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GALILEA – Le monache di vita contemplativa della Terra Santa si sono riunite per un incontro straordinario al Monte delle Beatitudini il 15 e 16 giugno 2017. È stata l’occasione per lavorare sul testo della costituzione apostolica sulla vita contemplativa femminile pubblicata il 22 luglio 2016: Vultum Dei quaerere.

“Vultum Dei quaerere”, cercare il Volto di Dio: questo il tema dell’incontro straordinario per le monache di vita contemplativa di Terra Santa che si è tenuto al Monte delle Beatitudini presso la casa di accoglienza delle Suore Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria il 15 e 16 giugno scorsi. 54 monache provenienti da più di 15 Nazioni, rappresentanti i 15 monasteri di Terra Santa di 7 Ordini o spiritualità diverse, si sono riunite per ascoltare e riflettere insieme sulla nuova Costituzione apostolica “Vultum Dei quaerere” che Papa Francesco ha emanato il 22 luglio 2016 per tutti i monasteri di vita contemplativa.

L’incontro è stato pensato e promosso dal gruppo delle Abbadesse dei monasteri di vita contemplativa che regolarmente si incontrano due volte all’anno coordinate dal loro Assistente ecclesiastico P. Marco Riva. Anche suor Bruna Fasan, Presidente Generale dell’Unione delle Religiose di Terra Santa ha partecipato con gioia e spirito fraterno, portandoci la comunione di tutte le religiose di vita apostolica della diocesi. Grazie all’aiuto competente di suor Stefania delle Suore di Nazareth, è stata possibile la traduzione simultanea italiano-francese.

Il programma è stato introdotto da P. Marco con una riflessione che ha ben preparato all’ascolto dei diversi relatori. Una breve presentazione del Documento ci è stata data da Mons. Sebastiano Paciolla Sotto-Segretario della CIVCSVA*, che – impossibilitato a venire – abbiamo ascoltato attraverso una video-registrazione. La conferenza che è seguita di madre Elena Francesca Beccaria – clarissa abbadessa del “Monastero S.Chiara” di Roma – è poi entrata più puntualmente nel concreto delle novità e delle sfide che la “Vultum Dei Quaerere” pone ai monasteri.

Senz’altro la sfida più esigente oggi è quella espressa dal sottotitolo dell’incontro “diventare figlie del cielo e figlie della terra” (§18), cioè essere donne capaci di abitare la tensione tra cielo e terra, unite a Dio e capaci di ascolto dei nostri fratelli e sorelle (§ 36), armonizzando separazione e testimonianza, “interlocutrici sapienti che sanno riconoscere le domande che Dio e l’umanità ci pongono. La grande sfida è la capacità di continuare a cercare Dio ‘con gli occhi della fede’ in un mondo che ne ignora la presenza” (§ 2).” “Donne che abitano la storia umana… che cercano Dio” (§ 3).

Questa tensione – propria del mistero del nostro Dio incarnato! – è stata poi ampliata e collocata in un orizzonte più vasto da Don Samuel Lauras, trappista francese, abate da 15 anni dell’abbazia di Novy Dvur (Repubblica Ceca). “Non abbiate paura”: questo il titolo delle sue due conferenze dense e profonde che, donandoci una panoramica sulle tensioni e paure che abitano il nostro mondo, ci ha incoraggiate ad essere testimoni dell’Amore che – solo – “permette di uscire da sé, di donarsi e ricevere da un altro… L’unico mondo in cui si possa vivere, senza aver paura, è il mondo aperto alla grazia.”

Dono aggiunto di questi giorni è stata la presenza di suor Ekaterina Kopyl, monaca russa ortodossa del Monastero SS.Trinità di Gerusalemme. Il desiderio di invitarla è nato proprio dall’obbedienza di quanto sottolinea il Papa nella Costituzione apostolica al n.4: “La vita monastica, elemento di unità con le altre confessioni cristiane, si configura in uno stile proprio che è profezia e segno…”.

Noi contemplative di Terra Santa, come non cogliere la grazia di vivere accanto a monasteri di tradizione orientale? Nel suo intervento semplice e profondo, sr Ekaterina ci ha trasmesso la via evangelica, patrimonio dei Padri orientali, della ricerca del Volto di Dio: un cammino di conversione e di conformazione a Lui nella consapevolezza del proprio peccato, ma nutriti e sostenuti dalla grazia dei Sacramenti.

Più che le parole, la testimonianza di vita dei relatori e la loro apertura di cuore nel rispondere alle tante domande, hanno contribuito a creare un clima di ascolto profondo, di grande rispetto nella comunione e nella gioia di essere insieme cercatori del Volto di Dio.

Le liturgie, preparate da diverse comunità nella varietà delle loro tradizioni (vespri bizantini e lodi benedettine!), sono state coronate dalla celebrazione eucaristica di venerdì presieduta da Mons.Pierbattista Pizzaballa Amministratore apostolico, che fraternamente ha condiviso con noi anche il pranzo.

Gratitudine, comunione, solidarietà nell’aiuto reciproco sono i sentimenti che rimangono vivi, ora che ciascuna è chiamata a vivere “in viscere Ecclesiae”, e – come ci esorta il Papa – benché separate dal mondo, mediante segni che esprimono la vostra appartenenza a Cristo, non cessate di intercedere costantemente per l’umanità, presentando al Signore i suoi timori e le sue speranze, le sue gioie e le sue sofferenze (§ 36).

 Suor Mariachiara Bosco, Monastero clarisse Gerusalemme

 

*Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica

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