Jebbel Webdeh

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GIORDANIA – Recentemente nominato parroco di Nostra Signora dell’Annunciazione, una delle parrocchie di Amman, padre Francis ci porta a scoprire la sua nuova parrocchia.

Padre, ci parli della sua parrocchia.

La Chiesa Parrocchiale di Nostra Signora dell’Annunciazione è stata costruita nel 1961 grazie a dono di un Cavaliere del Santo Sepolcro di origine giordana. Questo generoso parrocchiano aveva presentato un progetto per la costruzione di una chiesa e del Vicariato patriarcale latino. Quest’ultimo, precedentemente installato a Misdar, è stato successivamente trasferito a Webdeh e , in seguito, sarà trasferito a Swefieh.

La parrocchia annovera fra le 180 e le 200 famiglie. Ci sono molti giovani tra i quali parecchi scout, molto impegnati nel servizio in parrocchia. Una quindicina di parrocchiani partecipa abitualmente alla messa quotidiana preceduta dalla recita del rosario.

Al momento stiamo lanciando un nuovo progetto: i parrocchiani hanno creato un’associazione per aiutare i più poveri, i disoccupati e i giovani. L’associazione si chiama Focolare di Speranza. Ho concesso loro un ambiente in parrocchia perché possano lavorare con le famiglie povere e i giovani in difficoltà, compresi gli studenti dell’università i cui costi sono troppo gravosi per le famiglie. Si tratta di un movimento lanciato alcuni anni fa a Amman. Cercavano un ufficio e io l’ho concesso nei locali della nostra parrocchia.

Vorrei anche incoraggiare i nostri parrocchiani a fare un’ora di Adorazione eucaristica alla settimana. Il Santissimo Sacramento è un vero nutrimento, tanto nella comunione sacramentale quanto nell’adorazione. Senza l’adorazione diventa difficile mostrare alla gente il volto del Buon Pastore. Ho anche altre idee che cercherò di condividere con i parrocchiani.

Qual’è il messaggio che vorrebbe far passare?

Penso spesso al Buon Pastore e alle sue pecore. Desidererei che la porta della chiesa fosse sempre aperta, non solamente nel senso materiale del termine ma anche in senso spirituale. Nel nostro quartiere di Amman, numerosi musulmani, spesso per semplice curiosità, entrano in chiesa per visitarla ma i parrocchiani, poco abituati, subito chiamano il parroco. Di rimando chiedo loro come mai abbiano paura: la casa del Signore mai deve essere chiusa. Dobbiamo aprire a tutti. Al riguardo ho informato i parrocchiani che d’ora in poi la chiesa sarà aperta tutti il giorno!

La Chiesa non ha paura di nulla. Dobbiamo lasciare la Chiesa aperta non solo nel senso materiale, ma anche nel senso spirituale: i fedeli stessi dovrebbero aprirsi ai non cattolici per rendere la nostra chiesa missionaria.

Remy Brown

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