I Patriarchi Latini Di Gerusalemme - Diece fatti su Filippo Camassei

By: Cécile Leca/ lpj.org - Published: April 25 Mon, 2022

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GERUSALEMME - Dal ristabilimento del Patriarcato Latino di Gerusalemme nel 1847, con la pubblicazione della Lettera Apostolica Nulla Celebrior da parte del Sommo Pontefice Pio IX, dieci Patriarchi si sono succeduti alla guida di questa istituzione. Da Giuseppe Valegra all'attuale arcivescovo della diocesi, Pierbattista Pizzaballa, passando per Filippo Camassei e Michel Sabbah, tutti hanno portato il loro tocco personale a questa particolare chiesa cattolica che è il Patriarcato latino. Oggi, lpj.org vi invita a riscoprire il cammino dei primi patriarchi raccontandovi dieci aneddoti su ognuno di loro.

IV/ Mons. Filippo Camassei – Patriarca dal 1906 al 1919

Note biografiche:

  • 14 settembre 1848: nato a Roma
  • Aprile 1872: ordinazione sacerdotale
  • 1876: segretario del Cardinale Vicario Monaco la Valletta
  • 1884: nominato rettore del Seminario Pio
  • 10 dicembre 1889: nominato rettore del Seminario di Propaganda Fide
  • 13 dicembre 1897: prelato domestico, nominato arcivescovo di Naxos (Grecia)
  • 5 dicembre 1906: eletto IV Patriarca Latino di Gerusalemme
  • 19 marzo 1907: ingresso solenne a Gerusalemme
  • 1908-1912: fondazione delle missioni di Burka, Smakieh, Aboud e Rameh
  • 19 novembre 1917: deportato dai turchi a Nazareth
  • 3 novembre 1918: ritorno a Gerusalemme
  • Maggio 1919: partenza per Roma
  • 15 dicembre 1919: creato Cardinale
  • 18 gennaio 1921: muore a Roma all'età di 73 anni

Fatti:

  • A differenza dei suoi predecessori, ha avuto un'infanzia tranquilla

Mentre Mons. Valerga e Mons. Bracco sono nati in famiglie povere e hanno dovuto lottare per permettersi gli studi e Mons. Piavi da adolescente ha perfino partecipato (sebbene per breve tempo) alla prima guerra d’indipendenza italiana, mons. Camassei ha avuto un'infanzia più serena, che ha trascorso in una famiglia cristiana nel cuore di Roma. Non fu l'unico Camassei ad avere una brillante carriera; suo fratello, Carlo Camassei, divenne comandante. Fu lui a descrivere la prima Messa celebrata da Mons. Camassei a Sant'Apollinare il 12 aprile 1872, all'età di 24 anni.

  • Ha studiato presso il famoso Seminario Romano

Attratto dalla vocazione sacerdotale in tenera età, Mons. Camassei riuscì ad assicurarsi un posto nel Pontificio Seminario Romano Maggiore e gli fu persino affidato l'incarico di prefetto della disciplina. Il seminario, oggi situato nei pressi dell'Arcibasilica di San Giovanni in Laterano, fu istituito nel 1565 da Papa Pio IV, a seguito di una decisione del Concilio di Trento di istituire un seminario in ogni diocesi. Sebbene l'istruzione dei seminaristi fosse inizialmente gestita dai Gesuiti, gli studenti erano destinati a diventare sacerdoti per la diocesi di Roma piuttosto che unirsi all'ordine. Mons. Camassei entrò in seminario nel 1863, divenne suddiacono nel 1870, diacono nel 1871 e fu ordinato sacerdote nel 1872.

  • Quando entrò a Gerusalemme, si rifiutò di indossare i suoi paramenti

Nel 1906, quando il Papa scelse Mons. Camassei come Patriarca latino di Gerusalemme, il suo predecessore era morto da oltre un anno. La sua nomina provocò quindi una grande gioia in Terra Santa, e la gente si preparava ad accoglierlo con entusiasmo. Dopo uno sbarco movimentato a causa di un mare agitato, Mons. Camassei fu dapprima ricevuto dai Consoli di Francia e d'Italia, dal rappresentante del Governatore di Gerusalemme e da diverse personalità civili e religiose. Poi si recò alla chiesa di Giaffa e fece una serie di visite prima dell'ingresso solenne a Gerusalemme il 19 marzo 1907. Poco prima della cerimonia, quando gli furono presentati i suoi abiti cerimoniali e varie decorazioni, egli rifiutò, esclamando: "Come potrei, di fronte al Calvario, indossare decorazioni e mostrare grandezza!".

  • Era contrario alla soppressione dell'Ordine del Santo Sepolcro

Dopo la morte di Mons. Luigi Piavi, il titolo di Gran Maestro dell'Ordine del Santo Sepolcro, tradizionalmente tenuto dai Patriarchi, rimase vacante per circa due anni. Questa mancanza di governo portò ad un movimento all'interno della Santa Sede per abolire definitivamente l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro. Prima che fosse presa la decisione papale Mons. Camassei, che non era ancora stato ufficialmente nominato Patriarca, a nome dell'Ordine volle intercedere presso Papa Pio X per convincerlo a non sopprimere quella istituzione. Il suo intervento fu coronato da successo: nel 1907, il Papa emise la lettera apostolica “Quam multa” per consolidare lo status dell'Ordine.

  • Gli piaceva andare da solo al Santo Sepolcro

Dotato di una grande pietà e di una fede profonda, Mons. Camassei dedicava molto del suo tempo alla preghiera. In particolare, gli piaceva andare da solo al Santo Sepolcro per meditare. Così, "quasi ogni giorno, quando le gravi preoccupazioni del suo ministero lo permettevano, si recava al Sepolcro del Salvatore. Entrava da solo nell'Edicola e bagnava di lacrime la pietra di marmo. Pregava con grande fervore, si imbeveva di coraggio e ne usciva raggiante di gioia mista a una dolce mestizia. Poi saliva sul Calvario dove si inginocchiava con tenerezza filiale davanti alla Vergine Addolorata, tenendo gli occhi fissi su quelli di Maria" (Moniteur diocésain, luglio 1952).

  • Nel 1916, dopo una grave catastrofe naturale, pregò per la Palestina... e fu ascoltato

Quell'anno, la Palestina fu devastata da una piaga di locuste. Per diversi giorni, i raccolti, i campi e la vegetazione furono ferocemente attaccati da sciami di insetti. Mons. Camassei, commosso dalla situazione degli abitanti della sua diocesi, decise di pregare pubblicamente perché l'intervento di Dio eliminasse le locuste. La cerimonia, che ebbe luogo nella Concattedrale del Patriarcato, e fu esaudito secondo le testimonianze dell'epoca, le locuste scomparvero subito dopo.

  • Era particolarmente vicino ai malati

"Per un sacerdote malato, non esiterei a fare i più grandi sacrifici", ha detto Mons. Camassei. Durante il suo periodo di Patriarca, egli mostrò effettivamente una grande carità verso coloro che erano oppressi dalla malattia. Un giorno, un personaggio di spicco di Roma lo invitò ad un ricevimento solenne; allo stesso tempo, seppe che un malato stava per subire un'operazione importante. Senza esitare, Mons. Camassei si scusa con il suo ospite e si precipita al capezzale del convalescente.

  • Fu deportato nel 1917

Il Patriarcato latino soffrì molto durante la prima guerra mondiale: le missioni furono distrutte, le istituzioni dovettero essere chiuse, le congregazioni furono espulse e lo stesso Patriarca fu costretto a lasciare la sua sede sotto la pressione dei turchi. Il 10 novembre 1917, il capo della polizia e i suoi uomini arrivarono al quartier generale del Patriarcato latino; il giorno dopo, Mons. Camassei fu convocato dal Governatore di Gerusalemme. Qualche tempo dopo, fu esiliato a Nazaret. Trovò poi rifugio presso i francescani e continuò a prendersi cura delle parrocchie nel nord della Palestina fino alla vittoria alleata. Il il 3 novembre 1918, fu finalmente in grado di tornare a Gerusalemme.

  • Nel 1919 lasciò Gerusalemme, per non tornare mai più

Durante una visita a Roma nel 1919 Mons. Camassei fu nominato cardinale da Papa Benedetto XV e gli fu dato il titolo di S. Maria in Ara Cœli. Non tornò più a Gerusalemme, ma sentiva una profonda nostalgia per la Città Santa; si dice che in diverse occasioni, abbia espresso il desiderio di tornarvi. Purtroppo, solo tredici mesi dopo la sua nomina a cardinale, il 18 gennaio 1921, morì improvvisamente subito dopo aver celebrato la messa, all'età di 73 anni.

  • È l'unico Patriarca che non è stato sepolto in Terra Santa

A differenza dei suoi omologhi, Mons. Filippo Camassei è l'unico Patriarca latino di Gerusalemme dalla restaurazione del 1847 i cui funerali non furono celebrati in Terra Santa. Non è mai potuto tornare a Gerusalemme dopo la sua nomina a cardinale, È sepolto nel sepolcro della Congregazione di Propanda Fide nel cimitero di Campo Verano sulla via Tiburtina.