Il Dipartimento dei Servizi Sociali del Patriarcato Latino accompagna chi è in difficoltà durante la pandemia di COVID-19

By: Rula Shomali/LPJ - Published: October 08 Thu, 2020

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GERUSALEMME - Il Patriarcato Latino di Gerusalemme si adopera per sostenere a livello spirituale, materiale, psicologico e sociale le “Pietre Vive”, cercando di adottare vari mezzi per raggiungere questo obiettivo. La costruzione di chiese, scuole, residenze per anziani, la creazione di posti di lavoro, di fondi per l’assistenza sanitaria e molto altro sono gli strumenti usati a questo scopo. Attraverso il suo Dipartimento dei Servizi Sociali, il Patriarcato Latino si adopera per assistere i membri meno fortunati della diocesi di Gerusalemme, in Palestina, nella Striscia di Gaza e in Giordania, fornendo vari mezzi di assistenza e di sostegno.

Il Dipartimento dei Servizi Sociali

Il Dipartimento dei Servizi Sociali del Patriarcato latino si occupa dello sviluppo e dell'attuazione di vari progetti, finalizzati a migliorare la situazione psicologica e sociale delle famiglie e dei singoli individui residenti nell'area di Gerusalemme, in Cisgiordania, a Gaza e in Giordania. Per venire in aiuto alle situazioni più difficili vari sono i mezzi messi a disposizione, come ad esempio l’offerta di assistenza medica, con la copertura dei costi degli interventi chirurgici e delle emergenze sanitarie o la fornitura di farmaci. L'ufficio offre anche borse di studio per studenti bisognosi ed aiuto per saldare i debiti e pagare le bollette. Ciò viene fatto con elevati standard di integrità e trasparenza, in coordinamento con le istituzioni cattoliche e i parroci, in ogni regione.

Il COVID-19 e le sue sfide

La diffusione del COVID-19 ha avuto dovunque un forte impatto sulla salute e sulla vita professionale della popolazione. In Terra Santa, dove si stanno già affrontando difficoltà economiche, politiche e sociali, la pandemia crea una realtà ancora più difficile che sta portando sempre più persone a perdere il lavoro.

In queste circostanze, il Dipartimento dei Servizi Sociali cerca di alleviare questa dolorosa situazione e fornisce non solo aiuto medico e finanziario, ma supporto psicologico alle persone e alle famiglie nell'area di Gerusalemme Est.

La Sig.ra Dima Khoury, direttrice del Dipartimento dei Servizi Sociali, ha parlato di questo tipo di sostegno con l'Ufficio media del Patriarcato.

Dima: la necessità di andare incontro al bisogno urgente di sostegno da offrire alle famiglie – come per esempio cercare di alleviare la pressione subita a causa del lockdown e della diffusione del virus - ci ha portato ad avviare un nuovo progetto, per il sostegno emotivo della popolazione cristiana cristiani di Gerusalemme est. In questo ambito, la signora Ronda Amer e io forniamo sessioni individuali, di gruppo e / o di coppia, dove gli utenti possono parlare delle difficoltà che devono affrontare, dei loro bisogni, dei loro sentimenti e dei loro problemi. Alcune sessioni si sono svolte presso l'Associazione St. Vincent a Gerusalemme, altre sono state tenute online. Un anno e mezzo fa, nella parrocchia di Gerusalemme, dal Patriarcato Latino e dalla Custodia di Terra Santa, con l'aiuto di p. Amjad Sabbara, è stato creato il Family Center. Tale realtà ha lo scopo di offrire ai membri di famiglie cristiane le doti necessarie a promuovere il proprio sviluppo personale. Inoltre, il centro fornisce supporto psicologico e sociale alle madri di Gerusalemme e, se necessario, anche sostegno spirituale da parte del parroco.

San Salvatore a Gerusalemme: un modello di supporto psicologico

P. Amjad Sabbara, parroco di San Salvatore a Gerusalemme, ha contribuito notevolmente al successo e alla continuità di questo programma e, in collaborazione con il Patriarcato latino e il Family Center, sono stati in grado, con i loro sforzi, di sostenere le “Pietre vive” .

P. Amjad: Dopo la mia nomina a parroco di S. Salvatore a Gerusalemme, nel settembre 2019, molte idee e progetti hanno iniziato a concretizzarsi per introdurre nuove attività nella vita pastorale della parrocchia. In primo luogo, abbiamo cominciato a delineare il profilo del futuro Family Center. In secondo luogo, abbiamo fatto in modo di offrire ai parrocchiani l'accompagnamento necessario, non limitandoci a dare generi di prima necessità o denaro, ma anche ascolto delle loro difficoltà e vicinanza. Successivamente, abbiamo studiato la loro situazione economica e steso un piano più organico per aiutarli.

Ciò che fa emergere l'esperienza di armonia esistente tra di noi è il "Fondo dell'Amore". Abbiamo istituito questo fondo per garantire che le famiglie ricevano un aiuto in modo continuativo. L’idea è stata quella di iniziare chiedendo alle famiglie che potevano farlo di offrire una cifra ogni mese perché il parroco potesse darla ai bisognosi. Finora, in 5 mesi 60 famiglie hanno contribuito a questo fondo.

Quando vedo i sorrisi sui volti dei parrocchiani, so che il nostro lavoro non è inutile. La pace e la “prosperità” raggiunte si manifestano nel loro modo di comportarsi, che a sua volta si riflette positivamente sulle relazioni familiari.

Nel nostro piano d'azione, sono state previste anche altre attività, come quella di contattare i parrocchiani attraverso brevi visite o telefonate. Questo ci ha permesso di conoscere direttamente i bisogni e le difficoltà, e siamo stati in grado di rispondere adeguatamente. A livello spirituale, oltre allo streaming quotidiano delle Messe domenicali ogni settimana, abbiamo registrato un messaggio settimanale rivolto ai fedeli attraverso i nostri account sui social media, in cui abbiamo affrontato le loro preoccupazioni e trasmesso un messaggio di solidarietà.

Ciò che caratterizza il lavoro pastorale è la creazione di un linguaggio comune tra parrocchiani e parroco con l'abbattimento di quelle barriere che fanno da ostacolo tra loro, e così i parrocchiani vedono il sacerdote come un amico con cui si può parlare apertamente. Questa relazione ha portato a vivere con meno problemi questo periodo difficile; il nostro obiettivo finale non è solo quello di aiutare, ma di continuare ad accompagnare.

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