Intervista al sig. Sami El-Yousef, amministratore delegato del Patriarcato latino: gestire l’intera amministrazione della diocesi della Terra Santa

Published: March 16 Wed, 2022

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INTERVISTA – Nominato amministratore delegato nel 2017, il sig. Sami El-Yousef è stato il primo laico di sempre ad assumere questa carica nel Patriarcato latino di Gerusalemme. Dopo cinque anni trascorsi a lavorare per la diocesi, ha accettato di condividere qualche considerazione sulle sue responsabilità, sui risultati raggiunti e sui progetti futuri.

  1. Lei è il primo laico ad assumere la carica di amministratore delegato del Patriarcato latino di Gerusalemme. Come spiega questo cambiamento? E come si sente al riguardo?

La tendenza nella Chiesa ad affidare ai laici responsabilità importanti non è una novità, ma è arrivata tardi al Patriarcato latino di Gerusalemme. Come dice lei, la nomina di una laico come amministratore generale è una novità per la diocesi. A livello sociale, è storico; a livello personale, mi sento molto orgoglioso e onorato dalla fiducia riposta in me dal Patriarca. Credo che, assumendo un laico con una buona esperienza e competenza nella gestione degli affari finanziari e amministrativi, l’obiettivo sia di stabilire degli standard professionali per la condotta di questo lavoro.

  1. Quali sono stati i suoi precedenti incarichi? Riguardo al suo lavoro attuale, ha beneficiato di queste esperienze?

Ho trascorso 24 anni all’Università di Betlemme, prima come insegnante di economia aziendale, poi come decano della facoltà di economia aziendale. In seguito sono diventato assistente vice presidente per gli affari accademici, e poi vice presidente per le finanze e la programmazione, dal 2000 al 2009. Sono stato il primo laico ad assumere quella carica. Ho lasciato l’università nel 2009 per entrare nella CNEWA (Associazione per il welfare del Vicino Oriente Cattolico) – nell’ufficio della Missione Pontificia per la Palestina, come direttore regionale per la Palestina e Israele. Il mio lavoro, che si era concentrato sugli studi teorici ed accademici, divenne molto di più in questo campo; ero coinvolto nelle missioni umanitarie e di sviluppo, il cui scopo era di fornire servizi di qualità alle comunità emarginate e alle istituzioni cristiane – soprattutto quelle nella striscia di Gaza dopo la guerra del 2008 – nei settori dell’educazione, della salute e dei servizi sociali.

  1. Come amministratore generale, quali sono le sue responsabilità e i suoi doveri?

Si dividono in due sezioni: l’amministrazione generale e l’amministrazione finanziaria. In altre parole, sono direttamente responsabile di tutti gli uffici amministrativi del Patriarcato. Questi comprendono la finanza, TI, i servizi sociali, le risorse umane, il finanziamento e lo sviluppo dei progetti, gli acquisti, le donazioni e la progettazione.

  1. Quali sono le nazioni in cui il Patriarcato latino fornisce servizi?

La nostra diocesi comprende quattro nazioni: la Giordania, Israele, la Palestina e Cipro.

  1. È stato nominato amministratore delegato nel 2017. Cosa si è realizzato finora?

Ci sono stati molti risultati raggiunti negli scorsi anni. Abbiamo:

  • Introdotto il principio di budget annuale e reintrodotto gli audit finanziari esterni annuali
  • Ristrutturato tutti i sistemi finanziari e amministrativi, compresa una nuova struttura organizzativa che rispetta i controlli interni e la separazione dei doveri
  • Introdotto nuove descrizioni dei lavori per tutte le cariche nella finanza
  • Introdotto nuove procedure operative standardizzate in tutta la diocesi
  • Unificato i budget annuali e gli anni fiscali in tutta la diocesi
  • Risistemato tutti i conti correnti bancari così che siano richieste due firme per ogni spesa, per rafforzare i controlli interni
  1. Quali sono i progetti della diocesi ed è previsto qualcosa riguardo ai posti di lavoro a Gaza?

Annualmente lavoriamo su 40 progetti che si concentrano sulla costruzione e il restauro di proprietà, chiese e scuole. In altre parole, sviluppiamo e modernizziamo infrastrutture affiliate al Patriarcato latino. Forniamo anche servizi umanitari. Per esempio, abbiamo creato un programma per opportunità di lavoro nella striscia di Gaza, per dare opportunità di lavoro ai residenti dopo averli formati e qualificati per un periodo di due anni. Questo li rende capaci di acquisire esperienza così che possano trovare lavoro in diversi ambiti, come nelle banche e negli ospedali, o nelle istituzioni affiliate al Patriarcato. Grazie a questo programma, 70 impiegati di Gaza adesso vivono una vita dignitosa, senza più beneficenza. Forniamo anche servizi umanitari ai rifugiati iracheni in Giordania, come per esempio l’indennità per l’alloggio, l’assicurazione sanitaria e l’educazione. Un altro risultato raggiunto è la creazione di un consiglio finanziario, il cui compito è di rivedere, studiare e approvare i budget annuali e gli audit esterni.

  1. Parliamo ora dell’individuazione delle priorità finanziarie. Quali sono i criteri e qual è il ruolo del consiglio finanziario?

Viene lasciato ad ogni istituzione di individuare le priorità. Quanto al consiglio finanziario, i suoi membri le studiano, determinano la loro importanza e le approvano.

  1. Come si previene la possibilità di confusione tra la gestione delle risorse del Patriarcato e gli interessi individuali o familiari?

Attraverso la fedele applicazione delle procedure operative standard, che ci permettono di distribuire compiti per tutti i settori del Patriarcato, ognuno con la propria responsabilità. Loro si assicurano che gli interessi personali non prevalgano sugli interessi pubblici.

  1. Quali sono alcune delle più grandi sfide che ha affrontato?

Fornire risorse finanziarie all’amministrazione del Patriarcato su base annuale e trovare gli stipendi per circa 2000 dipendenti. Anche la mancanza di sostegno internazionale dovuta alla debolezza della causa palestinese a livello globale è una grande sfida…così come la crisi sperimentata in tutto il mondo da parte della Chiesa Cattolica, insieme alla scarsità di risorse. Certo, poi anche la pandemia di Covid-19, che ha ridotto le risorse finanziarie dei donatori, è stato un ostacolo molto grande da superare.

  1. Quali sono i nuovi aspetti che ha portato questa posizione?

Ciò che è nuovo è la grande sfida di gestire un’istituzione del calibro del Patriarcato latino, in tutti i sensi. Un altro aspetto che non avevo mai sperimentato prima è lo spirito di lavoro di squadra condiviso tra i sacerdoti e i laici, così come la distribuzione dei ruoli e delle responsabilità, che devono essere organizzati nel migliore interesse e per lo sviluppo del Patriarcato, senza dimenticare che noi tutti lavoriamo per la Chiesa. Il sistema di valori è ciò che dovrebbe guidare il nostro lavoro, non gli standard aziendali, in modo da ottimizzare il beneficio per le nostre comunità locali.