Birzeit: intitolazione di una via del paese al Canonico Don Antonio Buso

Published: April 08 Mon, 2019

 

BIRZEIT: Domenica 31 marzo, a Birzeit (Ramallah), si è svolta la cerimonia di inaugurazione di una via a nome del Canonico Don Antonio Buso, parroco della chiesa dell’Immacolata Concezione della città palestinese per quasi 50 anni. Presenti all’evento le autorità ecclesiastiche e civili locali, molti fedeli della parrocchia e una delegazione italiana proveniente dalla parrocchia d’origine di Don Antonio Buso, Oderzo, e dalla sua diocesi, Vittorio Veneto.

Si è svolta in un clima di commozione e di festa la cerimonia di intitolazione di una via di Birzeit a nome del canonico Antonio Buso, sacerdote originario di Oderzo (TV) e, per quasi 50 anni, amatissimo parroco della cittadina palestinese di Birzeit. Nato nel 1912, arrivò al seminario del Patriarcato Latino di Gerusalemme nel 1935, D. Antonio venne ordinato sacerdote nel 1938 dal Patriarca Barlassina. Vicario parrocchiale a Fuheis, Ader e Salt, venne internato nel 1940 e, dal 43 al 1993, fu parroco di Birzeit. Vi costruì la scuola completa, la chiesa, la canonica, la casa delle Suore del Rosario e il centro pastorale. Oltre ad essere un grande e paziente costruttore, edificò soprattutto una comunità cristiana, aperta alla cooperazione con la comunità musulmana, amante della cultura e fortemente impegnata nel sociale. E’ deceduto a Gerusalemme nel 1998.

La vera e propria intitolazione civile, formalmente consistente nell’ inaugurazione della targa a nome di Antonio Buso, è stata preceduta dalla Santa Messa domenicale nell’adiacente e bellissima chiesa dell’Immacolata Concezione di Birzeit, costruita dal missionario vittoriese. Alla messa sono accorsi numerosissimi cittadini locali, spinti dal ricordo e dalla devozione verso il compianto ex parroco, ancora amato dalla sua comunità dopo oltre vent’anni dalla sua scomparsa.

Per avere una misura approssimativa di quanto vivo sia nella memoria della gente il ricordo di “Abouna Anton”, è necessario ripercorrere tutti gli interventi avvenuti in tributo del sacerdote veneto durante quest’evento. La messa è cominciata con il benvenuto dell’attuale parroco di Birzeit, Don Louis Hazboun; questi si è rivolto all’assemblea in italiano ed arabo, dapprima ringraziando i presenti per essere accorsi in numerosi e poi sottolineando il fatto che questa ricca presenza di persone fosse la conferma della buona testimonianza e del bel ricordo lasciati in eredità da Don Buso. Al benvenuto del parroco, ha risposto il Vicario Generale Mons. Martino Zagonel, con un caloroso saluto a nome della diocesi di Vittorio Veneto. In chiesa, in prima fila sedeva il Consiglio municipale di Birzeit, con il rispettivo sindaco, Sig. Ibrahim Saad, e i rappresentanti della Comunità di Oderzo tra i quali c’era anche la nipote di Don Antonio, Giulia, visibilmente commossa.

Ha presieduto la messa il vicario patriarcale per Gerusalemme e Palestina, Mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo la cui presenza non è stata affatto casuale. Mons. Marcuzzo infatti condivide con il fu Antonio Buso la diocesi di provenienza, Vittorio Veneto. Entrambi, unitamente ad altri sacerdoti della stessa diocesi, hanno contribuito, da più di 80 anni, a costruire un ponte di comunione ecclesiale tra Vittorio Veneto e Gerusalemme. La diocesi di veneta infatti, vanta una relazione missionaria speciale, con la Chiesa Madre di Gerusalemme. La ragione si ravvisa nel fatto che, per iniziativa del famoso arciprete-abate di Oderzo, Mons. Domenico Visintin, fin dagli anni ’30 del secolo scorso, questa diocesi ha iniziato a mandare un buon numero di giovani seminaristi pieni di ardore per la Comunità Madre di Gerusalemme e desiderosi di diventare sacerdoti diocesani in Terra Santa. Questo legame, praticamente alimentato dalla Scuola Apostolica, prima, e dall’Istituto Missionario S. Pio X di Oderzo, poi, sotto il costante incoraggiamento di Mons. Pietro Mazzarotto e dei parroci di Oderzo, ha consentito nel tempo una fruttuosa collaborazione missionaria. Il Patriarcato di Gerusalemme, infatti, ha beneficiato della presenza e dell’attività pastorale di almeno una quindicina sacerdoti che in Terra Santa si sono integrati totalmente, vi hanno lavorato molto e consacrato tutta la loro vita. Naturalmente tra questi si annovera anche Don Antonio Buso che per quasi tutta la sua vita sacerdotale ha vissuto e operato a Birzeit, parrocchia della diocesi di Gerusalemme.

A rendere testimonianza a questa tradizione pluridecennale vi era il Patriarca emerito di Gerusalemme, Mons. Michel Sabbah, presente a Birzeit per la messa e le celebrazioni civili. Tra i presenti si possono annoverare Don Aziz Halawah,  in qualità di ex parroco di Birzeit, il parroco greco-ortodosso di Birzeit, Andraus Alawi, il sindaco e il consiglio comunale di Birzeit, e l’ambasciatrice palestinese in Italia, dott.sa May Keleh. La presenza di quest’ultima non era legata solo a ragioni di cortesia istituzionale ma, anche e soprattutto, a motivi personali: la Sig.ra Keleh infatti, conobbe personalmente Abouna Anton che fu suo insegnante alla scuola elementare parrocchiale di Birzeit e studente di Mons. Marcuzzo quando la Keleh era al liceo Al-Ahliya di Ramallah. A guidare la delegazione italiana, oltre a Mons. Zagonel, c’era Mons. Pierpaolo Bazzichetto, arciprete abate e parroco di Oderzo, e il Sig. Giacinto Feletto, sperimentato amico di Terra Santa. Insieme a loro Padre Marian, sacerdote rumeno, attualmente in aiuto a Oderzo, e Padre Oscar, guida del pellegrinaggio in Terra Santa.

Durante la messa, i presenti hanno vissuto un piccolo episodio che ha fatto molto piacere. I fedeli hanno portato all’altare oggetti appartenuti a Don Antonio, tra cui: il suo calice di messa, la sua tradizionale berretta, il rocchetto da canonico e la stola con la quale aveva amministrato migliaia di sacramenti.

Al termine della messa, i discorsi e lo scambio degli attestati di apprezzamento delle due delegazioni si sono svolti, a causa della pioggia, nella chiesa stessa. Il sindaco di Birzeit ha pronunciato una vibrante parola sulla figura spirituale e sociale del ‘leggendario’ Abuna Anton:” Sono alunno di questa scuola parrocchiale – disse-  dove ricordo almeno una cosa fondamentale che ci ripeteva Abuna Anton: il rispetto reciproco verso tutti, sempre e dovunque”. C’è stata la consegna da parte del sindaco, di un certificato di congratulazioni e apprezzamento alla comunità di Oderzo, per aver dato i natali ad Antonio Buso e per la partecipazione alla cerimonia. Connesso a questo riconoscimento c’è stata la cordiale e toccante parola di ringraziamento del Sig. Giacinto Feletto che ha parlato in arabo a nome della comunità di Oderzo. A rendere omaggio venne anche un cittadino musulmano, Walid Awwad, pure lui ex alunno della scuola parrocchiale, che ha tessuto le lodi del compianto Don Buso raccontando brevi aneddoti sulla sua vita e attività “in termini di umanità e di aiuto che egli ha profuso a tutta la comunità cittadina, senza mai fare distinzioni religiose o confessionali e in pieno spirito cristiano ed ecumenico”.

La pioggia non ha frenato gli entusiasmi né smorzato il clima di festa che ha caratterizzato questo giorno speciale. Anzi, in una Palestina sempre assetata di acqua, la pioggia è stata considerata come una supplementare benedizione dal cielo di D. Antonio alla sua vecchia parrocchia. Approfittando di una breve pausa della pioggia, tutti i presenti sono usciti dalla chiesa e, scortati dalla banda degli scout cittadini, hanno raggiunto la targa dedicata a Don Antonio, adiacente al muro parrocchiale. Là, i protagonisti dell’iniziativa, i Comuni e le Parrocchie di Birzeit e di Oderzo, hanno compiuto il rito civile dello scoprimento della targa, dell’alzabandiera palestinese e italiana, mentre la banda musicale intonava le note dell’inno nazionale palestinese e dell’inno di Mameli, e hanno posato per la foto ricordo ufficiale le autorità civili e religiose, gli amici, i parenti, i parrocchiani dell’indimenticabile parroco. Non è mancato ovviamente un commosso saluto alla tomba di Abouna Antonio, sotto la chiesa, dove riposano in pace altri parroci di Birzeit o originari di quella parrocchia. Alla cerimonia civile e alla visita alla tomba, dopo la messa domenicale nelle loro parrocchie, si sono aggiunti anche tutti i parroci della zona, cioè di Ramallah, Jifna, Taybeh, Aboud, Ain Arik, nonché altri sacerdoti originari di Birzeit o che avevano prestato servizio pastorale in quella parrocchia. Anche questa è stata una bella testimonianza della fraternità sacerdotale di cui Don Antonio fu un saggio e gioioso promotore.

Terminata anche la cerimonia civile, tutti i partecipanti si sono riuniti attorno alla tavola per un agape fraterna presso la sala parrocchiale della comunità anglicana di Birzeit, accolti dal pastore Fadi Diab. Durante questo momento di convivialità festosa, hanno preso la parola il parroco di Oderzo, Mons. Pierpaolo Bazzichetto, e l’ambasciatrice in Italia dell’Autorità Palestinese, Dott.ssa May Keleh. Il parroco ha invece ripreso l’idea del “pozzo d’olio” e d’acqua (riferendosi all’etimologia di Bir-Zeit) per attingere esempi e continuare il magnifico ponte di comunione ecclesiale tra Vittorio Veneto e Gerusalemme. L’ambasciatrice ha ribadito le “ottime relazioni secolari che legano l’Italia e la Palestina, relazioni di giustizia e di pace, di cui Abuna Anton Buso è stato, nel campo religioso, l’esempio più splendido”.

Prima di lasciare Birzeit, il bus dei pellegrini di Oderzo è passato per il “Centro Anziani” e il quartiere di case popolari costruito dal Patriarcato latino di Gerusalemme che porta il nome proprio di Don Antonio Buso e si è intrattenuto brevemente presso i locali “Olive branch” per acquistare qualche piccolo oggetto dell’artigianato locale in ricordo della ‘storica’ esperienza trascorsa a Birzeit.  Prima di raggiungere Birzeit il gruppo dei pellegrini è passato per la parrocchia della moderna Ramallah e, dopo la cerimonia e il pranzo in onore di Don Buso, la stessa comitiva si è diretta, sempre accompagnata da Mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, verso la parrocchia di Taybeh, (l’Efraim del Vangelo, dove Gesù si ritirò prima della Passione) terminando poi la giornata indimenticabile con un incontro conclusivo nella con-cattedrale e nel Patriarcato Latino di Gerusalemme.

Filippo De Grazia

Cerimonia religiosa e civile

Agape alla sala parrocchiale della comunità anglicana

Altre tappe del gruppo dei pellegrini accompagnati da Mons. Marcuzzo