompagnato la vita di Sr Maria non sono 1'essenza della sua santità. Questa consiste soprattutto nella semplicità e la spontaneità della sua vita di unione con Dio. Era analfabeta, ma dettò degli scritti che manifestano un'esperienza spirituale simile a quella dei grandi mistici nella storia della chiesa. La sua vita con Dio era un dono di Dio, e non degli uomini. Fu solamente discepola di Dio. La parola di Gesù si applica bene a lei: ″Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra, di avere nascosto ciò ai saggi ed agli intelligenti e di averlo rivelato ai  più piccoli″ (Mt 11,25), come dice anche San Paolo: ″Ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini…ciò che c'è di debole nel mondo, ecco  che Dio l’ha scelto per confondere ciò che è forte″ (1 Cor. 25.27).
Ascoltiamo insieme ciò che ci dice sulla sua vita con Dio. Sulla presenza di Dio nella sua creatura e nella vita degli uomini:
          ″Madre, tutti dormono. E Dio, così pieno di bontà, così grande, così degno di lodi, lo si dimentica... Nessuno pensa a lui... Vedi, la natura lo loda; il cielo, le stelle, gli alberi, le erbe, tutto lo loda; e l'uomo che conosce i suoi benefici, che dovrebbe lodarlo, dorme...Andiamo a svegliare l'universo.″ 
''Come è dolce essere tua, oh  mio Salvatore. Il Tuo nome è grande; riempie il cielo. Tutto lo loda ed è pieno di gioia alla sua presenza. Le mie ali che volano è il mio Salvatore che me le ha donate. Il suo sguardo ha avuto pietà della mia anima. Lui mi ha dato le ali con le quali ho volato. L'abisso in cui ero, era profondo. Il Signore  me ne ha tratto fuori.... Felice il giorno; mai finire.... Che dite, abitanti della terra? Mi dà delle ali per volare; mi dà mille fiori da spargere sulla strada che vedo; mi ha posto un cesto di fiori tra le mani; tutti gli amici ne possono raccogliere. Lungo la strada, ho seminato; gli amici ed i nemici si sono affrettati a prenderne. Mi ha dato ali per volare ed il cesto dei fiori sulle ginocchia. Il cielo e la terra, tutto sorrideva del suo sorriso immacolato.... Quando Gesù guarda i suoi eletti, il suo sguardo fa sciogliere il cuore.... è dolce sentire parlare di Gesù, ma più dolce sentire Gesù stesso.... è dolce  pensare a Gesù, ma più dolce possederlo.... è dolce  prestare orecchio a Gesù, ma più dolce  fare la sua volontà…"
"Il mio spirito incantato contempla tutte le tue opere. Cosa può dirti, oh Dio così grande. Oh Onnipotente, la mia anima rapita.
Un nulla, un poco di polvere ti dice: vieni a me. Chi potrebbe dire che un Onnipotente guarda. Un sguardo. Tu che mi guardi, vieni a me. Tu solo,  mio Dio,  mio tutto.
Ti vedo, bontà suprema, il tuo sguardo è materno. Vieni subito, o Sole di giustizia, svegliati. La mia anima si consuma, langue nell’attesa. Vieni subito. La mia anima vola con le ali della colomba verso il mio Dio. È il mio Tutto.
Il tuo sguardo mi consola, la mia anima trasale. Il nulla, la polvere trasale in presenza di un Dio così grande. Ha visitato il suo campo; vola via, oh  mia anima.
La mia anima ti vede nella nuvola, non può restare più quaggiù. Il tuo sguardo basta per attirare il nulla di quaggiù.
Dio è splendido nella sua potenza. Tutto lo loda, tutto lo loda. La mia anima è pazza, non ne può più, tirala. Chi ha Dio, ha tutto".
Sviluppando il Salmo 94/95, recitato ogni mattina nella preghiera dell'Ufficio divino, ella dice:
- "È il nostro Re, è nostro Padre, venite adoriamolo.
-  Lui  ha tutto creato sulla terra, venite, adoriamolo.
- Prostriamoci ai suoi piedi, diamogli i nostri cuori, venite adoriamolo.
-Venite a lodarlo, benedirlo,: diciamolo con la bocca e col cuore: Non c'è
           Dio simile a lui: venite, adoriamolo. Adoriamo la Trinità che non è che un
           solo Dio. Oh mistero incomprensibile. Venite, adoriamolo.
- Oh tre immensità che fanno un tutt’uno. Oh potenza. Venite adoriamolo.″
Come ogni persona umana, come tutti i santi di Dio, Mariam conobbe nella sua umiltà e nella sua pietà dei momenti difficili nella sua vita spirituale, e fu tentata dalla disperazione, Dice:
″Soffro. Non so se sarò salvata. Ma tuttavia, ho in fondo al cuore qualche cosa che mi dice: Sì, vedrò il mio Dio. Avrò un posto nel suo bel cielo... godrò di lui...
Non trattarci, Signore, secondo la tua giustizia, ma secondo la tua misericordia, perché sei il solo santo, il solo giusto. Preferisco per me e per i miei fratelli comparire davanti alla tua misericordia e non davanti alla tua giustizia. Trattami Signore secondo la tua misericordia; le nostre ingiustizie non possono presentarsi davanti alla tua giustizia. Se mi giudichi secondo la tua giustizia, quanto l'inferno è profondo per me e per i miei fratelli. Perché sei giusto, oh mio Dio, trattaci secondo la tua misericordia. Abbi pietà delle grida dei miei fratelli. Signore, ti ringrazio di voler essere il mio giudice.... Se io fossi il mio giudice mi condannerei all'inferno. Ma tu, Signore, mi userai misericordia. Mio Dio, sii il nostro giudice non come 1'uomo, ma come Dio, come Padre e come Creatore."
In questi casi difficili, si rivolgeva allo Spirito-Santo. "Stamattina, 14 novembre 1871, ero in pena perché non sentivo Dio. Mi sembrava che il mio cuore fosse come il ferro. Non potevo pensare a Dio; e ho invocato lo Spirito Santo e ho detto: Sei tu che ci fai conoscere Gesù. Gli apostoli sono rimasti molto tempo con lui senza comprenderlo. Ma una tua goccia l'ha fatto loro comprendere. Me lo farai comprendere a me. Vieni, mia consolazione; vieni, mia gioia, vieni, mia pace, mia forza, mia luce. Vieni, illuminami per trovare la sorgente dove dissetarmi. Una goccia di te basta per mostrarmi Gesù come è ".
Durante le sue estasi, inviava talvolta delle raccomandazioni alle sue sorelle: ″Abbiate cura di conservare la tranquillità del cuore, perché Satana pesca nell'acqua torbida, il mio desiderio è che custodiate la pace interiore, non fate caso ai timori, agli scrupoli, fate ciò che potete, umiliatevi per tutto quello che non fate e venite a consumare tutti i vani timori che chiamo follie, nel fuoco del mio amore".
Sull'umiltà dice:
"Sii piccolo, sii piccolo, per non entrare nel cielo solo. Sii piccolo, e ti guadagnerai un gran numero di anime, ed entrerai nel cielo con un gregge...
Non temere niente, piccolo gregge. Il giorno del Signore verrà come il sole in pieno mezzogiorno. Cammina sulla terra.... non temere niente, piccolo gregge, il Signore del tuono sarà il tuo sostegno. Piccolo gregge non temere niente. Sii piccolo, non temere niente, né il tuono, né la pioggia, né le montagne potranno toccare gli eletti del Signore ".
La Vergine Maria aveva un posto speciale nella sua vita spirituale e vedeva la sua venerazione come una necessità nella vita di ogni credente: "la vostra salvezza e la vostra vita sono ai piedi di Maria. Oh voi che lavorate in questo monastero, Maria conta i vostri passi ed i vostri sudori. Ditevi a voi stessi: Ai piedi di Maria, ho ritrovato la vita. Voi che abitate in questo monastero, liberatevi di tutto ciò che è della terra. La vostra salvezza e la vostra vita sono ai piedi di Maria ".

Il suo messaggio per noi
5.       Nelle circostanze presenti, quando meditiamo la vita della Beata Maria di Gesù Crocifisso,invochiamo in particolare la sua intercessione per tre richieste. Primo per il rinnovamento della vita religiosa e soprattutto contemplativa nelle nostre diocesi. Secondo per il rinnovamento pastorale che abbiamo intrapreso dopo il nostro sinodo delle Chiese cattoliche di Terra Santa. Terzo chiediamo, la sua intercessione nella nostra difficile ricerca della giustizia e della pace e della stabilità politica in Terra Santa ed in tutta la regione del Medio Oriente.

Il rinnovamento della vita religiosa
6.       Ringraziamo Dio del1'abbondanza della vita religiosa nelle nostre diocesi. I servizi, che le Congregazioni religiose fanno oggi alle nostre Chiese ed alle nostre società, sono molteplici e meritano la nostra gratitudine ed il nostro elogio. Ma dovunque, in questi giorni, le nostre Chiese hanno bisogno di una vita nuova. Questo è perché le nostre istituzioni religiose hanno bisogno di rinnovarsi senza tregua, per conservare 1'autenticità della loro testimonianza a Gesù nella sua terra. La semplicità e 1'umiltà della Beata Maria sono per noi un esempio ed una via da seguire. Riempita della presenza di Dio nella sua vita semplice, c'invita a rendere Dio più presente in tutti i nostri servizi alla chiesa ed alla società. Nei monasteri contemplativi, nel servizio dei luoghi santi, 1'accoglienza dei pellegrini ed il loro accompagnamento, come nel campo del1'educazione e del1'istruzione, e nelle molteplici opere sociali, ospedali, orfanotrofi, case per handicappati ed altri campi dove è vissuta la vita religiosa nelle nostre diocesi, il messaggio della beata è quello di un'autenticità spirituale profonda che consiste nel custodire ora dovunque ed in ogni azione lo scopo essenziale, cioè dire la gloria di Dio alla quale la religiosa o il religioso si sono consacrati.
Il primo servizio di cui ha bisogno il nostro tempo, come anche le nostre Chiese e le nostre società, consiste nel rendere Dio più presente tra gli uomini e rendere la vita dei credenti più profondamente ancorati in questa presenza. Ecco il pane che i figli chiedono oggi, Dio stesso, il pane della fede e della santità, il pane dell’autenticità che manifesta nel religioso e nella religiosa il viso di Dio ed il suo amore per gli uomini. Suor Maria ci direbbe a questo punto: "Voi che abitate in questo monastero, liberatevi di tutto ciò che è della terra. La vostra salvezza e la vostra vita sono ai piedi di Maria". É così che i religiosi e le religiose contribuiscono all'edificazione della Chiesa, della diocesi dove vivono la loro consacrazione, ed al- 1’edificazione della società umana in questa terra che ha talmente bisogno della presenza di Dio per sormontare le difficoltà accumulate dagli uomini e che sembrano essere umanamente insormontabili.
La vita del religioso e della religiosa si realizza nella misura in cui offrono Dio e nella misura in cui soffrono per i bisogni degli uomini e delle donne intorno a loro e tendono una mano nella difficile edificazione della loro vita.
Le case contemplative, da parte loro, devono essere dei focolari spirituali e dei luoghi di rigenerazione per i credenti e per ogni persona alla ricerca di Dio. La preghiera dei monaci e delle monache è un cibo ed un appoggio necessario per essi, come resta nelle nostre Chiese e le nostre società una potente e necessaria intercessione.
          Inoltre, come Maria di Gesù Crocifisso è uscita di una delle nostre parrocchie per fondare il Carmelo di Betlemme e vivervi la sua vita monastica, così nuove vocazioni usciranno dalle nostre parrocchie, e saranno il frutto della grazia di Dio e della preghiera contemplativa dei monaci e delle monache. 
"La consacrazione religiosa, detta il Piano Pastorale, è una consacrazione per il servizio di Dio e della Santa Chiesa.... La consacrazione religiosa e l'impegno pastorale vanno di pari passo. Alla natura stessa della vita religiosa appartiene l'azione apostolica e benefica.... Questo è perché tutta la vita religiosa dei loro membri deve essere penetrata di spirito apostolico e tutta 1'azione apostolica deve essere animata da spirito  religioso" (Piano Pastorale, 2000, ed. fr. p.77). Animati di un vero rinnovamento, la vita religiosa diventa un centro di rinnovamento della vita di fede nelle nostre diocesi.

Il rinnovo delle nostre Chiese
7.       Abbiamo creduto in Gesù Cristo da duemila anni e abbiamo conservato la nostra fede attraverso le vicissitudini dai tempi e la successione degli imperi. Ed oggi, proviamo a vivere la nostra fede in circostanze difficili: instabilità politica, piccolo numero, diversità o divisione delle nostre Chiese, pluralismo religioso... "I cambiamenti di ogni tipo hanno messo la chiesa davanti a molteplici sfide. Dalla base al vertice, è costretta a farsi delle domande nuove ed urgenti, di un modo sconosciuto nel passato. Prima a livello religioso: come animare e vivere la nostra fede in questa società in continuo cambiamento? Che cosa fare per formare una personalità cristiana che possa fare fronte a questi cambiamenti? ... Le nostre istituzioni rispondono  al1’evoluzione delle nostre società, ai bisogni della comunità cristiana ed alle esigenze della nostra fede? Come fare fronte alle ripercussioni negative di questi cambiamenti sulla vita dei fedeli" (Piano Pastorale 2000 ed. fr. p.10).
Come viviamo la nostra fede oggi? Maria di Gesù Crocifisso visse in circostanze politiche, sociali ed ecclesiali differenti dalle nostre. Ma il suo spirito e le grazie che Dio le ha accordato sono valide in ogni tempo ed ogni luogo. L'umile religiosa, figlia di una delle nostre parrocchie, nella sua semplicità, viveva in unione intima con Dio e vedeva che tutto apparteneva a Lui e Dio gli accordò i suoi benefici con abbondanza. Di lei possiamo dire col Vangelo: "Felici i cuori puri perché vedranno Dio". In effetti bisogna avere dei cuori che vedono Dio per edificare le nostre Chiese , e nel creare dei luoghi di comunione, di preghiera, di incontro con Dio e di riconciliazione. I nostri ambiti , le nostre strutture umane, necessarie tuttavia per la nostra azione pastorale, rischiano spesso di diventare degli ostacoli alla visione di Dio . La chiesa è la casa di Dio. Quando diventa  casa degli uomini, i cuori che non vedono Dio in ogni sforzo, in ogni devozione, cominciano a svuotarsi di Dio e degli uomini. La gloria degli uomini indebolisce la Chiesa. La gloria di Dio fa che la Chiesa sia grande e salva.
Il rinnovamento delle nostre Chiese domanda il cuore puro e la semplicità di Maria di Gesù Crocifisso. Ci sacrifichiamo e ci affanniamo molto. Molteplici sono i nostri sforzi ed i nostri sudori. Tutto ciò ha bisogno di essere sostenuto e purificato dalla semplicità ed dal cuore puro della nostra beata, affinché la nostra fede sia una veste nuova (cf Lc 5,36) che fa sparire tutto ciò che è vecchio e rende tutto nuovo.

Sulla difficile strada della giustizia e della pace
8.       Il papa Giovanni Paolo II, nella sua omelia della beatificazione, nel 1983, colloca la Beata Maria di Gesù Crocifisso, fin dall'inizio, nel contesto attuale della Terra Santa: "Carmelitana scalza, nata sulla terra che vide lo svolgimento della vita di Gesù di Nazareth; terra situata in una regione che continua in questi tempi ad essere al centro di molte gravi preoccupazioni e dolorose tensioni". In seguito il Papa dice: ″L'umile serva di Cristo, Maria di Gesù Crocifisso, appartenendo per la razza, per il rito, per la sua vocazione e per le sue peregrinazioni ai popoli dell'Oriente, ed essendone in qualche modo rappresentante, è come un dono per la Chiesa universale e per quelli che, nelle tristi condizioni di lotte e di sangue in cui si trovano, ricorrono specialmente adesso, con grande fiducia, nel cuore alla sua fraterna intercessione, nella speranza che, grazie alle preghiere della serva di Dio, saranno ristabilite infine la pace e la concordia su queste terre dove "il Verbo si è fatto carne" (Gv 1,14), Egli che è proprio Lui la nostra pace".
Anche oggi, non possiamo pregare la Beata Maria di Gesù Crocifisso senza chiedere la sua intercessione per la situazione disumana che vive ancora la nostra terra dove il "Verbo si è fatto carne" (Gv 14.1).
Che può dirci l’umile religiosa a questo riguardo? Visse in circostanze del tutto differenti dalle nostre. Visse in un tempo dove non c'erano frontiere, mentre viviamo in un tempo in cui le frontiere si sono moltiplicate, e sono diventate anche delle barriere all’entrata di ogni città e villaggio in alcune nostre diocesi, cioè quelle situate nei Territori Palestinesi.
Possiamo ascoltare la Beata dire in questa circostanza: ″Non temete niente, piccolo gregge. Il giorno del Signore verrà come il sole in pieno mezzogiorno. Camminate sulla terra.... non temete niente, piccolo gregge, il Signore del tuono sarà il vostro sostegno. Piccolo gregge non temere niente. Siate piccoli, non temete niente, né il tuono, né la pioggia, né le montagne  potranno toccare gli eletti del Signore."

Gli chiediamo di conservarci senza paura, di restare forti nella nostra fede e nel nostro difficile confronto durante la vita quotidiana. L'ora di Dio per la pace e la riconciliazione in questa terra santa verrà, e gli uomini, i padroni di questo mondo, la disporranno e si sottometteranno. Chiediamo a Suor Maria di ottenere la grazia di pazientare, di perseverare, di sapere vivere questa mancanza dolorosa di pace e di continuare a portare le nostre diverse responsabilità nelle nostre famiglie, nelle nostre parrocchie e nelle nostre società.
Il conflitto di questa regione è legato al mistero di Dio nella nostra terra. Le sofferenze di tutti gli abitanti di questa terra sono parte di questo mistero. Pure sforzandoci di sostenere il nostro ruolo di artigiani di pace, di verità, di giustizia e di amore nel contesto umano di questo conflitto, è importante persistere nel vedere dunque, al di là dei piani umani, Dio maestro della storia che ha voluto stabilire nella nostra terra la sua "dimora tra gli uomini" (Sal 77,60). Ed è con lui che dobbiamo cooperare per ricostruire questa terra, facendone un luogo di riconciliazione per tutti i suoi abitanti. Con questo spirito, vediamo la persona umana nei due aspetti del conflitto che porta 1'immagine di Dio ed il suo mistero in questa terra santa. In questo spirito e questa visione, lavoriamo per la sicurezza di ogni persona umana e per la libertà di cui è ancora privato un gran numero di nostri fedeli, come tutti gli abitanti di questa parte delle nostre diocesi che sono i Territori Occupati.
Il Piano Pastorale, che al capitolo 14 tratta della nostra fede e della nostra testimonianza nella vita pubblica, ci ricorda i principi che devono guidare la nostra azione in questo campo: "La presenza dei fedeli nella vita pubblica si basa su una visione di fede di cui i tratti essenziali sono i seguenti: Il Cristo è il cuore della nostra vita e la sorgente della nostra visione di Dio, di noi stessi, degli altri, delle cose, degli avvenimenti e della vita nella società.... Il Cristo glorioso invita il cristiano a credere in una terra nuova ed in  un cielo nuovo (cf.  Ap 21, I) ed ad agire nei differenti campi della storia umana che geme "tutt’oggi il travaglio del parto per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio" (Rm 8,18).
In questo spirito, mettiamo tutti i nostri sforzi  davanti a Dio e ci affidiamo alla sua Provvidenza. Il distacco e la cooperazione, vissuti con la grazia di Dio dalla Beata Maria di Gesù Crocifisso, sono per noi la via nella complessità della nostra difficile vita quotidiana.

Conclusione
9.       "Felice il giorno: che mai finisce.... Che dite, abitanti della terra?" La vita è felice per Suor Maria, perché è con Dio. "Il Tuo nome è grande; riempie il cielo. Tutto lo loda ed è riempito di gioia in sua presenza″. Vuole comunicare questa gioia a tutti gli abitanti della terra che dormono, spensierati: "Madre, tutti dormono. E Dio, così pieno di bontà, così grande, così degno di lodi, lo si dimentica.... Nessuno pensa a lui.... Vedi, la natura Lo loda; il cielo, le stelle, gli alberi, le erbe, tutto Lo loda; e l'uomo che conosce i suoi benefici, che dovrebbe lodarLo, dorme.... Andiamo a svegliare 1'universo ".
Abbiamo parlato del nostro bisogno di rinnovare i nostri conventi, i nostri monasteri e le nostre parrocchie. Abbiamo parlato anche del nostro bisogno di pace, di giustizia e di sicurezza. Per tutto ciò chiediamo 1'intercessione della Beata Maria di Gesù Crocifisso. Le chiediamo di riempirci della sua gioia. Potremo così rinnovarci nei nostri conventi e nelle nostre parrocchie. E Dio Onnipotente, per la sua onnipotenza e per la sua misericordia, rinnoverà la nostra terra e ne farà una terra santa per tutti i suoi abitanti. Smetterà allora di essere una terra di liti e di sangue. Sarà terra santa nella quale tutti vedranno 1'amore di Dio per tutti. Ed in questo amore c'incontreremo, fratelli e sorelle, nella gioia che Dio accorda a tutti quelli che lo amano.
In questa ricorrenza particolare del 125° anniversario della morte di Sr Maria di Gesù Crocifisso, chiediamo la sua intercessione, Dio ci dia questa grazia di rinnovarci, affinché la nostra vita, malgrado tutte le difficoltà, diventi anche per noi un cantico di gioia e di speranza.

 

+ Michel Sabbah, Patriarca Latino di Gerusalemme
+ George Haddad, Amministratore Apostolico per la diocesi Greco-Cattolica
     Melkita di Akko, di Haifa, di Nazareth e di tutta la Galilea
+ George El-Murr, Arcivescovo di Philadelphia, di Pétra e di tutta la Giordania
     per i Greci Cattolici Melchiti
+ Paul Sayyah, Arcivescovo Maronita di Haifa e di Terra Santa, ed Esarca
    Patriarcale Maronita di Gerusalemme, dei Territori Palestinesi e della Giordania
+ Kévork Khazoumian, Esarca Patriarcale Armeno Cattolico di Gerusalemme,
   Terra Santa e Giordania
+ Pierre Melki, Esarca Patriarcale Siro-cattolico di Gerusalemme, Terra Santa
    e Giordania
+ Sélim Sayegh, Vicario Patriarcale Latino per la Giordania
+ Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vicario Patriarcale Latino per Israele
+ Kamal Bathish, Vicario Generale Latino, Gerusalemme
P. Giovanni Battistelli, Custode di Terra Santa
Archimandrita Mtanios Haddad, Esarca Patriarcale Greco-Cattolico Melchita di
   Gerusalemme

Gerusalemme, 29 settembre 2003

 

Home Page