Omelia di S. B. Mons. Pierbattista Pizzaballa: Maria di Magdala

Published: April 10 Sat, 2021

Omelia di S. B. Mons. Pierbattista Pizzaballa: Maria di Magdala Available in the following languages:

Maria di Magdala

Mc 16, 9-15

Magdala 10 aprile 2021

Fratelli e sorelle carissimi,

il Signore vi dia pace!

In questi giorni abbiamo ascoltato diverse volte i vangeli della risurrezione e i racconti delle prime apparizioni di Gesù risorto. Tutti i racconti hanno qualcosa di particolare proprio, ma in tutti vi sono due punti che ritornano e che sono un po’ il filo rosso che li accomuna: Maria di Magdala come prima persona alla quale appare il risorto e l’invio dei discepoli increduli in Galilea o a tutte le genti. Sono due punti essenziali della narrazione evangelica riguardo alla risurrezione. Ci possono essere aggiunte o modifiche, ma questi due punti sono presenti in tutti, in un modo o nell’altro.

Il Vangelo che è appena stato proclamato è quello di Marco, che è più sintetico. Per alcuni è addirittura un’aggiunta posteriore. Il brano proclamato sintetizza i racconti di risurrezione dell’Evangelista Giovanni. Cerchiamo, comunque, di capire cosa il Vangelo ci comunica con questo brano.

La prima apparizione a Magdala non è un dettaglio insignificante; è invece un dettaglio importante dell’annuncio evangelico. Perché Gesù appare innanzitutto a Maria di Magdala? All’inizio del Vangelo abbiamo una donna, la Vergine Maria. Alla fine del Vangelo c’è un’altra donna, Maria di Magdala. All’inizio c’è una donna che con il suo consenso accetta di divenire la Madre del Signore e lo accoglie nel suo seno, dando inizio alla storia della Redenzione. Al termine del Vangelo abbiamo una donna, Maria di Magdala, che entra per prima in relazione con il Signore risorto.

I Padri della Chiesa fanno un altro accostamento, a Eva: “Una donna per prima ha assaporato la morte, ma in Maria di Magdala una donna per prima ha visto la risurrezione; ciò sta a testificare che la donna non poteva portare in perpetuo tra gli uomini la colpa della trasgressione” (Beda il Venerabile).

Con la passione e morte di Gesù i discepoli avevano perduto la fede, tranne la Madre del Signore. Maria di Magdala, quindi, è colei attraverso la quale Dio, con l’incontro con il risorto, riallaccia il legame con gli uomini. Perché Maria di Magdala?

Essa è il simbolo della sposa infedele che Dio richiama alla sua intimità. Nell’Antico Testamento vi sono molte immagini attraverso le quali Dio chiama a sé e perdona la sposa infedele (Osea, Geremia, Ezechiele parlano dell’infedeltà della sposa, ma anche del perdono di Dio). L’annuncio a Maria di Magdala è l’annuncio dell’avvenuto perdono dell’uomo infedele, dell’uomo che ancora una volta con la crocifissione di Cristo ha detto “no” a Dio. Maria di Magdala era posseduta da sette demoni. Sette è un numero simbolico e sta ad indicare pienezza. In altre parole Maria di Magdala era davvero immersa nel peccato. Non sappiamo che di che genere, ma il peccato era diventato parte costitutivo della sua vita. Ma l’incontro con il Signore l’ha liberata, perdonata, salvata. Essa rappresenta, insomma, l’umanità peccatrice e perdonata. Questo è il motivo dell’apparizione a Maria di Magdala. Non potevamo essere rappresentati dalla Vergine Maria, perché Ella è sempre rimasta fedele, è senza peccato. Noi invece siamo peccatori. È Maria di Magdala, dunque, colei che ci rappresenta. Sulla croce la Madre del Signore diventa la nostra madre, mentre dopo la risurrezione è Maria di Magdala colei che ci introduce all’incontro con il risorto e ci fa accedere al perdono. La alleanza di Dio con l’uomo, in conclusione, viene ristabilita nell’incontro di Gesù con Maria di Magdala.

Essa è anche immagine della Chiesa. La chiesa che i padri della Chiesa chiamavano “Casta meretrix”, santa e peccatrice, è rappresentata da Maria di Magdala. La Vergine Maria è Madre della Chiesa e madre nostra, come ci ricorda il Concilio. Maria di Magdala, invece, è figura della Chiesa, che è composta da peccatori ma è allo stesso tempo riconciliata con il Padre dalla presenza di Cristo risorto.

Il risorto, incontrando Maria di Magdala, incontra la sposa infedele ma perdonata, l’umanità peccatrice ma bisognosa di misericordia; riallaccia il legame con i discepoli e con la Chiesa che si era spezzato con la crocifissione e morte di Gesù. La difficoltà degli apostoli a credere alla risurrezione ha bisogno di testimoni alla loro altezza, che siano come loro, come Maria di Magdala.

La Maddalena, però (ma questo lo vediamo soprattutto nel Vangelo di Giovanni), non è solo la peccatrice perdonata. È anche la donna che ha nel cuore il desiderio di Gesù e che cerca lui solo. Nel Vangelo di Giovanni dopo che i due discepoli hanno costatato che la tomba era vuota, sono tornati a casa (20,10), mentre Maria è rimasta nel giardino a cercare ancora il Signore. Non si dava pace, non demordeva. La sua insistenza nel cercare il Signore è stata ripagata dall’incontro con Lui, che l’ha poi chiamata per nome. Gesù si fa trovare per primo da chi ha il cuore rivolto in ricerca di Lui. Non è andato prima dai discepoli increduli, ma da Maria di Magdala che era alla ricerca del suo corpo, considerato perduto. Nel Vangelo si vede prima di tutto con il cuore, un cuore aperto, e poi con gli occhi. Gli occhi riconoscono ciò che il cuore ha già accolto.

L’altro punto dei racconti di risurrezione, dicevamo, è l’invio in Galilea e alle genti.

La risurrezione non può rimanere un atto chiuso in sé. Essa è il cuore della nostra fede e il culmine e il senso di tutta la vita di Gesù. Ed è destinato a tutti gli uomini.

Vi è ironia in questo passo del Vangelo. Quegli uomini che sono stati rimproverati da Gesù per la loro incredulità, sono gli stessi che sono inviati a predicare la sua risurrezione a tutte le genti nel mondo.

Gli Apostoli avevano bisogno di testimoni alla loro altezza, peccatori come loro, come Maria di Magdala, che era posseduta da sette demoni, ma che è stata salvata dall’incontro con Gesù. Così gli uomini di allora e di oggi hanno bisogno di testimoni alla loro altezza, peccatori come gli apostoli e come noi siamo oggi. Gesù ha bisogno di uomini normali, peccatori, ma allo stesso tempo felici di avere incontrato il tesoro che ha sconvolto la loro vita. Persone normali, ma che hanno il sapore pieno della vita, della risurrezione. Che diventino per se stesse testimoni di qualcosa di più grande di loro.

L’invito a diventare testimoni è rivolto a tutti i credenti. Noi tutti, peccatori perdonati, siamo tutti chiamati a diventare testimoni della risurrezione di Cristo.

Il percorso insomma è chiaro e Maria di Magdala ce lo indica espressamente: riconoscersi peccatori; incontrare il Cristo e lasciarsi perdonare da Lui; amarlo; riconoscerlo vivo in noi; testimoniarlo.

Se non ci riconosciamo peccatori, non abbiamo bisogno di Cristo e del perdono di Dio al quale egli solo ci fa accedere. Non possiamo nemmeno amarlo, perché non sentiamo il bisogno di lui, è una presenza che non ci comunica nulla e quindi non abbiamo nulla di cui testimoniare, tranne che noi stessi.

Ma se ci riconosciamo peccatori e permettiamo a lui, con umiltà di lasciarci perdonare, avremo accesso al suo amore, alla sua vita che irromperà in noi e che da sola diventerà annuncio. La salvezza ritrovata è la dracma perduta e ritrovata del Vangelo di Luca. Una volta ritrovata, la donna chiama tutte le sue vicine per rallegrarsi, non può tenerla per sé quella gioia (Lc 15,9). Una grande gioia non può essere trattenuta per sé, ha bisogno di esser comunicata.

Chiediamoci allora quanto Maria di Magdala ci rappresenta e sia realmente la nostra figura. Ci riconosciamo davvero tra i peccatori perdonati? La nostra vita esplode di gioia per una salvezza che abbiamo sperimentata? Il nostro cuore arde dal desiderio di incontrare il Cristo? O non siamo piuttosto come i discepoli del Vangelo, chiusi nel cenacolo in lutto e pianto? (v. 10).

Siamo qui tutti insieme per chiedere a Maria di Magdala di intercedere per noi e di introdurci alla gioia di Cristo risorto. Che diventi il nostro annuncio qui, oggi e nella vita di ogni giorno.

 

 

 

 

 

Dear brothers and sisters,

the Lord give you peace!

In these days we have heard several times the gospels of the resurrection and the stories of the first appearances of the risen Jesus. All the stories have something particular of their own, but in all of them there are two points that come back, and which are a bit the red thread that unites them: Mary of Magdala as the first person to whom the risen appears and the sending of the incredulous disciples in Galilee or to all peoples. They are two essential points of the Gospel narrative regarding the resurrection. There may be additions or changes, but these two points are present in everyone, in one way or another.

The Gospel that has just been proclaimed is that of Mark, which is more synthetic. For some it is even a later addition. The proclaimed passage summarizes the stories of the resurrection of the Evangelist John. However, let us try to understand what the Gospel communicates to us with this passage.

The first appearance in Magdala is not an insignificant detail; it is instead an important detail of the evangelical announcement. Why does Jesus appear first of all to Mary of Magdala? At the beginning of the Gospel we have a woman, the Virgin Mary. At the end of the Gospel there is another woman, Mary of Magdala. At the beginning of her there is a woman who with her consent accepts to become the Mother of the Lord and welcomes him into her womb, starting the story of the Redemption. At the end of the Gospel we have a woman, Mary of Magdala, who is the first to enter into a relationship with the risen Lord.

The Fathers of the Church make another comparison, to Eve: “A woman first tasted death, but in Mary of Magdala a woman first saw the resurrection; this is to testify that the woman could not perpetually carry the guilt of transgression among men” (Bede the Venerable).

With the passion and death of Jesus the disciples had lost faith, except the Mother of the Lord. Mary of Magdala, therefore, is the one through whom God, with the encounter with the risen one, reconnects the bond with men. Why Mary of Magdala?

It is the symbol of the unfaithful bride whom God calls to her intimacy. In the Old Testament there are many images through which God calls to himself and forgives the unfaithful bride (Hosea, Jeremiah, Ezekiel speak of the bride's infidelity, but also of God's forgiveness). The announcement to Mary of Magdala is the announcement of the forgiveness of the unfaithful man, of the man who once again with the crucifixion of Christ said "no" to God. Mary of Magdala was possessed by seven demons. Seven is a symbolic number and indicates fullness. In other words, Mary of Magdala was truly immersed in sin. We don't know what kind, but sin had become a constitutive part of her life. But her encounter with the Lord freed her, forgave her, saved her. In short, she represents the sinful and forgiven humanity. This is the reason for the apparition to Mary of Magdala. We could not be represented by the Virgin Mary, because she has always remained faithful, she is without sin. We, on the other hand, are sinners. It is Mary of Magdala, therefore, who represents us. On the cross the Mother of the Lord becomes our mother, while after the resurrection it is Mary of Magdala who introduces us to the encounter with the risen one and gives us access to forgiveness. In conclusion, God's covenant with man is re-established in the meeting of Jesus with Mary of Magdala.

She is also the image of the Church. The church that the fathers of the Church called "Casta meretrix", saint and sinner, is represented by Mary of Magdala. The Virgin Mary is Mother of the Church and our mother, as the Council reminds us. Mary of Magdala, on the other hand, is a figure of the Church, which is made up of sinners but is at the same time reconciled with the Father by the presence of the risen Christ.

The risen one, meeting Mary of Magdala, meets the unfaithful but forgiven spouse, the sinful humanity but in need of mercy; he reconnects the bond with the disciples and with the Church that was broken with the crucifixion and death of Jesus. The difficulty of the apostles to believe in the resurrection needs witnesses to their height, who are like them, like Mary of Magdala.

The Magdalene, however (but we see this above all in the Gospel of John), is not only the forgiven sinner. She too is the woman who has the desire for Jesus in her heart and who seeks him alone. In John's Gospel, after the two disciples found that the tomb was empty, they returned home (20:10), while Mary remained in the garden to seek the Lord again. She did not have peace, she did not give up. Her insistence on seeking the Lord was rewarded by the encounter with him, whom she then called her by her name. Jesus is first found by those who have their hearts turned in search of him. He did not go first to the incredulous disciples, but to Mary of Magdala who was looking for his body, that was thought as lost. In the Gospel we see first of all with the heart, an open heart, and then with the eyes. The eyes recognize what the heart has already accepted.

The other point of the resurrection stories, we said, is the sending to Galilee and to the people.

The resurrection cannot remain an act closed in on itself. It is the heart of our faith and the culmination and meaning of the whole life of Jesus. And it is destined for all men.

There is irony in this passage of the Gospel. Those men who have been rebuked by Jesus for their unbelief are the same ones who are sent to preach his resurrection to all peoples in the world.

The Apostles needed witnesses to their height, sinners like them, like Mary of Magdala, who was possessed by seven demons, but who was saved by the encounter with Jesus. So the men of then and today need witnesses to their highness, sinners like the apostles and like we are today. Jesus needs normal men, sinners, but at the same time happy to have encountered the treasure that has chenged their lives. Normal people, but who have the full flavor of life, of the resurrection. May they become witnesses for themselves of something greater than themselves.

The invitation to become witnesses is addressed to all believers. All of us, forgiven sinners, are called to become witnesses of Christ's resurrection.

In short, the path is clear and Mary of Magdala expressly indicates it to us: recognizing oneself as sinners; to meet Christ and allow oneself to be forgiven by him; love him; recognize it alive in us; testify to it.

If we do not recognize ourselves as sinners, we do not need Christ and God's forgiveness to which he alone gives us access. We cannot even love him, because we do not feel the need for him, he is a presence that communicates nothing to us and therefore we have nothing to bear witness to, except ourselves.

But if we recognize ourselves as sinners and allow him, with humility to allow us to be forgiven, we will have access to his love for him, to his life which will burst into us and which by itself will become an announcement. Salvation rediscovered is the lost and found drachma of the Gospel of Luke. Once found, the woman calls all her neighbors to rejoice, she cannot keep that joy to herself (Lk 15: 9). A great joy cannot be kept for itself, it needs to be communicated.

So let's ask ourselves how much Mary of Magdala represents us and she really is our figure. Do we really recognize ourselves among forgiven sinners? Does our life explode with joy for a salvation we have experienced? Do our hearts burn with the desire to meet Christ? Or are we not rather like the disciples of the Gospel, closed in the upper room in mourning and weeping? (v. 10).

We are all here together to ask Mary of Magdala to intercede for us and to introduce us to the joy of the risen Christ. May it become our announcement here, today and in everyday life.

+ Pierbattista