Festa di San Giuseppe a Betlemme: le suore del Verbo Incarnato celebrano anche il loro anniversario di fondazione

Published: March 21 Thu, 2019

BETLEMME – Martedì 19 marzo presso la Chiesa di Santa Caterina, la comunità cattolica ha celebrato la Santa Messa in onore di San Giuseppe. Nell’occasione le suore dell’Istituto religioso del Verbo Incarnato hanno festeggiato il trentunesimo anniversario della loro fondazione.

Festeggiare San Giuseppe a Betlemme ha un valore del tutto particolare. In questo luogo infatti, il padre “adottivo” di Gesù dapprima nacque e poi, in età adulta, accompagnò Maria sua sposa a partorire il Figlio di Dio. Ogni 19 marzo Betlemme si riveste di un clima di gioia che coinvolge tutta la cittadinanza cristiana, riunita per l’occasione a festeggiare il patrono di tutti i papà.

Nel pomeriggio di martedì 19, nella Basilica di Santa Caterina è stata celebrata una Messa speciale, non solo per fare memoria del grande santo Giuseppe, ma anche perché questo giorno ha una carica evocativa molto forte per il ramo femminile dell’Istituto del Verbo Incarnato, nato proprio il 19 marzo di trentuno anni fa. Le “Servidoras del Señor y de la Virgen de Matará” sono il ramo femminile della famiglia religiosa del “Verbo Incarnato”, istituto nato in Argentina all’inizio degli anni ’80. Alcune di queste suore gestiscono un centro destinato alla protezione e alla crescita di bambini disabili, chiamato “Hogar Niño Dios” e situato giusto a pochi passi dalla Chiesa della Natività. Ecco quindi che per queste sorelle, il cui nome della congregazione richiama proprio il luogo in cui Dio si è fatto uomo, il 19 marzo ha un duplice significato: la ricorrenza di San Giuseppe e l’anniversario della loro fondazione.

Questo legame, inoltre, non è affatto casuale: la devozione al santo rappresenta il fondamento dell’ispirazione che ha condotto alla nascita del ramo femminile. Il fondatore dell’Istituto, infatti, avrebbe affidato a San Giuseppe la conferma circa la sua intenzione di fondare un ramo femminile, da affiancare al già esistente ramo maschile della famiglia religiosa.

La devozione a San Giuseppe è molto forte per queste comunità che, interpellate, ci raccontano che la ragione è da ravvisare nelle parole di San Bernardino da Siena che scrisse: “Se la Santa Chiesa è in debito con la Vergine Madre, poiché per mezzo di lei è stata resa degna di ricevere Cristo, certamente la Chiesa è debitrice anche a San Giuseppe per riverenza e particolari grazie”. La liturgia stessa pone San Giuseppe subito dopo la Vergine Maria come membro eminente della Chiesa di Cristo, modello di virtù, patrono della Chiesa universale e della buona morte. Per lui questi religiosi e religiose nutrono una devozione speciale in virtù della sua efficace intercessione, sperimentata direttamente anche nella loro vita numerose volte.

La celebrazione è stata presieduta dal parroco di Santa Caterina, Fr. Rami Askrieh, ed ha visto la partecipazione calorosa di un gran numero di fedeli. Alla fine della messa, i presenti si sono messi in fila per onorare una reliquia di San Giuseppe posta per l’occasione ai piedi della statua del Santo, al lato destro dell’altare. Si tratta di un frammento ligneo appartenente a una sedia su cui presumibilmente si sedette lo stesso San Giuseppe.

Filippo De Grazia