Giordania: il Presidente della Repubblica Mattarella visita il campo profughi di Al-Zatari

Published: April 10 Wed, 2019

 

GIORDANIA – Martedì 9 aprile 2019, il Presidente della Repubblica italiano, Sergio Mattarella, ha visitato il campo profughi di Al-Za’tari che ospita circa 80mila rifugiati, a pochi chilometri dal confine siriano. Qui il Presidente ha espresso parole di ringraziamento ed elogio alla Giordania per la sua politica di accoglienza. Le parole del Presidente Mattarella si inseriscono all’interno di una dialettica dell’accoglienza promossa soprattutto da Papa Francesco negli scorsi mesi.

La visita ufficiale del Presidente della Repubblica coincide con il 70mo anniversario delle relazioni diplomatiche italo-giordane. Prima ancora di incontrare il sovrano giordano Abdullah II, il cui ricevimento è previsto per mercoledì 10 aprile, Mattarella ha voluto visitare il campo profughi di Al-Za’tari, paradigma perfetto di organizzazione e integrazione. Il centro, nato solamente nel 2012 in concomitanza con l’emergenza della crisi siriana, è cresciuto rapidamente fino a diventare oggi il più grande centro profughi del mondo e la “quarta città” della Giordania per numero di abitanti, con i suoi 80mila rifugiati (tutti siriani, di cui il 56% sono minori). Gli ospiti del campo sono assistiti dall’Unhcr e dal governo giordano, con finanziamenti della comunità internazionale. Il centro è infatti il risultato di uno dei progetti dell’Agenzia per la cooperazione internazionale (Aics) a cui l’Italia partecipa attivamente, avendo per il momento già contribuito alla costruzione di un ambulatorio da campo, nel quale a oggi sono state effettuate oltre 380mila visite.

Visitando il centro, il Presidente Mattarella non ha mancato di elogiare i grandi meriti della Giordania, “paese amico” che “riceve l’ammirazione dell’Italia per l’accoglienza generosa che ha fatto nei confronti dei profughi siriani e anche di altre nazionalità, sull’esperienza fatta negli ultimi decenni”. Il riferimento al passato evoca la tradizionale politica di accoglienza avuta dalla Giordania nei riguardi dei palestinesi che oggi rappresentano circa il 35% della popolazione dell’intero regno hashemita.

Nel suo saluto, Sergio Mattarella ha ribadito i buoni rapporti dell’Italia con la Giordania e sottolineato il ruolo chiave che quest’ultima ricopre come “punto di riferimento di serenità, di solidarietà e di riferimento fondamentale nel Medioriente”. Dopo le considerazioni di ordine geopolitico, Mattarella si è spinto oltre, elogiando vivamente la “saggia” politica di re Abdullah II in materia di accoglienza e solidarietà che, lo scorso mese, gli sono valsi la consegna della lampada della pace ad Assisi. A questo proposito, in serata il Capo dello Stato ha ribadito il concetto: “le persone sono tutte diverse le une dalle altre e le diversità vanno capite e valorizzate, unica strada per la convivenza e la pace nel mondo”.

Queste parole non vengono a caso e, a dispetto della linea politica intransigente dettata dall’agenda dell’Esecutivo italiano in materia di accoglienza, Mattarella dimostra di voler orientare l’indirizzo politico verso direzioni ben più umane, in armonia con le parole del Santo Padre che ha più volte ribadito come sia assurdo identificare i migranti come male sociale. Un monito di cui le istituzioni italiane ed europee dovrebbero far tesoro, magari guardando all’esempio virtuoso del modello giordano.

Mercoledì 10 è il giorno dedicato agli incontri ufficiali: il Presidente farà visita re Abdullah II presso il palazzo Reale di Amman. Nel pomeriggio è invece previsto l’incontro al Monte Nebo con Fra Francesco Patton, custode di Terra Santa.

Filippo De Grazia