Mons. Pizzaballa in visita a Pesaro per un incontro sul senso del pellegrinaggio in Terra Santa

Published: November 16 Fri, 2018

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PESARO – Domenica 11 Novembre, l’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, Mons. Pierbattista Pizzaballa, ha fatto visita ai fedeli pesaresi presso la cattedrale Santa Maria Assunta, celebrando dapprima la messa del pomeriggio e poi, in serata, intervenendo all’incontro pubblico dal titolo: “Terra Santa ieri e oggi. Il senso del pellegrinaggio e l’attuale situazione ecclesiale in Terra Santa”.

L’evento è stato promosso dalla parrocchia dei cappuccini San Francesco di Pesaro in concerto con la Sig.ra Marina Venturini e il Sig. Alberto Tosi. La presenza di Mons. Pizzaballa a Pesaro è dovuta alla profonda amicizia che lega la comunità locale alla Terra Santa, da anni meta fissa dei pellegrini di questa zona. L’iniziativa nasce infatti in preparazione del prossimo pellegrinaggio, dal 2004 il quindicesimo di fila, che si terrà nella terra di Cristo dopo Natale

La messa, celebrata in Duomo alle 18.30, è stata presieduta dallo stesso Mons. Pizzaballa ed ha visto la numerosa partecipazione dei fedeli che hanno risposto con entusiasmo all’evento riempiendo la cattedrale pesarese. Presenti alla celebrazione le dame e i cavalieri del Santo Sepolcro, ordine equestre nato proprio a Gerusalemme e da secoli dedito al supporto della Terra Santa. La celebrazione è stata animata dalle corali San Terenzio, Cristo Re di Pesaro e Jubilate di Candelara, diretti dal maestro olandese Willem Peerik.

Alle 21.15, sempre presso la cattedrale, si è poi tenuto l’incontro pubblico in cui S.E. Mons. Pizzaballa ha risposto direttamente alle domande dei partecipanti. Ha moderato l’incontro Don Marco Di Giorgio, parroco della chiesa di San Luigi Gonzaga a Pesaro e da tre lustri guida dei pellegrini locali in Terra Santa.

Presenti all’evento il parroco della cattedrale e vicario diocesano Don Stefano Brizzi, l’arcivescovo di Pesaro S.E. Mons. Piero Coccia, l’arcivescovo di Urbino S.E. Mons. Giovanni Tani e l’arcivescovo emerito di Loreto S.E. Mons. Giovanni Tonucci.

Mons. Pizzaballa, profondo conoscitore della regione mediorientale anche in virtù della sua pregressa attività alla Custodia francescana di Terra Santa (per la quale ha ricoperto per dodici anni l’incarico di Custode), non si è sottratto alle domande dei curiosi. Dapprima ha offerto una panoramica geopolitica del medio e vicino oriente, in cui da duemila anni è presente ed opera la Chiesa di Terra Santa, e poi si è soffermato, nel dettaglio, sulle criticità di ordine storico-religioso e politico-ideologico che caratterizzano la regione. È proprio in quel contesto così pieno di contraddizioni che si inscrive la missione del Patriarcato latino e cioè, come egli stesso ha specificato, la diocesi cattolica di Terra Santa. Il Patriarcato latino di Gerusalemme infatti, benché rappresenti il punto di riferimento di un limitato numero di fedeli, si estende su un territorio che comprende diversi paesi: Palestina, Giordania, Israele e Cipro.

Tra le domande non è mancata quella relativa all’ambiguità del ruolo dei cittadini cristiani in Terra Santa. Mons. Pizzaballa ha descritto precisamente la realtà complessa che caratterizza questo territorio in cui l’elemento religioso spesso assorbe anche quello civico. È dunque concretamente difficile uscire dai paradigmi sociali sui cui si costruisce l’identità dei cittadini. In questa logica, l’arabo se è di religione mussulmana che sia palestinese o giordano, è tendenzialmente sempre musulmano, così come gli israeliani hanno un legame inscindibile con l’ebraismo. Il cristiano invece, ha insistito Mons. Pizzaballa, rompe questa connessione, esce da questa logica; citando San Paolo l’amministratore apostolico ha aggiunto che con Cristo “non c’è più giudeo né greco, né schiavo né libero”, perché la Chiesa è inclusiva e non fa distinzioni etniche.

Da questo intervento ci si è spostati a parlare della piccola ma fervente comunità cattolica di lingua ebraica presente in Israele, composta da ebrei convertiti e da cittadini di lingua ebraica presenti in territorio israeliano. Non sono mancate altre domande di natura politica alle quali Mons. Pizzaballa non si è sottratto e, al contrario, ha risposto con grande lucidità e disinvoltura. Dal rapporto tra le autorità israeliane e la Chiesa cattolica di Terra Santa, alle posizioni del Patriarcato in merito alla questione palestinese.

Tra gli altri temi affrontati, si è toccato quello molto attuale del pagamento delle imposte commerciali della Chiesa sulla base delle richieste delle autorità municipali di Gerusalemme; quello degli obiettivi del piano pastorale della Chiesa di Terra Santa; quello del rapporto complesso con le altre confessioni e comunità religiose, in particolare con i fratelli ortodossi.

Infine, una domanda sul modus operandi in merito all’accoglienza; come la Chiesa e i cristiani in generale, dovrebbero risolvere il problema dell’annuncio nei confronti dei migranti a maggioranza musulmana. Qui Mons. Pizzaballa, risponde con estrema semplicità, esortando alla giusta misura: est modus in rebus. “Nelle relazioni umane se parti dalla fede l’amicizia finisce” – ha risposto – “se invece l’amicizia nasce dalla comune umanità si possono instaurare le migliori relazioni. L’annuncio parte da qua”.

Filippo De Grazia


I cristiani arabi costituiscono meno del due per cento della popolazione. Condividono con i mussulmani la cultura araba della quale si è nutrito l’Islam fin dalle sue origini.