“Il dolore che diventa amore”: Festa dell’Esaltazione della Santa Croce

By: Cécile Leca/ lpj.org - Published: September 15 Thu, 2022

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TERRA SANTA – Il 14 settembre, la Chiesa di Gerusalemme ha celebrato la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, che commemora il ritrovamento della reliquia della Vera Croce, e la costruzione e la consacrazione della Chiesa del Santo Sepolcro.

Nella fede cristiana, la Croce è il simbolo universale della vittoria di Gesù sulla morte. In origine utilizzato come strumento di tortura, si è trasformato in un faro di speranza e di fede nel messaggio del Signore dopo la resurrezione di Cristo. Durante la Festa dell’Esaltazione della Croce, celebriamo questo simbolo come ricordo del compimento della promessa di salvezza di Dio.

Nel 327 d.C., sant’Elena (madre dell’Imperatore cristiano Costantino I) e il Vescovo Macario di Gerusalemme fecero eseguire alcuni scavi con lo scopo di trovare il luogo del Calvario e il santo Sepolcro. Secondo gli storici, fu durante questi scavi che sant’Elena trovò la Santa Croce, così come le due croci utilizzate per crocifiggere il ladrone impenitente e il buon ladrone. Ella divenne certa dell’autenticità della reliquia quando una donna malata fu guarita dopo averla toccata. In seguito, l’imperatore Costantino fece costruire la Chiesa del Santo Sepolcro sul luogo santo. Fu consacrata il 13 settembre 335 e la Santa Croce vi fu portata il giorno seguente, il 14 settembre.

Secondo p. Hadi Qasis, un sacerdote melchita che vive a Mi’ilya (Galilea), la Santa Croce è un “faro” che lo guida nella sua “vita personale, sacerdotale e familiare. Per me, l’unico cammino verso la felicità e la vera gioia è la Croce. Quando mi ricordo delle parole di Cristo, che mi invita a seguirlo e a portare la Croce come ha fatto Lui, questa stessa Croce diventa un cammino di salvezza, coronata dalla resurrezione e della gioia”.

Nella tradizione melchita, la Festa della Santa Croce è celebrata il 13 settembre. “È un lungo momento di contemplazione e di memoria,” afferma p. Hadi. “Le croci di tutti i tipi sono unite alla Croce vivificante del Signore. Durante questo momento, anch’io prendo la mia croce, la quale diventa fonte di gioia e di guarigione per la mia misera anima. Dal dolore alla salute, dalle difficoltà al sollievo…questo è ciò che la Croce e la Festa dell’Esaltazione significano per me. È il giorno in cui prendo le mie lamentele, le mie difficoltà e il mio dolore e li metto sulla croce di Gesù, con la quale sarò in grado di cominciare di nuovo.”

Anche per i parrocchiani, la Festa dell’Esaltazione della Croce ha un significato speciale. Per descriverlo, Issam Ewedah, un cristiano abitante ad Amman (Giordania), parla della Croce come del “dolore che diventa amore”. Per lui il valore della Croce non risiede solo nella Croce stessa, ma nell’essenza dell’amore di Cristo per il mondo. “È la memoria della vittoria della vita sulla morte”, afferma un’altra parrocchiana, Mariana Duaibes, che vive a Zababdeh (Palestina). “Tutti noi soffriamo per le nostre croci. La croce che pesa sulle nostre spalle pesa sempre anche sulle mie, e così prego Dio Onnipotente e gli chiedo di aiutare me e tutti quanti a portarla, così come ha aiutato Suo figlio Gesù Cristo a portarla fino alla Resurrezione.”