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GERUSALEMME – Domenica 2 luglio 2017, nella cappella latina della Basilica del Santo Sepolcro, quatto giovani francesi hanno ricevuto da mons. Pierbattista Pizzaballa l’investitura a Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro. Nella Basilica di sant’Anna, la sera precedente, era stata organizzata una “Veglia d’Armi” per preparare i giovani cavalieri a questo evento importante.

“Signore, per le tue cinque piaghe che portiamo come insegna, Ti preghiamo. Dacci la forza di amare ogni essere del mondo che Tuo Padre ha creato e, più ancora che tutti gli altri, i nostri nemici”.

Comincia con queste due frasi la preghiera del Cavaliere. La prima frase richiama la Grande Croce di Gerusalemme che i cavalieri e le dame recano sui loro matelli, come spesso capita di vedere nella Città Santa: una Croce che li invita a unirsi alla Passione di Cristo. La seconda frase riconosce la loro vocazione: amare l’altro, sia chi sia.

In realtà, i Cristiani di Terra Santa conoscono questo Ordine che rappresenta un appoggio concreto non solo per le parrocchie e le scuole del Patriarcato ma nache per per le diverse comunità presenti nella diocesi. Tuttavia, non tutti hanno chiaro che questi uomini e donne aderiscono all’Ordine per amare il loro prossimo e vivere profondamente la Fede nella loro vita di tutti i giorni.

Il Cancelliere della Luogotenenza di Francia, il colonnello (in pensione) Dominique Neckebroeck lo ha ribadito ai quattro giovani al termine della cerimonia: “Vi invito ardentemente a far crescere l’Agape, l’amore caritatevole. Siete venuti per servire il prossimo e vivere in semplicità, generosità e amore fraterno”.

Loup Bommier, Guillaume Angier de Lohéac, Paul Giraud e Alain Cardinaux, I quattro scudieri che hanno ricevuto l’investitura, avevano già ascoltato questo invito sabato sera in occasione della loro Veglia di preghiera in preparazione all’investitura.

Padre Luc Pareydt sj, Consigliere religioso del Consolato Generale di Francia ha presieduto la Veglia, nella chiesa di Sant’Anna, in presenza di Pierre Cochard, Console Generale di Francia. Nell’occasione, egli aveva già invitato gli scudieri ad assumere l’atteggiamento del servo, a preferire l’altro a se stessi e a seguire Cristo, “Anche se ciò provocasse del disturbo” ha detto, riprendendo affermazioni recenti di papa Francesco.

Un invito, questo, consueto per dei giovani coinvolti da molti anni nel movimento degli Scudieri – movimento che non appartiene all’Ordine ma che è sostenuto e diretto da Cavalieri dell’OESS – nel quale hanno vissuto una “scuola verso il Signore”.

Preghiera, formazione e azione: sono le linee che guidano della vita degli scudieri. “I nostri incontri iniziano e si concludono con un tempo di preghiera, ci incontriamo per discutere un tema elaborato da uno di noi. Infine partecipiamo alle manifestazioni dei cavalieri finalizzate alla raccolta di fondi per sostenere i nostri fratelli d’Oriente. Coloro che possono fanno anche volontariato in Terra Santa durante le loro vacanze” precisano Paul Giraud e Guillaume Angier de Lohéac.

Nonostante queste prime esperienze, l’impegno definitivo come cavalieri resterà un momento fondante nella loro vita. Il tempo di preghiera e di adorazione a Sant’Anna, il sabato sera precedente, ha permesso di affidare al Signore gli ultimi dubbi che avrebbero potuto fare vacillare.

La domenica mattina, nella Cappella latina del Santo Sepolcro, mons. Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato latino e Pro-Gran Priore dell’Ordine, ha proceduto all’investitura dei cavalieri e presieduto la messa. All’omelia, il vescovo ha invitato i nuovi cavalieri a testimoniare la resurrezione di Cristo nella vita di tutti i giorni, è questo il solo avvenimento di cui possiamo essere orgogliosi”,

Ricevere l’investitura a Gerusalemme dalle mani del Capo della Chiesa latina è un vero privilegio per i cavalieri. “Vivere questo tempo a Gerusalemme, essere investiti cavalieri a pochi metri dalla tomba di Cristo è un dono straordinario che non avremmo mai immaginato. Questo è stato possibile, nel quadro di un pellegrinaggio in Terra Santa organizzato per gli scudieri – nostri compagni di strada da alcuni anni – in tal modo abbiamo potuto viverlo alla presenza delle comunità locali e delle persone che cominciamo a conoscere grazie al nostro soggiorno in Terra Santa”, ha detto Paul Giraud.

“Ma è in unione con gli altri trentuno postulanti della Luogotenenza coi quali ci siamo preparati a diventare cavalieri che abbiamo vissuto questo evento”.

Come per ogni impegno ecclesiale, questa investitura non costituisce per questi giovani un fine ma l’inizio di una vita orientata verso il Signore e il prossimo: “Il ritiro che abbiamo vissuto con gli altri futuri cavalieri aveva per tema Fare della nostra vita una Terra Santa, questo sarà per noi il programma di vita”.

Cécile Klos

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