Messaggio alla fine della processione della Domenica delle Palme 2022

By: Pierbattista Pizzaballa - Published: April 10 Sun, 2022

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Gerusalemme, 10 aprile 2022

Carissimi,

dopo un lungo cammino siamo finalmente entrati a Gerusalemme, e qui oggi si ritrova riunita, dentro la Città Santa, la nostra Chiesa, la Chiesa di Gerusalemme. Siamo provenienti da molte le parti della Terra Santa: dalla Palestina, da Israele, abbiamo anche rappresentanti da Giordania e Cipro. Dopo la pandemia, abbiamo con noi anche tanti pellegrini da diverse parti del mondo e salutiamo con gioia il loro ritorno: Grazie per esservi ricordati di noi ed essere ritornati. Vi attendevamo e pregavamo per il vostro ritorno. E ora la vostra presenza ci riporta speranza e ci da gioia, porterà il sorriso in tante famiglie. Gerusalemme è anche la vostra casa, perché Gerusalemme è la casa di tutti i popoli! Nessuno a Gerusalemme si senta escluso!

“Stendevano i loro mantelli sulla strada” (Lc 19,35) Cristo entra a Gerusalemme, i discepoli preparano la strada, la città gioisce. Il corpo di Cristo, la Chiesa, entra oggi con noi a Gerusalemme. Il principe della pace entra nelle nostre case e nelle nostre famiglie. Stendiamo i nostri mantelli, accogliamolo! Accoglierlo porta la pace.

Entriamo oggi nella Settimana Santa, e celebreremo tra qualche giorno, nella liturgia, il memoriale della morte e risurrezione di Gesù, celebreremo gli eventi della redenzione e della salvezza che proprio qui a Gerusalemme si sono storicamente compiuti e che da qui hanno raggiunto tutto il mondo.

Noi non siamo qui a Gerusalemme per custodire una memoria del passato, a proteggere monumenti della storia. Siamo qui per dire a tutti che quella salvezza che duemila anni fa ha cambiato il mondo è possibile anche oggi, qui e ora.

Noi cittadini cristiani di Terra Santa, non possiamo separare la nostra esperienza di salvezza, dalla Città Santa Gerusalemme. Con questa bella processione, con giovani e vecchi, uomini e donne, religiosi e laici, con tutte le diverse comunità ecclesiali, noi oggi affermiamo ancora una volta il nostro amore a questa Città e il nostro desiderio di pace e di unità per essa, il nostro desiderio di fraternità sincera per tutti i suoi abitanti, senza distinzioni.

Questa nostra città, purtroppo, sulla quale Gesù ha pianto, e che ha tanto amato, continua ad essere ferita da divisioni, da logiche di possesso ed esclusivismi. Ebbene, noi qui oggi, Chiesa di Gerusalemme, ribadiamo:

  • A chi vuole dividere, tra le comunità e appartenenze religiose, nella vita politica, tra le nostre comunità ecclesiali, tra le chiese: non fermerete il nostro amore! Continueremo ad essere sempre, nonostante tutto, anche nonostante noi stessi, Chiesa che desidera essere fonte di unità, che cerca l’incontro e che non si arrenderà alle logiche di divisione, di odio e di disprezzo per l’altro. Continueremo ad amarvi sempre, perché questo è ciò che ci ha insegnato il nostro Maestro!
  • A chi vuole imporre logiche di possesso. Non potrete possederci e non potrete possedere la città. Noi tutti apparteniamo ad essa, e non il contrario.
  • A chi vuole escludere. Gerusalemme è la Madre che ci ha generato e le madri amano tutti i loro figli, che per loro sono tutti uguali, tutti amati, gratuitamente, senza esclusioni. Escludere qualcuno dei suoi figli, significa ferire l’identità stessa della nostra Città.

Dalla Città di Gesù noi vogliamo pregare per tutto il mondo. Gli eventi di questi ultime settimane ci preoccupano molto. Stiamo assistendo ad altra violenza e ad altri morti qui nella nostra Terra Santa. Siamo stanchi di violenza, di odio e di vendette! Preghiamo per la giustizia e la pace per i nostri popoli di Terra Santa!

Preghiamo anche per l’Ucraina e per tutti i luoghi nel mondo dove guerre e divisioni lacerano la vita di milioni di persone, dove le stesse logiche di possesso ed esclusione che qui conosciamo creano dolore e morte.

Gerusalemme deve diventare luogo di guarigione per tutte le nazioni, il luogo dove tutti pregano e lodano il Signore per le meraviglie che qui ha compiuto. E da qui noi pregheremo e ci adopereremo perché da qui, dal luogo che ha conosciuto la salvezza del mondo, possa scaturire per tutti un sincero desiderio di pace!

Lauda Jerusalem Dominum, Lauda Deum tuum, Sion! Hosanna Filio David!