Mons. Pizzaballa: "Vogliamo una pace che veda un’accoglienza calorosa e sincera dell’altro, un desiderio di ascolto e di dialogo"

Published: May 22 Tue, 2018

Mons. Pizzaballa: "Vogliamo una pace che veda un’accoglienza calorosa e sincera dell’altro, un desiderio di ascolto e di dialogo" Available in the following languages:

GERUSALEMME – Sabato 19 maggio 2018, i cristiani di Terra Santa si sono riuniti presso la chiesa di Santo Stefano della l’Ecole biblique et archéologique française di Gerusalemme per pregare per la pace e la giustizia a Gerusalemme e in Terra Santa.

Il 14 e 15 maggio scorsi, mentre Israele e gli Stati Uniti inauguravano la nuova ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme e i palestinesi si  preparavano a commemorare la Nakba , è esplosa una situazione di estrema violenza lungo il confine tra Israele e Gaza durante una manifestazione pacifica. Una violenza sproporzionata e indescrivibile contro i palestinesi a Gaza, che ha causato più di 60 morti e 2.500 feriti. In considerazione di questi eventi, il Patriarcato latino di Gerusalemme ha invitato tutti i fedeli della Diocesi di Gerusalemme, qui o nel resto del mondo, a pregare sabato 19 maggio 2018, nella vigilia di Pentecoste, per la pace e la giustizia a Gerusalemme e in Terra Santa. Molti fedeli hanno risposto a questo invito.

A Gerusalemme, i fedeli si sono raccolti nella chiesa di Santo Stefano della Ecole biblique per un’ora di preghiera presieduta da mons. Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Hanno voluto condividere questo momento di preghiera diversi rappresentanti di Chiese a Gerusalemme, mons. Boulos Marcuzzo, Vicario patriarcale a Gerusalemme e in Palestina, Sua Beatitudine Michel Sabbah, Patriarca Emerito, padre Francesco Patton OFM, Custode di Terra Santa, e molti religiosi e religiose.

Durante la preghiera, il Vescovo ha espresso il desiderio di avere “una pace che sia l’accoglienza calorosa e sincera dell’altro, un desiderio tenace di ascoltare e dialogare, … che la paura e il sospetto cedano alla conoscenza, all’incontro e alla fiducia, dove le differenze sono opportunità per costruire relazioni e non pretesti di reciproco rigetto “. Ha poi aggiunto che “forse non saremo in grado di cambiare come vorremmo, il mondo in cui viviamo, ma possiamo e dobbiamo iniziare da noi stessi, dalla nostra comunità e dalla nostra vita, per portare verità e giustizia a coloro che vivono in mezzo a noi e intorno a noi “.

Il giorno seguente, Papa Francesco, che celebrava la festa di Pentecoste a Roma, ha citato nella sua omelia la straziante situazione a Gaza, riconoscendo “come oggi questo nome suoni dolorosamente” e augurando “che lo Spirito cambi i cuori e gli avvenimenti e porti la pace in Terra Santa “. Dopo il Regina Coeli, ha detto di “essersi unito spiritualmente alla veglia di preghiera per la pace che si è tenuta nella Città Santa per ebrei, cristiani e musulmani” e ha invitato “ad invocare il Spirito Santo perchè ispiri volontà e gesti di dialogo e riconciliazione in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente. ”

Vivien Laguette

Discorso dell’Amministratore Apostolico durante la preghiera

La Marcia del Ritorno è una manifestazione organizzata dai Palestinesi per commemorare la Nakba, l’esodo palestinese del 1948 che ha provocato oltre 700.000 sfollati durante la prima guerra arabo-israeliana. Quest’anno, una grande Marcia del ritorno è stata organizzata dal 30 marzo – Giornata della Terra – al 15 maggio – il giorno dopo l’anniversario della proclamazione dello Stato di Israele – per commemorare il 70 ° anniversario di questo esodo . Tra il 30 marzo e il 19 maggio, si contano 113 morti e migliaia feriti.