A Deir Rafat si celebra la solennità della Beata Vergine Maria, Regina della Palestina

Published: October 28 Mon, 2019

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DEIR RAFAT – Domenica 27 ottobre, presso il Santuario mariano di Deir Rafat, circa duemila fedeli accorsi da tutta la regione si sono riuniti per celebrare la solennità della Beata Vergine Maria, Regina della Palestina.

Si tratta di una festa molto sentita in Palestina, che ogni anno riunisce migliaia di devoti provenienti da ogni angolo della Terra Santa. Le celebrazioni di ieri non hanno fatto eccezione. La festa è stata istituita dal Patriarca Luigi Barlassina che, in occasione del suo solenne ingresso nella Basilica del Santo Sepolcro il 15 luglio 1920, consacrò la Diocesi a Maria, invocandola per la prima volta con il titolo di “Regina di Palestina”.

Circa sette anni dopo, lo stesso Barlassina volle far erigere un Santurario a Deir Rafat, villaggio arabo cristiano a ovest di Gerusalemme, in onore di Maria. Il titolo di “Regina di Palestina” venne poi ufficialmente riconosciuto dalla Congregazione dei Riti nel 1933.

Da allora, nulla ha fermato ogni anno i numerosi fedeli, pellegrini e curiosi che, all’ultima domenica di ottobre, si danno appuntamento in questo Santuario mariano, situato oggi in territorio israeliano.

Alla celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Pierbattista Pizzaballa, Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme hanno partecipato diversi concelebranti: mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, vicario patriarcale per Gerusalemme e Palestina, mons. Hanna Kildani, vicario patriarcale per Israele, il vescovo emerito Kamal Batish, Don Ibrahim Shomali, cancelliere del Patriarcato latino, Padre Pietro Felet, segretario dell’assemblea dei vescovi di Terra Santa e mons. Jean-Pierre Delville, vescovo di Liegi. Quest’ultimo ha accompagnato dal Belgio una delegazione di dame e cavalieri dell’Ordine del Santo Sepolcro che ha assistito in prima fila alle celebrazioni, insieme ad un gruppo locale di cavalieri e ad uno proveniente dal Canada. Hanno concelebrato anche i rettori dei due seminari della Diocesi: Don Yacoub Rafidi, rettore del seminario patriarcale di Beit Jala e Don Francesco Voltaggio, rettore del seminario missionario Redemptoris Mater di Korazim in Galilea.

Oltre alle migliaia di fedeli laici accorsi all’evento, si è anche registrata la presenza di moltissime comunità religiose maschili e femminili, tra cui le monache di Betlemme, dell’Assunzione della Vergine e di San Bruno, che prestano servizio nel Santuario, vivendo la loro regola di preghiera e di accoglienza.

La Liturgia della Parola è stata ricca di riferimenti alla Beata Vergine Maria: la prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli (1, 12-14), ricordava l’episodio del ritorno a Gerusalemme degli apostoli dopo l’Ascensione al cielo di Gesù e la comune preghiera che essi fecero con alcune donne tra cui Maria, “la madre di Gesù”. La seconda lettura, tratta dall’Apocalisse (11,19; 12,1;1, 3-6, 10), descriveva il segno grandioso apparso nel cielo: “una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle” che “partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni”. Il Vangelo di Luca (Lc. 1, 41-50), narrava l’episodio dell’incontro tra Maria e Santa Elisabetta, con le parole che ritroviamo nelle preghiere dell’Ave Maria e del Magnificat.

Non è mancata la menzione al mese missionario straordinario e alle numerose iniziative che durante tutto ottobre sono state promosse in tutta la Terra Santa, specialmente da Padre Abdo Abdo, parroco di Haifa e coordinatore dell’organizzazione per il mese missionario. Il sito era tappezzato inoltre di locandine promozionali di questo importante evento. I fedeli hanno quindi recitato la preghiera scritta sul retro dei tanti volantini dell’ottobre missionario, distribuiti per la speciale occasione.

Terminata l’omelia di mons. Pizzaballa, mons. Marcuzzo ha ricordato i cinquant’anni di matrimonio di Romano e Giovanna Di Capitani, coniugi di Osnago (Lecco) facenti parte del gruppo di volontari della Terra Santa “Mar Yussef” che per oltre 25 anni, a Deir Rafat, ha allestito la festa di Maria Regina di Palestina.

Ha animato la messa, insieme ai seminaristi di Beit Jala, la corale “Shepherds” di Beit Sahour, diretta dal maestro George Salsa.

Come ogni anno, al termine della Messa si è snodata la bella processione al seguito della statua della Madonna “protettrice della Palestina”, condotta dal corteo festoso fino al Santuario.

Dopo quasi cento anni dalla sua istituzione, la solennità di Maria Regina della Palestina rappresenta ancora oggi un momento molto significativo per i fedeli della Terra Santa e per tutti i credenti che aspirano a raggiungere una pace duratura per questi popoli.

Filippo De Grazia