Dalla Piazza della Mangiatoia prende il via l’anno di “Betlemme Capitale Araba della Cultura 2021”

By: Layal Hazboun/ lpj.org - Published: April 18 Sun, 2021

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BETLEMME - Sabato 10 aprile 2021, sulla Piazza della Mangiatoia sono iniziati i festeggiamenti in onore di Betlemme, “Capitale Araba della Cultura 2021”, con un anno di ritardo rispetto alle previsioni, a causa dello scoppio dell’epidemia di Covid-19. La cerimonia di apertura è stata patrocinata dal Ministro del Turismo e delle Antichità, l’On. Rula Ma’ayah, dal Sindaco di Betlemme, Avv. Anton Salman, e dal Ministro della Cultura, Dr. Atef Abu Saif, con la partecipazione di 14 comuni di tutto il mondo che, durante l’inaugurazione, hanno trasmesso video registrati

Le attività, organizzate dall’Ente per l'Educazione la Cultura e la Scienza (ALECSO) della Lega Araba, in Tunisia, sono iniziate con un discorso di apertura del presidente palestinese Mahmoud Abbas, che ha sottolineato il ruolo preminente di Betlemme, “la città dell'amore e della pace che ci ricorda il messaggio di Gesù Cristo. Un messaggio di grande ricchezza culturale e spirituale per i principi di dignità umana, giustizia e tolleranza che contiene". Ha aggiunto che "la scelta di Betlemme come “capitale araba della cultura” conferma l'originalità dell'identità culturale palestinese".

La celebrazione includeva uno spettacolo di danza del “Diyar Dance Theatre” e una selezione di materiali multimediali su Betlemme e la sua civiltà, insieme ad alcune delle figure di spicco di Betlemme, la storia di Betlemme e i suoi vari contributi culturali. È stato proiettato un film sui "Fratelli Lama", pionieri del cinema arabo e due tra i primi produttori di film del mondo arabo. L’evento comprendeva anche uno spettacolo teatrale intitolato "Il primo pozzo - Monodramma", ispirato ad un romanzo dello scrittore betlemita Jabra Ibrahim Jabra.

Zuhair Tmezi, direttore dell'Ufficio culturale, ha spiegato che la Palestina ha presentato nel 2015 la candidatura di Betlemme come capitale araba della cultura. A partire dall'approvazione di questa richiesta nel 2016, si è tenuta la prima conferenza preparatoria per le iniziative in programma, "prendendo in considerazione le opinioni di diversi artisti internazionali provenienti dai vari ambiti culturali ". Dal 2019, il Comitato ministeriale, che si è costituito in seguito all'approvazione di Betlemme come capitale araba della cultura per l'anno 2020, tiene riunioni mensili, con l'obiettivo di sviluppare un programma di attività per l’occasione. Ha aggiunto: "Puntiamo a mostrare la realtà della società palestinese con la sua cultura e la sua letteratura, e la vita sociale e politica della sua gente".

L’idea di eleggere una “capitale culturale dell’anno” risale al 1985, quando i paesi europei hanno dato il via all’iniziativa, scegliendo Atene. Nel 1988, anche la Lega Araba l’ALECSO hanno condiviso l’idea, suggerendo di fare altrettanto con l’elezione di una città araba ogni anno. Nel 1996, la città egiziana del Cairo è stata scelta come prima “capitale della cultura”.

Nel 2009, è stata nominata capitale araba della cultura Gerusalemme, per poi diventare una capitale araba permanente della cultura. E dato che nessun paese ha la possibilità di presentare la richiesta per più di una delle proprie città prima che siano passati 6 anni dall’ultima elezione, la Palestina ha presentato la sua seconda richiesta nel 2015.

L'attuale “capitale araba della cultura” è la città marocchina di Oujda. Dopo Betlemme, l'anno prossimo sarà la volta dellacittà giordana di Irbid.

"La cultura è la base dell'identità nazionale palestinese", ha osservato il dottor Atef Abu Saif. “In questa città, il primo palestinese illustre è stato Gesù Cristo. È una città visitata da persone provenienti da tutto il mondo. Pertanto, vogliamo concentrarci sull'identità nazionale palestinese attraverso queste attività culturali ". Ha affermato che, secondo il piano originale del Comitato ministeriale, queste attività dovevano coinvolgere Gaza, oltre alle città occupate nel 1948 e ai campi profughi della diaspora. "Tuttavia, abbiamo dovuto apportare modifiche al programma, in modo che fosse flessibile e fattibile alla luce della pandemia", ha detto sottolineando anche che il comitato seguirà un piano trimestrale soggetto a valutazione in base alle misure che verranno prese nei prossimi mesi, a seconda dell’evolversi della situazione sanitaria in Palestina.

La prima fase del piano dovrebbe concentrarsi sulla rivisitazione del patrimonio culturale palestinese, inclusi libri e documenti, e sulla storia dell'arte, del teatro e del cinema palestinesi negli ultimi 100 anni. Comprenderà varie rappresentazioni teatrali aperte.

Da parte sua, il Ministro del Turismo e delle Antichità ha auspicato “che questo tipo di iniziative promuovano il turismo, sperando che Betlemme cominci presto ad accogliere di nuovo pellegrini provenienti da tutto il mondo”.

Le varie iniziative dovrebberosusseguirsi a partire dal mese di maggio, dopo la fine del Ramadan, e continuare fino ad aprile 2022.