«Non ci arrenderemo... né rinunceremo al nostro diritto alla vita»
Taybeh – Sanad Sahelia / Nabd El-Haya - Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme per i latini, ha detto alla comunità cristiana di Taybeh che la fede in Dio permette ai cristiani di preservare la vita e la speranza anche nelle circostanze più difficili, sottolineando che il potere del male non è assoluto.
«Forse non ho risposte a livello umano e terreno, ma credo in Dio. E sono certo che, in Lui, possiamo continuare a generare vita, anche qui a Taybeh», ha affermato Pizzaballa durante la Messa per la Festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria nella Chiesa latina di Cristo Redentore a Taybeh.
La Messa è stata concelebrata dal parroco padre Bashar Fawadleh e da padre Davide Meli, alla presenza dei membri della comunità parrocchiale.

Nel dare il benvenuto al Patriarca all’inizio della Messa, padre Bashar ha detto che Taybeh lo accoglieva «tra la sua gente e nella sua casa», descrivendo la sua presenza come quella di un padre che sta accanto ai propri figli nei momenti difficili. Ha aggiunto che la presenza del Patriarca ricordava alla comunità che non era sola e che la Chiesa è al fianco dei suoi figli, portando con loro «la croce e la speranza di questa terra».
Nella sua omelia, Pizzaballa ha riflettuto sulle letture della Festa dell’Assunzione, in particolare sulla donna e sul drago nel Libro dell’Apocalisse. Ha affermato che il brano mostra che, per quanto potente possa sembrare il male, il suo potere non è assoluto. La donna, ha osservato, rappresenta la Chiesa in generale e la Vergine Maria in particolare.
Pizzaballa ha descritto la Festa dell’Assunzione come «un frutto della Risurrezione» e ha affermato che Maria insegna ai cristiani a guardare alla realtà «con occhi divini», piuttosto che secondo i calcoli umani. Ha collegato questo messaggio direttamente a Taybeh, esortando la sua gente a rimanere radicata nella fede e nella speranza anche quando le circostanze fanno apparire il futuro difficile o impossibile.
Il Patriarca ha inoltre ribadito l’impegno della Chiesa nei confronti di Taybeh e della sua presenza cristiana.
«Continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per preservare la presenza ecclesiale qui, a ogni livello in tutta la Terra Santa», ha affermato.
Ha tuttavia sottolineato che preservare la presenza cristiana richiede anche di proteggere il cuore dalla paura, dalla disperazione e dagli effetti delle circostanze difficili.
«Dobbiamo anche imparare dalla Vergine Maria come custodire i nostri cuori, perché questa situazione può contaminarli. E se i nostri cuori vengono contaminati, il “drago” ha vinto», ha detto.
«Ma vogliamo rimanere una comunità che genera vita, senza rinunciare né abbandonare i nostri diritti, il nostro diritto alla vita. Quindi siate coraggiosi. Non abbiate paura».

Pizzaballa ha affermato di seguire da vicino gli sviluppi a Taybeh attraverso messaggi e aggiornamenti regolari da parte di padre Bashar, esprimendo il proprio apprezzamento per il servizio e l’impegno quotidiano del parroco. Ha sottolineato, tuttavia, che il monitoraggio degli sviluppi deve essere accompagnato dall’azione e dalla presenza pastorale.
La visita arriva nel contesto di un ordine militare israeliano emanato lo scorso luglio che dichiara l’“area di Taybeh e Rimon” zona militare chiusa e vieta l’ingresso e la presenza di israeliani e stranieri. L’area designata comprende parti del centro abitato di Taybeh, terreni agricoli e siti religiosi e di interesse storico-culturale.
L’ordine ha inoltre sollevato interrogativi riguardo all’accesso a Taybeh da parte di pellegrini, visitatori, giornalisti, volontari e altri stranieri. La sua formulazione non chiarisce esplicitamente se le eccezioni indicate si applichino agli israeliani residenti negli insediamenti o negli avamposti all’interno o nei dintorni dell’area chiusa, lasciando parte del suo ambito di applicazione in attesa di un chiarimento ufficiale.
Pizzaballa ha affermato che ciò che sta accadendo a Taybeh è sempre più noto al di fuori della città, aggiungendo: «Il vostro esempio è importante, affinché continuiamo a essere una voce cristiana nel mezzo di questa situazione molto complessa».
Al termine della Messa, ha pregato affinché l’intercessione della Vergine Maria accompagnasse le famiglie e le madri di Taybeh e affinché la città rimanesse «un luogo e un centro di gioia e di vita».
Al termine della Messa, Pizzaballa ha incontrato i parrocchiani e ha parlato con loro, ribadendo la vicinanza della Chiesa a Taybeh e alla sua gente.

