Il Patriarca Pizzaballa sul Corpus Domini: “L'Eucaristia, stile di vita abituale”

By: Layal Hazboun/ lpj.org - Published: June 04 Fri, 2021

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GERUSALEMME – Giovedì 3 giugno 2021, Sua Beatitudine Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, ha presieduto la Santa Messa nella Solennità del Corpus Domini, che si celebra ogni anno il giovedì successivo alla domenica della Santissima Trinità, in solenne commemorazione della realtà del Corpo e del Sangue di Cristo nell'Eucaristia.

La Festa, conosciuta anche come Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, è stata concelebrata dal Vescovo Boulos Marcuzzo, don Rafic Nahra, don Jamal Khader, don Yacoub Rafidi, don Ibrahim Shomali, don Firas Abedrabbo, e altri sacerdoti del Patriarcato latino oltre ad alcuni frati francescani, e ha visto la presenza di religiosi, religiose e fedeli.

Nell'omelia, S. B. Mons. Pizzaballa ha fatto riferimento allo «stesso Vangelo che la Chiesa proclama nella sera del Giovedì Santo, nel ricordo dell’ultima cena, che ci riporta ai giorni della Passione: Gesù offre il suo corpo e il suo sangue, cioè la sua vita; lo offre in un estremo gesto d’amore, come segno di alleanza, come cibo di salvezza, come principio di vita nuova, per tutti”.

Il Patriarca ha aggiunto: “Quell’amore che celebriamo nel mistero, è diventato poco alla volta anche l’amore che celebriamo nella vita, un amore che ha acquisito nel tempo il sapore dell’esperienza concreta della vita, un pane che insieme al grano e all’acqua, ha acquisito anche il sapore del sudore e delle lacrime, ma che proprio per questo diventa ancora più “reale”, perché unisce la vita al mistero che celebriamo e così l’Eucarestia diventa vera, reale offerta della vita e non solo un rito.

L’Eucaristia non è solo un gesto occasionale, un momento della vita di Gesù e nostra: ne è piuttosto lo stile, il modo abituale di vivere. Un modo di stare nella vita prendendola tra le mani, così com’è, per offrirla in dono, per donarla e restituirla.”

Il Patriarca Pizzaballa ha concluso pregando perché l'Eucaristia sia fonte di testimonianza di amore e di incontro, nonostante tutto, e per rendere la nostra Chiesa capace di costruire e di guardare avanti con fiducia.

In occasione del Corpus Domini, la diocesi di Gerusalemme ha celebrato anche i giubilei d'argento e d'oro di ordinazione sacerdotale di alcuni sacerdoti e di alcuni frati. A festeggiare quest’anno il loro giubileo d'argento (25 anni) sono: don Ibrahim Shomali, don Bashir Bader, don Yacoub Rafidi e don Gabriele Romanelli. Due sono invece coloro che celebrano il giubileo d'oro: don Farah Hijzin e p. Raimondo Camilleri, ofm.

La festa del Corpus Domini risale all'inizio del XIII secolo, quando Roberto de Thourotte, vescovo di Liegi (Belgio), ordinò che la festa fosse celebrata nella sua diocesi nel 1246, persuaso da santa Giuliana, priora di Mont Cornillon vicino a Liegi, che aveva avuto una visione in cui le era stato ordinato di chiedere l'istituzione della Festa del Corpus Domini. La prima celebrazione avvenne nello stesso anno nella chiesa di San Martino a Liegi.

La festa non si diffuse fino al 1261, quando Jacques Pantaléon, ex arcidiacono di Liegi, divenne papa Urbano IV. Nel 1263 istituì la solennità del Corpus Domini e ordinò a tutta la chiesa di osservare la festa, dopo che un parroco del villaggio di Bolsena (Italia) e la sua congregazione furono testimoni di un miracolo eucaristico di sanguinamento del Santissimo Sacramento.

La festa divenne veramente universale solo dopo che la bolla papale di Urbano IV fu inclusa nella raccolta di leggi nota come decreti clementini, compilata sotto papa Clemente V, ma promulgata solo dal suo successore papa Giovanni XXII nel 1317. Entro la metà del XIV secolo, la festa era generalmente riconosciuta, e nel XV secolo divenne, in effetti, una delle principali feste della Chiesa.

Immagini: Fadi Abedrabbo e Ufficio Media del Patriarcato Latino di Gerusalemme