Incontrare il Cristo risorto sulla strada di Emmaus

By: lpj.org - Published: April 20 Wed, 2022

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EMMAUS NICOPOLI - Lunedì 18 aprile 2022, circa quaranta pellegrini hanno camminato sulle orme dei due discepoli sulla strada di Emmaus. Proprio come nel Vangelo, ogni lunedì di Pasqua, la Comunità delle Beatitudini di Emmaus Nicopolis invita i pellegrini a lasciare il Cenacolo, situato sul Monte Sion a Gerusalemme, alle 6:00 del mattino, per camminare per circa 30 km fino al sito di Emmaus Nicopolis, dove possono assistere ad una messa in mezzo alle rovine archeologiche della chiesa crociata.

Se da anni questa marcia riunisce persone di tutti i ceti sociali, il vero luogo di Emmaus è ancora in discussione. I manoscritti di San Luca citano due distanze: una di "160 stadi" (circa 30 km), e una di "60 stadi" (circa 11 km).

Così, nel villaggio di Abu Gosh, dove ci sono due santuari cattolici, l'Abbazia di Santa Maria della Resurrezione è uno dei tre luoghi che commemorano questo passaggio del Vangelo. Situata sulla strada 1 da Gerusalemme a Giaffa, a 11 km da Gerusalemme (60 stadi), è ritenuta da alcuni pellegrini il luogo dove Cristo iniziò a camminare con i due discepoli.

Un altro luogo che celebra questo passaggio dei Vangeli è il villaggio palestinese di Qubeibeh, anch’esso situato a 11 km a nord-est di Gerusalemme. Da 700 anni i francescani di Terra Santa vi celebrano l'incontro di Emmaus: nella mattina del 18 aprile, alle 10:00, P. Dobromir Jasztal, vicario custodiale, ha presieduto la messa pontificale.

Tuttavia, in base alla tradizione della Chiesa, allo studio della mappa della Terra Santa ai piedi dell'altare della chiesa di Madaba (Giordania) e alla prima ora della partenza dei discepoli, sembrerebbe che il sito oggi chiamato Emmaus Nicopolis, sede della Comunità delle Beatitudini e situato sulla strada 1 tra Gerusalemme e Jaffa, sia il più probabile. Le rovine della chiesa crociata, in cui fu celebrata la messa, sorgono su una casa risalente al 220 d.C. circa, che avrebbe dato rifugio ai cristiani durante il periodo delle persecuzioni romane, forse sotto la protezione di Giulio l'Africano - uno scrittore cristiano di lingua greca al servizio dell'Impero Romano.

Arrivati intorno alle 16:45 sul posto, i pellegrini, sia laici che religiosi, hanno potuto partecipare alla messa celebrata da Mons. William Shomali, Vicario generale per Gerusalemme e la Palestina; ha concelebrato per l'occasione anche Mons. Boulos Marcuzzo, Vicario patriarcale emerito per Gerusalemme e la Palestina (2017 – 2021) e vescovo titolare di Emmaus. Sebbene Mons. Marcuzzo abbia deplorato l'assenza dei cristiani locali, che non erano numerosi, ha anche sottolineato il carattere simbolico di questa marcia e di questa celebrazione che ricorda un passaggio chiave dei Vangeli. Nel 2018, accolse i pellegrini con queste parole: "Questo cammino non è solo una tradizione per imitare i discepoli, veneriamo i Luoghi Santi, ma soprattutto, durante questo pellegrinaggio, abbiamo tempo per concentrarci sulla bellezza della natura e del mondo che ci circonda. Infatti, risorgiamo con Cristo, siamo un popolo nuovo, uomini nuovi, per un mondo nuovo, e il cosmo, il mondo, ogni materia, compresa la storia, è tutta rinnovata dalla Risurrezione di Cristo".

In questo anno sinodale, dove il Vangelo di Emmaus è preso come modello di cammino, questa giornata assume una doppia importanza. "Se il secondo discepolo descritto nei Vangeli non è nominato, a differenza del primo, è perché si tratta di ciascuno di noi - ha detto Mons. Shomali nella sua omelia - Tutti sono chiamati a incontrare il Cristo risorto sulla strada di Emmaus".