San Nicola di Bari, il vescovo cristiano che ha ispirato il personaggio di Babbo Natale

Published: December 06 Fri, 2019

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TERRA SANTA – Il 6 dicembre di ogni anno la Chiesa Cattolica festeggia San Nicola, vescovo di Myra del IV sec. Venerato anche dalla Chiesa Ortodossa, la sua figura ha ispirato il personaggio di Babbo Natale.

Si sa, per festeggiare l’Avvento non c’è posto migliore di Betlemme, luogo che ha dato i natali a Gesù. In questo periodo di attesa, il calendario liturgico romano ricorda un santo davvero particolare, viste le sue intime implicazioni con la tradizione natalizia occidentale. Stiamo parlando di San Nicola di Bari, il vescovo cristiano che ha dato origine al personaggio di Babbo Natale.

San Nicola nacque a Patara di Licia, città marittima della Turchia meridionale attorno al 270 d.C. e fu vescovo di Myra, situata nella medesima regione dell’Asia minore. Visse a cavallo tra il III e IV secolo, in un’epoca cioè segnata dalle persecuzioni imperiali contro i cristiani che non risparmiarono neppure lo stesso Nicola. Sotto l’imperatore Diocleziano, infatti, il santo di Patara fu imprigionato a causa della sua fede in Cristo, per poi essere scarcerato da Costantino nel 313, anno in cui riprese la sua attività apostolica.

Ci troviamo in un’epoca in cui la Chiesa è ancora molto giovane, gli anni dell’editto di Milano e del Concilio di Nicea (325) a cui probabilmente, almeno per quest’ultimo, lo stesso Nicola prese parte. Della sua vita spirituale si sa, attraverso gli scritti di Andrea di Creta e di Giovanni Damasceno, che fosse saldamente radicata nei principi dell’ortodossia cattolica. Della sua attività di vescovo di Myra sappiamo invece che, durante una carestia che colpì la sua città, riuscì a procurarsi il necessario per far sopravvivere la popolazione e ottenne la riduzione delle imposte dall’Imperatore. Morì nella stessa Myra, il 6 dicembre del 337.

Le reliquie di San Nicola furono conservate nella cattedrale di Myra fino alla fine dell’XI secolo quando, nel timore che potessero essere distrutte dagli allora dominatori musulmani, un gruppo di marinai baresi portò con sé in Italia una parte delle spoglie, lasciandole a Bari il 9 maggio del 1087. Per questo fatto, ancora oggi, si ricorda San Nicola di Bari, anziché san Nicola di Myra. Una seconda traslazione di ciò che rimaneva della salma di San Nicola fu effettuata da Myra circa dieci anni dopo, ad opera dei veneziani. I marinai della Serenissima portarono a Venezia dei piccoli frammenti ossei del corpo di San Nicola, ancora oggi conservati nella chiesa di San Nicolò al Lido.

Il resto delle informazioni che si hanno su di lui ci derivano dalla tradizione, se non addirittura dalla leggenda. È ben noto infatti che a questo santo cristiano sia ispirato il personaggio di Santa Claus, per alcuni avvenimenti della vita di Nicola che ci sono stati tramandati nel tempo. Il fatto che più di tutti ha contribuito all’elaborazione del personaggio di Babbo Natale, è quello per cui Nicola avrebbe resuscitato tre bambini uccisi da un oste malvagio. Questo valse a Nicola il titolo di “protettore dei bambini”. Un riconoscimento la cui eco si è ampliata nel tempo superando i confini del bacino del Mediterraneo e raggiungendo anche l’Europa continentale. Per questo motivo, San Nicola di Bari è tuttora santo patrono della regione francese della Lorena, di tutta la Russia (per via soprattutto della tradizione ortodossa orientale) e della città olandese di Amsterdam. E, proprio ad Amsterdam è dovuto l’appellativo con cui oggi è conosciuto in tutto il mondo Babbo Natale, “Santa Claus”, che deriva da “Sinterklass”, nome olandese di San Nicola.

Ponte tra Oriente e Occidente, San Nicola unisce nella devozione tutti i cristiani. In Terra Santa è patrono e protettore della città palestinese di Beit Jala, località nella quale ogni 19 dicembre (data ortodossa) la sua memoria convoca fedeli di tutte le denominazioni cristiane: ortodossi, cattolici e protestanti. I fedeli di Beit Jala attribuiscono al santo numerosi miracoli. Si dice che nel 1948, il Patriarca Giacomo Giuseppe Beltritti, allora parroco di Beit Jala, abbia visto san Nicola farsi scudo contro le bombe a difesa della città, cosa che lo spinse poi a darne notizia a Roma. Il Vaticano, in risposta, spedì a Beit Jala un’icona di San Nicola, perché venisse posta presso la Chiesa dell’Annunciazione in suo onore.

Filippo De Grazia