AMMAN – Domenica 18 dicembre 2016, il re Abdallah di Giordania ha invitato i diversi rappresentanti delle Chiese cristiane a Palazzo Al Husseiniya, per presentare loro i suoi auguri per il prossimo Natale e per il nuovo Anno. Mons. Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato latino ha salutato, col suo discorso, il ruolo essenziale del Regno hascemita nell’accogliienza dei rifugiati siriani e iracheni.

All’incontro erano invitati: il Patriarca greco-ortodosso Teofilo III, il Vescovo evangelico-luterano Mounib Younan, l’Arcivescovo della Chiesa copta-ortodossa Anba Antonios e l’Amministratore Apostolico del Patriarcato latino mons. Pierbattista Pizzaballa. Erano presenti anche il principe ereditario Hussein e il principe Ghazi, inviato speciale del re e consigliere religioso.

Nel suo discorso, Sua Maestà il re Abdallah ha evidenziato come questo tipo di incontri incarni i valori di tolleranza e di amore che i fedeli delle diverse religioni sono chiamati a condividere. Al riguardo, ha riconosciuto il re, i cristiani sono una componente integrante del tessuto sociale del Regno. “I musulmani e i cristiani in Giordania  formano una sola famiglia, tutti cooperano all’interesse nazionale del paese, verso la prosperità e il progresso” ha sottolineato, il re. “Noi dobbiamo lavorare insieme per proteggere l’avvenire delle giovani generazioni di fornte alle sfide con le quali dobbiamo confrontarci”. Il re Abdallah ha proseguito sul tema del ruolo storico e religioso della Giordania, “custode dei luoghi santi di Gerusalemme e a protezione della identità araba della città”. Egli è intervenuto anche sul problema della crisi siriana, sottolineandone la gravità assoluta e la “responsabilità internazionale” a impegnarsi per risolverla. Il re non ha mancato di ricordare la situazione dei cristiani in Iraq e la sofferenza dei Copti, colpiti da un attentato in una chiesa al Cairo, una settimana fa.

I rappresentanti cristiani, esprimendosi a loro volta,  hanno elogiato la stabilità e il modello di convivenza religiosa offerto dalla Giordania, così come il suo ruolo esemplare nella accoglienza dei rifugiati della regione.

L’Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, mons. Pizzaballa, col suo discorso  (versione integrale in inglese e italiano) ha rilevato come: “In un contesto politico difficilissimo, che ha sconvolto tutto il Medio Oriente, la Giordania sia un’oasi di stabilità e di tranquillità. Mentre in quasi tutti i Paesi arabi il numero dei cristiani diminuisce, in Giordania rimane uguale. Anche questo è segno di stabilità”. Egli ha anche elogiato gli sforzi della Giordania nella lotta contro il terrorismo e la violenza, “sostenendo sviluppo e crescita delle diverse società, anziché sostenere guerre e divisioni (…) e per la sua costante attività per la riconciliazione tra i popoli e tra le religioni”, per l’importanza accordata “all’educazione delle giovani generazioni, come germoglio del futuro”.

L’Arcivescovo ha colto l’occasione  per ringraziare il re anche per il suo contributo generoso al restauro del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

Myriam Ambroselli

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