Il Custode rivolge i suoi auguri di Pasqua al Patriarcato latino

Published: April 12 Wed, 2017

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GERUSALEMME – Mercoledì 12 aprile 2017, il Custode padre Francesco Patton OFM, accompagnato da una delegazione di frati, si è recato al Patriarcato latino, per rivolgere, come di consueto, i suoi auguri di Pasqua a nome della Custodia.

Il Custode è stato ricevuto dall’Amministratore Apostolico, mons. Pierbattista Pizzaballa, lui stesso ex Custode per dodici anni. Padre Patton è stato accompagnato da una delegazione di francescani, tra i quali padre Dobromir Jaztal, vicario custodiale.

L’incontro, particolarmente fraterno, è stato caratterizzato da due interventi, come succede per gli auguri solenni di Pasqua. Prendendo per primo la parola, padre Patton ha assicurato a mons. Pizzaballa: «prossimità, collaborazione e preghiera» da parte dei frati della Custodia per la sua missione. Riferendosi al messaggio di Pasqua e della tomba vuota, il Custode ha ricordato «lo stupore e la sorpresa di Maria Maddalena da fare nostra in questi giorni».

«Il sepolcro vuoto è un segno silenzioso, una testimonianza fisica di vittoria sulla morte», ha assicurato il Custode, evocando anche l’imponente lavoro di restauro dell’Edicola di recente inaugurata.

«La Pasqua tuttavia non riesce a far dimenticare le tante sofferenze dei nostri popoli», ha aggiunto, facendo eco alla tragica attualità della regione. «La luce di Pasqua» avrà però l’ultima parola, ha concluso il Custode citando l’Exultet che echeggerà di qui a pochi giorni nella Basilica della Risurrezione.

A sua volta, mons. Pizzaballa ha sottolineato nel suo discorso (testo integrale in italiano) come «abbiamo bisogno di essere Nuova Creatura in questa città dove tutto sembra ripetersi e cristallizzarsi, dove la paura del nuovo, del diverso, dell’altro prevalgono sulla fiducia e sul dono». L’Arcivescovo ha ringraziato la Custodia «a nome di tutta la Chiesa per il prezioso servizio di preghiera e intercessione che, giorno e notte, dalla Città Santa si eleva per tutta la Chiesa Universale al Padre delle misericordie» e per il suo «servizio ai pellegrini del mondo». Evocando il «pullulare di attività, di persone che trasformeranno la Città Santa» l’Amministratore Apostolico non ha mancato di menzionare «la grande gioia e la grazia di potere essere qui», a Gerusalemme dove tutto è accaduto.

Myriam Ambroselli

Foto: © Patriarcato latino di Gerusalemme