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TERRA SANTA – Il 15 ottobre la Chiesa celebra Teresa d’Avila, la santa che nel XVI secolo riformò il Carmelo. Nel giorno in cui tutti i carmelitani del mondo la festeggiano, in Terra Santa ogni comunità carmelitana ha voluto celebrarla in modo speciale.

Domenica 15 ottobre, le suore carmelitane di Terra Santa dei conventi di Nazareth, Gerusalemme, Betlemme ed Haifa hanno celebrato la loro santa fondatrice. In questa occasione mons. Giacinto Boulos-Marcuzzo si è recato a visitarne tre.

Una grande santa per i carmelitani… e per la Chiesa

Teresa de Cepeda y Ahumada, ragazza di una agita famiglia di Avila, entra al Carmelo della sua città nel 1535, all’età di 20 anni. Volendo che il suo ordine ritorni alle regole originali, fonda un nuovo Carmelo ad Avila, caratterizzato dalla semplicità di vita e dall’intensità della preghiera. Supportata in questa revisione da san Giovanni della Croce, rinnova totalmente l’Ordine carmelitano, la cui maggior parte dei monasteri osserva oggi la Regola teresiana.

Le sue numerose opere [1] non saranno guide spirituali solo per le consorelle, ma hanno arricchito il bagaglio spirituale di quei fedeli desiderosi di raggiungere una piena unione con Dio. La Chiesa, che ne ha riconosciuto la qualità degli insegnamenti, l’ha proclamata «Dottore della Chiesa» nel 1970.

Mons. Marcuzzo celebra la Santa a Nazareth e a Gerusalemme

Di mattina a Nazareth e nel pomeriggio a Gerusalemme, il Vicario patriarcale per Gerusalemme e la Palestina ha presieduto le celebrazioni alle quali le comunità carmelitane avevano invitato amici e fedeli per condividere la loro gioia.

A Nazareth, come in una famiglia, i fedeli sono accorsi per festeggiare la fondatrice del Carmelo. Le suore avevano preparato gli scapolari, che hanno adagiato sulle spalle di coloro che in fila e con devozione desideravano ricevere questo piccolo tessuto come segno di fedeltà a Dio. Un bambino molto piccolo, che si è avvicinato per ricevere questo oggetto di pietà, ha prontamente fatto il segno della croce senza che i genitori glielo indicassero: i bambini posseggono un senso spirituale maggiore di ogni altra cosa!

Le suore di Nazareth anche voluto associare questa festa all’ultimo miracolo di Fatima, che la Chiesa commemora il 13 ottobre. Infatti, Lucia, la più grande dei tre piccoli veggenti di Fatima, aveva detto che durante l’apparizione la Vergine Maria indossava gli abiti di Nostra Signora del Monte Carmelo. Forse è una delle ragioni per cui la piccola pastorella, diventata religiosa, abbia voluto in seguito, entrare nel Carmelo di Coimbra.

A Gerusalemme, una celebrazione più modesta è stata, tuttavia, più ufficiale. Il Carmelo del Pater Noster, in gran parte costruito su un dominio nazionale francese, ha celebrato la santa fondatrice alla presenza di Pierre Cochard, Console Generale di Francia. Si è offerta così agli amici del monastero anche la straordinaria occasione di condividere un momento di amicizia con la comunità nel loro bel chiostro, che generalmente è uno spazio riservato alle suore.

Una festa più intima ad Haifa e a Betlemme

I due monasteri carmelitani di Haifa e Betlemme avevano deciso di celebrare santa Teresa d’Avila in forma ristretta.

Le carmelitane di Haifa hanno preso questa decisione in vista della celebrazione dei 125 anni di insediamento ad Haifa, festa per la quale desiderano accogliere amici ed invitati di riguardo. Il 4 novembre, infatti, le suore saranno felici di condividere la loro gioia e segnare il giubileo della loro presenza nella città. Stabilitesi all’inizio sin dal loro arrivo nel 1892, in una proprietà che ora ospita il Rambam Hospital di Haifa, le suore si trovano attualmente sulle alture della città, da cui godono di una vista meravigliosa.

Ed infine Betlemme. Se il giorno dedicato al ricordo di santa Teresa d’Avila è certamente una festa, è per santa Mariam Baouardy che le Carmelitane aprono tradizionalmente le loro grandi porte. Fu infatti all’iniziativa della piccola santa araba che si deve la fondazione del Carmelo di Betlemme e la popolazione locale nutre un particolare attaccamento per questa santa “mistica della semplicità”.

Cécile Klos

[1] Tra cui: Il libro della mia vita (Autobiografia), Il cammino di perfezione, e in particolare Il castello interiore.

Haifa

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Gerusalemme

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Nazareth

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