I Patriarchi Latini Di Gerusalemme - Dieci fatti su Giacomo Beltritti

By: Cécile Leca/ lpj.org - Published: June 06 Mon, 2022

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GERUSALEMME - Dal ristabilimento del Patriarcato Latino di Gerusalemme nel 1847, con la pubblicazione della Lettera Apostolica Nulla Celebrior da parte del Sommo Pontefice Pio IX, dieci Patriarchi si sono succeduti alla guida di questa istituzione. Da Giuseppe Valegra all'attuale arcivescovo della diocesi, Pierbattista Pizzaballa, passando per Filippo Camassei e Michel Sabbah, tutti hanno portato il loro tocco personale a questa particolare chiesa cattolica che è il Patriarcato latino. Oggi, lpj.org vi invita a riscoprire il cammino dei primi patriarchi raccontandovi dieci aneddoti su ognuno di loro.

VII/ Mons. Giacomo Beltritti – Patriarca dal 1970 al 1987

Date biografiche:

  • 23 dicembre 1910: nasce a Peveragno (Piemonte)
  • 11 ottobre 1926: arrivo a Gerusalemme con Maurizio Merlo (+25.5.1946)
  • Maggio 1927: entra in seminario a Gerusalemme
  • 15 aprile 1933: ordinazione sacerdotale da parte del Vescovo Barlassina, Patriarca Latino di Gerusalemme, coadiuvato da P. Mirande e P. Wadoups.
  • 2 marzo 1934: nominato direttore di Rafat
  • 1935: nominato parroco di Ramallah
  • Luglio 1943: nominato vicario di P. Bonaventura Habash a Beit Jala
  • Gennaio 1947: nominato parroco di Beit Jala
  • 18 febbraio 1950: nominato Cancelliere dal Vescovo Testa, confermato in carica dal Vescovo Gori
  • 17 marzo 1951: nominato Canonico del Santo Sepolcro
  • 25 settembre 1965: promosso vescovo titolare di Cana
  • 10 ottobre 1965: consacrato vescovo al Santo Sepolcro dal Patriarca Gori co-consacranti l'arcivescovo Mikhayl Assaf e il vescovo Hanna Kaldany
  • 25 novembre 1970: Nominato Patriarca di Gerusalemme dei Latini da san Paolo VI e succede a Mons. Gori
  • 13 dicembre 1970: Prende possesso del Patriarcato nella basilica del S. Sepolcro
  • 2 gennaio 1971: a Roma (accompagnato da P. Médebielle) riceve il pallio da S. Paolo VI
  • 23 dicembre 1985: presenta le dimissioni (75 anni compiuti)
  • 28 dicembre 1987: cessa il suo ufficio con la nomina del Vescovo Sabbah a Patriarca Latino di Gerusalemme
  • 1° gennaio 1988: presiede alla riapertura della concattedrale restaurata
  • 14 gennaio 1988: trasferimento dell’incarico al suo successore.
  • 17 gennaio 1988: si ritira a Deir Rafat.
  • 1 novembre 1992: muore per infarto

Aneddoti:

  • Ha studiato al seminario patriarcale

Potremmo ricordarlo; dopo la prima guerra mondiale, il seminario del Patriarcato Latino dovette essere completamente rinnovato e restaurato per poter ospitare nuovi seminaristi. Il patriarca dell'epoca, Mons. Barlassina, si mise in moto con fervore e non appena i lavori furono completati, si affrettò a portare seminaristi dalla sua città natale, Torino. Il futuro patriarca Mons. Beltritti, che studiava in quel momento con i Tommasini e precisamente dove lo stesso vescovo Barlassina aveva seguito i suoi studi fu uno di quelli che risposero alla chiamata del patriarca; e così, arrivò l'11 ottobre 1926 a Beit Jala, mettendo piede in Terra Santa a soli sedici anni.

  • Fu internato per tre anni durante la Seconda guerra mondiale.

Nel 1939, l'arrivo della guerra pose fine alle sue iniziative lavorava infatti a un progetto per costruire un collegio universitario cattolico. Un anno dopo, fu arrestato e trascorse tre anni di prigionia, prima a Deir Rafat, poi a Muqeibleh e infine nel convento della Flagellazione a Gerusalemme. Approfittò di questo tempo per approfondire i suoi studi di formazione spirituale ed insegnò teologia ad altri seminaristi imprigionati con lui.

  • Era un cancelliere molto attivo

Nominato Cancelliere del Patriarcato Latino di Gerusalemme nel 1949, mons. Beltritti avviò, fin dai primi giorni del suo mandato, numerosi progetti volti alla ristrutturazione del Patriarcato. Così, riorganizzò il dipartimento degli Archivi, trasferì la tipografia in Patriarcato per sostituire quella di Rafat (questa tipografia sarebbe stata in seguito trasferita a Beit Jala), rilanciò la stampa del Bollettino diocesano e creò una pubblicazione mensile in arabo, "La vita cristiana", che fu distribuita oltre i confini della diocesi fino alla guerra del 1967. Ha anche contribuito alla catechesi sostenendo in particolare l'uso del "metodo attivo" (che si riassume in tre parole: azione, interesse e libertà) per insegnare il catechismo.

  • Rifiutò la sua nomina a coadiutore del Patriarca.

Nel 1965, il vescovo Beltritti apprese di essere stato nominato coadiutore del patriarca dalle suore, che ascoltarono la notizia alla radio. Senza perdere un attimo, scrisse un telegramma al vescovo Gori, patriarca latino di Gerusalemme, rifiutando questa promozione. Ma il vescovo Gori, convinto che sarà un ottimo patriarca, non gli lascia scelta. Così, il 20 ottobre 1965, la sua ordinazione episcopale fu celebrata al Santo Sepolcro.

  • Ordinò il restauro della Concattedrale del Patriarcato Latino

Con l'aiuto dell'Ordine del Santo Sepolcro, il vescovo Beltritti poté far restaurare completamente la concattedrale del Patriarcato, eretta dal vescovo Valerga, primo patriarca latino di Gerusalemme. Il lavoro durò due anni, durante i quali non fu celebrato alcun servizio. Infine, il 1° gennaio 1988, il vescovo Beltritti poté riaprire ufficialmente la concattedrale e inaugurarla alla presenza del vescovo Michel Sabbath.

  • Aveva ottimi rapporti con la sua controparte greco-ortodossa.

Al tempo del vescovo Beltritti, il patriarca greco-ortodosso si chiamava Benediktos I ed è stato nominato nel 1957. Secondo i resoconti delle loro reciproche visite, Mons. Beltritti mostrò grande rispetto per questo Patriarca, più anziano e più esperto di lui, condividendo con lui rapporti molto cordiali e persino amichevoli. Così, il Bollettino del Seminario Maggiore Latino scrisse nel 1972 che "l’amicizia reciproca dei Patriarchi Benediktos I e Beltritti scongela completamente l'atmosfera. Da molto tempo ormai, l'arcivescovo Beltritti ha conquistato il patriarca Benediktos con le sue attenzioni e le sue deferenze molto apprezzate tra lui, giovane patriarca, e il suo anziano (già ottantenne) patriarca Greco. L'ha evidenziato anche oggi davanti a tutti, quando lo ha ricevuto dicendo: "è il nostro Patriarca". Sua Santità Benediktos ricambia con tutto il cuore».

  • Aveva una passione per la liturgia

Il patriarca Beltritti mostrò un particolare interesse per la liturgia già da molti anni prima di istituire un ufficio a questo scopo. Partecipò così a tutte le riunioni della Commissione incaricata della Liturgia della diocesi e contribuì attivamente alla pubblicazione di diverse opere liturgiche, alcune delle quali furono utilizzate in Siria, Libano, Iraq, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Sudan, Egitto e persino in Nord Africa. Ha anche donato tutti i doni ricevuti in occasione del suo Giubileo d'Oro sacerdotale per contribuire a finanziare la stampa del grande Lezionario Quotidiano della Messa.

  • Ha viaggiato sempre più lontano

Per mantenere i suoi rapporti con le Luogotenenze dell'Ordine del Santo Sepolcro, il vescovo Beltritti era spesso chiamato a viaggiare al di fuori dei confini della sua diocesi, e in particolare in Europa. Ha visitato il Canada nel 1974, la Germania nel 1977 e nel 1980, gli Stati Uniti e il Messico nel 1978, la Francia nel 1980 e infine la Svizzera e l'Austria nel 1982.

  • Fu il primo patriarca a non morire in carica

Mons. Beltritti fu il primo a presentare le sue dimissioni il 23 dicembre 1985, lo stesso giorno del suo compleanno (rimase alla guida della diocesi fino alla nomina del suo sostituto, l'arcivescovo Michel Sabbath). Poi, dimesso dalle sue funzioni patriarcali, si ritirò a Deir Rafat.

  • Dopo il 1985, è diventato insegnante

A Deir Rafat, l'ex Patriarca latino di Gerusalemme, che aveva sempre mostrato un vivo interesse per la catechesi e il seminario e che sostenne attivamente durante il suo mandato patriarcale, si trasferì nel Monastero di Nostra Signora di Palestina per insegnare catechismo e dare lezioni di religione nella scuola residenziale. Nel 1934 ne era stato il direttore. Questa attività lo tenne occupato fino alla sua morte, avvenuta il 1° novembre 1992 durante una visita a Gerusalemme.