Meditazione di Mons. Pizzaballa: XVII Domenica del Tempo Ordinario, anno A, 2020

Published: July 23 Thu, 2020

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26 luglio 2020

XVII Domenica del Tempo Ordinario, anno A

Oggi leggiamo le ultime tre parabole del capitolo che Matteo dedica al mistero del Regno dei cieli.

Gesù usa immagini nuove per parlare di quel Regno di Dio che irrompe nella storia e che trasforma la vita. Al centro di tutte queste parabole, e quindi anche delle nostre ultime tre, c’è proprio il Regno di Dio e la nostra decisione riguardo ad esso.

Il Regno di Dio, infatti, non è un’entità esterna e definita, ma è Gesù stesso e tutto ciò che deriva dall’incontro con Lui: le relazioni, lo sguardo sul mondo, il desiderio che ci muove e perfino gli affetti. Vivere nel Regno di Dio, insomma, cioè decidersi per Cristo, cambia radicalmente il proprio modo di stare nella vita. Il Regno non è altro che tutto ciò.

Il brano di oggi ci dice innanzitutto come si può incontrare questo Regno. Può essere che lo si incontri casualmente, nel corso della propria vita, mentre si è intenti ad altro, come il contadino che trova il tesoro mentre sta arando il campo (44). Può essere il frutto di una lunga ricerca, come il mercante in cerca di perle preziose (45), e può essere anche il frutto di chi lavora per annunciarlo, come i pescatori che gettano la rete in mare (47-48) e raccolgono a loro insaputa ogni genere di pesci.

Matteo ci dice inoltre che il tesoro, cioè il Regno, è preesistente, è li in attesa di essere accolto e non il frutto di una nostra opera. Per accogliere il Regno è necessaria la vigilanza, cioè un’attitudine di ascolto e apertura. È l’atteggiamento di attenzione che ha permesso al contadino di notare il tesoro e al mercante di individuare la perla. Ad indicare che bisogna anche saper stare con il giusto atteggiamento nel tempo che ci è dato, saper attendere, come ci ricorda il Vangelo di domenica scorsa. Chi non attende, non incontra: il Regno passa ed egli non se ne da pensiero.

Nessuno ha il controllo sul Regno e non dobbiamo preoccuparci dei risultati, perché saranno gli angeli, e non noi, a separare i buoni dai cattivi: “verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni” (49), così come nella parabola del grano e della zizzania si doveva attendere la mietitura, prima di fare la separazione.

Il tesoro non ha prezzo. Il contadino e il mercante vendono tutto per poter avere quel tesoro o quella perla (“vende tutti i suoi averi”, 44. 46). Accogliere il Regno, insomma, vale tutto e cambia tutto. Chi l'ha incontrato ha venduto tutto ciò che aveva, ma ha anche cambiato tutte le sue priorità. Cristo cambia la nostra vita radicalmente. Decidersi per Cristo, dunque, comporta una scelta completa che non ammette compromessi.

Il primo frutto del Regno, inoltre, è la gioia (“pieno di gioia”, 44). Del resto solo ciò che ci da gioia, ci darà anche la forza di cambiare radicalmente le nostre priorità e la vita.

Abbiamo detto che il Regno cambia la vita radicalmente. Ma l’ultimo versetto del brano di oggi ci dice anche che nulla della nostra storia viene cancellato. «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche», (52). Una volta divenuti discepoli del Regno, daremo a ciò che siamo e alla nostra storia una nuova lettura e interpretazione, senza gettare nulla. Saremo quelli di sempre, ma anche totalmente diversi e nuovi.

+Pierbattista