GIAFFA – Secondo la tradizione, la Giornata Mondiale del Migrante e’ stata celebrata nella Chiesa di Sant’Antonio a Giaffa, sabato 14 Gennaio 2017.

La messa solenne è iniziata con il rito della luce, tradizione dello Sri Lanka, e l’invocazione dello Spirito Santo. Padre David Neuhaus SJ, Vicario del Patriarcato latino e Coordinatore della pastorale tra i migranti, ha dato il benvenuto a tutti i presenti e in particolare all’Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme Monsignor Pierbattista Pizzaballa. Fr. David ha poi dato il benvenuto al Nunzio apostolico in Israele, Monsignor Giuseppe Lazzarotto, al Vicario patriarcale di Nazareth, il vescovo Boulos Marcuzzo, ai cinque vescovi del Coordinamento Terra Santa provenienti dall’Europa e dal Nord America, e al loro seguito, venuti in Terra Santa per la loro visita annuale, e all’Ambasciatore delle Filippine il Signor Neale Imperial e a sua moglie. La messa è stata animata dai diversi cori delle comunità migranti – la corale mista di Sant’Antonio, la corale della comunità filippina Divina Misericordia di Tel Aviv sud, la corale della comunita’ indiana, la corale del rito ge’ez e la corale della comunità libanese. Il Vangelo è stato proclamato in Tigrino secondo il rito ge’ez.

Nella sua omelia, l’Arcivescovo Pizzaballa ha ringraziato il Signore per la bellezza e la diversità del Corpo di Cristo, e ancora una volta ha richiamato il suo essere servitore dell’unità di questo corpo. Ha continuato poi la riflessione su tre elementi importanti della missione della Chiesa ai migranti: affermare la dignità dei migranti, promuovere la solidarietà con e tra i migranti e parlare profeticamente a favore dei migranti. Concludendo l’omelia, Mons. Pizzaballa ha detto: “La mia preghiera è che Dio dia a tutti noi il coraggio di parlare profeticamente e fare il possibile per evitare che i migranti diventino capri espiatori e obiettivi di frustrazione popolare… Le sfide sono molte ma oggi celebriamo il dono della nostra fede, la meravigliosa diversità della nostra Chiesa e noi ci impegnamo nuovamente a lavorare insieme per portare luce e pace in questa mondo, e a diffondere la Buona Novella di Dio che ha vinto le tenebre nonostante tutto cio’ che testimonia il contrario”.

Le preghiere dei fedeli sono state fatte in diverse lingue e hanno espresso il desiderio di pace e giustizia, pregato per le famiglie che hanno lasciato alle spalle e per i bambini e i giovani delle comunità dei migranti. All’offertorio, i doni sono stati portati all’altare da alcuni migranti nei loro costumi tradizionali. Alla comunione, i cori hanno cantato inni nelle varie lingue delle comunità migranti.

Al termine della messa, l’Arcivescovo e gli altri vescovi, guidati dai musicisti e cantori della comunità di rito ge’ez tra cui il loro sacerdote Padre Medhin, sono stati condotti in processione al salone della scuola dove hanno assistito al programma culturale. Per la gioia di tutti i presenti, sul palco si sono susseguite danze meravigliose e pittoresche eseguite da libanesi, indiani, cingalesi, romeni, eritrei e filippini.

Dopo il programma è stato servito il pranzo offerto dalla comunita’ indiana e preparato nelle tipiche pentole indiane. Questo è stato anche un momento per incontrarsi e scambiarsi gli auguri. Occasioni come queste riuniscono persone provenienti da tutto il paese, libanesi da Kiryat Shemona, filippini da Haifa e Nazareth, eritrei da Gerusalemme e molti fedeli da Tel Aviv.

Quest’anno abbiamo sperimentato una grande gioia per la partecipazione di molti giovani cattolici di lingua ebraica, alcuni di loro appartenenti alle comunità dei migranti. Il fine settimana che hanno trascorso insieme è stata un’occasione per conoscere meglio queste comunità.

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno organizzato questa giornata, in particolare al team del Centro Pastorale Nostra Signora Donna del Valore: Padre Michael Grospe, il direttore, Suor Lerma, organizzatrice del programma culturale, Suor Regina, Padre Tojy, il cappellano della comunita’ indiana, Suor Clarice, coordinatrice della comunita’ dello Sri Lanka e Padre Medhin, cappellano del rito ge’ez. Un grazie anche a Padre Diya e Padre Agostino, parroco e vicario della parrocchia di Giaffa, e alle Suore del Verbo Incarnato della parrocchia che hanno ospitato i fedeli. Infine, un grazie anche ai cori, ai danzatori, a coloro che hanno decorato i locali, agli addetti alle pulizie e ai cuochi … e a tutti coloro che hanno reso questo giorno una giornata indimenticabile.

Catholic.co.il

Photos: ©Mazur/catholicnews.org.uk

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