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GIORDANIA, SALT – Nel cuore del vivace centro di Salt, città a nord-ovest della capitale giordana, dietro alti edifici moderni sorge la chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione. È la prima chiesa costruita dal Patriarcato latino in Giordania.

Una prima scuola e una prima parrocchia…

Nel 1866, poco dopo il restauro del Patriarcato latino, la città di Salt fu la prima ad ospitare una parrocchia ad est del Giordano. Quando, nel 1869, p. Mauretain arrivò il suo primo obiettivo fu la costruzione di una scuola: un sogno che si realizzò quando notò una casa miracolosamente abbandonata nella città vecchia. Questo edificio diventerà la prima scuola latina in Transgiordania. All’epoca, la cittadina contava una popolazione di cui l’85% era cristiana. Ma l’idea di formare una scuola mista, ossia di accogliere studenti cristiani e musulmani, fu presente sin dagli esordi e fino ad oggi è caratteristica peculiare di tutte le scuole patriarcali latine.

…L’impronta della preghiera di santa Maria Alfonsina

Nel XIX secolo, la prima chiesa (che può essere visitata nel seminterrato) fu caratterizzata anche dalla presenza di suor Marie-Alphonsine Danil Ghattas, la fondatrice delle Suore del Rosario e santa palestinese canonizzata da papa Francesco nel 2015. Lei scelse questo luogo per fondarvi una delle sue prime case, impregnando le pareti della sua fervida preghiera. I parrocchiani e i visitatori vengono a raccogliersi sulle orme della Santa.

Un progetto: mostrare la chiesa agli occhi di tutti

Oggi la città soffre di una massiccia emigrazione e i cristiani latini sono rimasti in solo 120 famiglie. Nonostante questa situazione, la Chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione è piena di progetti. Padre Riad Hijazine, nominato da alcuni mesi, ha iniziato a prendersi cura di diversi movimenti: La «Gioventù Cattolica» per i giovani e «Le Figlie di Maria», un movimento mariano composto da donne che si riuniscono regolarmente per la Recita del Rosario. È in corso anche un progetto architettonico: per valorizzare la chiesa, il governo pensa di demolire gli edifici moderni che la nascondono ai visitatori. «Loro desiderano mostrare questa chiesa perché è bella e tutti gli abitanti di Salt ne sono orgogliosi», spiega il parroco.

Probabilmente anche alcuni edifici della parrocchia saranno distrutti, e – secondo padre Riad Hijazine – questo potrebbe offrire l’opportunità di estendersi al di fuori di Salt. «Dobbiamo andare nei sobborghi, nei quartieri! È un nostro pensiero!». Sono opere che potranno valorizzare la Chiesa e rappresentare anche un rinnovamento per la vita parrocchiale…

Claire Guigou

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