Admissio ad ordines di quattro giovani aspiranti del Seminario Redemptoris Mater di Galilea

By: Sara Fornari, giornalista - Published: April 04 Mon, 2022

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GALILEA – Sul Monte delle Beatitudini quattro giovani del Redemptoris Mater di Galilea hanno ricevuto l’admissio ad ordines: sono Oscar John delle Filippine; Lucas, francese; Giacomo, italiano; Francisco della Colombia.

Filippine, Francia, Italia, Colombia. Sono i paesi da cui provengono i quattro aspiranti al sacerdozio del seminario missionario Redemptoris Mater di Galilea che domenica sera 27 marzo sono stati ammessi all’ordine sacro: Oscar John, Lucas, Giacomo, Francisco. Giovani dalle esperienze molto diverse, accomunati però dall’incontro con Cristo, che attraverso l’iniziazione cristiana del Cammino Neocatecumenale, ha toccato il loro cuore dando loro il desiderio e lo slancio per servirlo.

La liturgia dell’Admissio (ammissione agli Ordini sacri), essenziale e solenne, in lingua araba, è stata presieduta da Mons. Rafic Nahra, Vicario Patriarcale per Israele e recentemente eletto Vescovo da Papa Francesco, nella Chiesa dei Dodici Apostoli e dei Settantadue Discepoli, presso la Domus Galilaeae. Vi hanno partecipato i fratelli delle comunità neocatecumenali, nelle quali i giovani compiono il loro cammino di fede, ma anche alcuni familiari, genitori e fratelli, che sono potuti venire dall’Europa e dalla Colombia.

C’erano parenti e fratelli delle comunità di Dubai per Oscar John, che domenica festeggiava il suo trentatreesimo compleanno, e ha un baccalaureato in psicologia: era emigrato negli Emirati Arabi per lavorare, e là ha scoperto la sua vocazione. Lucas, quasi 25 anni, alsaziano, terzo di cinque figli, era falegname, e in Terra Santa ha prestato servizio pastorale nella parrocchia di Rafidia, mentre Giacomo, di appena 24 anni, originario di Pescara e secondo di otto fratelli, è cresciuto in Danimarca, dove la sua famiglia si trova da più di vent’anni, prima in missione a Copenaghen e a Sostrup, e poi nella Missio ad Gentes a Brøndy Strand: il danese è quasi la sua lingua madre. Francisco, 29 anni, di Bogotà, una laurea come maestro di musica, ha trascorso un tempo nel Redemptoris Mater in Colombia; essendo in un seminario missionario aveva dato la sua disponibilità a partire ovunque: inviato in Galilea, ha fatto due anni di missione itinerante nell’équipe di Palestina e Cipro.

Tutti i seminaristi del Redemptoris Mater studiano l’arabo; la loro formazione comprende esperienze di itineranza (missione), in cui tra l’altro possono praticare la lingua, preparandosi a servire la chiesa di Terra Santa, in particolare il Patriarcato Latino di Gerusalemme.

«Oggi la Chiesa risponde al vostro “Eccomi!”, e benedice il vostro cammino», ha detto Mons. Rafic Nahra, che commentando il Vangelo del figliol prodigo ha evidenziato come tutti abbiamo ricevuto misericordia dal Signore, ma chi è chiamato da Lui al ministero, in particolare, deve essere pronto a condividere le grazie ricevute, specialmente nel servizio degli ultimi: e questo è un criterio di discernimento della vocazione, insieme alla gioia che viene dal Signore. Nella sua omelia, il Vicario Patriarcale ha evidenziato tre temi: innanzitutto la chiamata a crescere nella conoscenza di Dio e di se stessi, in sincerità totale. Senza questa conoscenza, non si può uscire dal cammino del peccato. Inoltre, chi conosce Dio, vede che tutto ha senso. Un altro aspetto è l’umiltà: il presbitero che non ha umiltà, ha avversione e amarezza verso gli altri, come il figlio maggiore nel Vangelo. L’invito rivolto agli aspiranti al sacerdozio è stato dunque di mettersi al servizio dell’altro, anziché agire per sentirci degni. Il terzo aspetto è che in questo tempo di formazione è necessario conoscere e sperimentare la ricchezza della Chiesa, dello Spirito Santo. «Aprite i vostri cuori per vedere l’opera di Dio», è stata l’esortazione di Mons. Nahra, »anche nelle cose che non avete mai immaginato nella vita. Dobbiamo andare dietro allo Spirito Santo, e non avanti».

Il rito dell’Admissio si è esplicato in un semplice dialogo con i candidati che, in risposta alla chiamata del Signore, hanno confermato la loro volontà di portare a termine la loro preparazione per essere pronti ad assumere nella Chiesa il ministero, e di impegnarsi «nella formazione spirituale per divenire fedeli ministri di Cristo e del suo corpo che è la Chiesa». Mons. Nahra, a nome della Chiesa, ha accolto questo proposito, benedicendo i giovani perché possano perseverare nella vocazione, e uniti a Cristo sommo sacerdote diventino autentici apostoli del Vangelo.

Pochi giorni prima, il 19 marzo, Solennità di S. Giuseppe, il Seminario ha vissuto un’altra grande gioia: la celebrazione del conferimento del cantorato, lettorato e suddiaconato (ordini minori della chiesa maronita) a Michel El-Khoury, seminarista di rito maronita. Il rito è stato presieduto dall’Arcivescovo maronita di Terra Santa, Mons. Moussa El-Hage, che ha riservato parole di gratitudine verso il Cammino Neocatecumenale e la formazione presbiterale che si riceve nel Seminario.