GERUSALEMME – Lo scorso 15 agosto, due suore della Congregazione delle Suore del Rosario hanno fatto la loro professione nelle mani di mons. Shomali, nella chiesa di Nostra Signora del Rosario a Mamilla, Gerusalemme.

Un grande momento di letizia e di fervore per celebrare la Assunzione di Maria e occasione per pronunciare i loro voti da parte di due Suore del Rosario. Lo scorso lunedì 15 agosto 2016, Noha Mikhaeil, di origine egiziana ha fatto la sua professione perpetua mentre Rand Hamarneh, di Kerak in Giordania, la sua prima professione.

Queste due professioni hanno avuto luogo in occasione della messa solenne del 15 agosto, grande festa per la comunità delle Suore del Rosario, nata per desiderio della Vergine Maria apparsa a santa Maria Alfonsina, canonizzata lo scorso anno. La madre superiora della comunità, suor Ines El Yacoub e numerose suore del Rosario erano presenti per questo evento, nella piccola chiesa di Mamilla che custodisce l’urna delle reliquie di santa Maria Alfonsina.

La Congregazione delle Suore del Rosario conta 280 suore, tutte di origine araba, sparse in molti paesi dell’area. È stata fondata alla fine del XIX secolo dall’allora cancelliere del Patriarcato latino, padre Youssef Tanous e da suor Maria Alfonsina Ghattas, in seguito alle apparizioni della Vergine Maria a quest’ultima.

La Congregazione è radicata in molti paesi della regione: Giordania, Palestina, Libano, Israele ed Emirati Arabi. Le suore vi curano ospedali e soprattutto scuole, in risposta alle richieste della Vergine Maria a santa Alafonsina di mettersi a servizio della educazione. Alcune suore sono al servizio anche in zone difficili come Aleppo e Gaza. Nella sua omelia, mons. Shomali, Vicario patriarcale a Gerusalemme e in Palestina, ha sottolineato come “la festa della Assunzione ci ricorda che siamo creati per la vita eterna e che la nostra vita quaggiù ci deve preparare a quella “. Il Vescovo ha collegato la solennità e le professioni evidenziando che “la vita di una religiosa è un segno del Regno che viene. Una religiosa ci ricorda, con la sua consacrazione, col suo abito, col suo modo di vivere, che c’è un’altra vita, la vita eterna, che vale la pena di essere attesa”.

“Dobbiamo avere i piedi per terra e gli occhi al Cielo” ha continuato il Vescovo riprendendo le parole di papa Francesco. “D’altra parte, la Vergine, il cui corpo è già nel Cielo, tiene sempre gli occhi aperti su di noi” ha sostenuto ancora, invitando i fedeli a imitarla e a domandare la sua intercessione “per la Chiesa di Gerusalemme che ne ha molto bisogno”.

La cerimonia è stata caratterizzata da alcuni momenti emozionanti, specialmente  le litanie dei santi cantate mentre le due suore professe erano prostrate al suolo in segno di consacrazione totale a Dio, come anche la consegna dell’anello nuziale a suor Noha e della regola della Congregazione a suor Rand.

Myriam Ambroselli

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