L'Incaricato d'Affari della Nunziatura Apostolica visita in Galilea due villaggi cristiani spopolati

By: Saher Kawas/ lpj.org - Published: August 15 Sun, 2021

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IQRIT, BIR'IM/ Galilea - Sabato 7 agosto 2021, mons. Tomasz Grysa, Incaricato d'Affari ad interim della Nunziatura Apostolica in Israele, ha incontrato i residenti e i discendenti di due villaggi cristiani palestinesi, ormai spopolati, dell'Alta Galilea: Iqrit e Kufr Bir'im. Gli incontri si sono svolti alla presenza dell'Arcivescovo Yousef Matta, dell'Arcieparchia greco-melchita cattolica di Acri, e dell'onorevole Sami Abu Shou Shahadeh, membro del parlamento israeliano per la Joint List.

In ciascun villaggio, mons. Tomasz ha iniziato la sua visita con una preghiera nell'antica chiesa del paese, e poi si è messo in ascolto delle vicende delle famiglie cristiane locali e della battaglia legale che hanno in corso per poter tornare giustamente nelle terre degli antenati e pensare ad un futuro per se stessi e per i propri figli.

Secondo l'Arcieparchia greco-melchita cattolica di Akko, la visita rientra nelle priorità pastorali dell'Arcieparchia per portare a soluzione i casi di Iqrit e Kufr Bir'im, i cui discendenti che ivi risiedono si sono appellati, in più occasioni, alla Santa Sede, sia attraverso l'Arcieparchia sia attraverso la Nunziatura Apostolica della Terra Santa.

"Continueremo a seguire questa importante questione", ha scritto Sami Abou Shahadeh sulla sua pagina Facebook. “Faremo del nostro meglio a livello locale e internazionale per ripristinare i diritti e la giustizia per le famiglie dei villaggi che, facendo sentire la loro voce hanno tenuto viva l'attenzione su questa situazione sia a livello locale che internazionale”.

Diritto di recesso solo in caso di morte

Iqrit e Kufr Bir'im furono entrambi evacuati nel novembre 1948, quando le forze israeliane ritennero necessario, per "motivi di sicurezza", che gli abitanti di entrambi i villaggi lasciassero le loro terre. Nonostante fosse stata fatta loro la promessa di poter tornare a stabilirsi nelle loro terre entro due settimane, da allora agli abitanti di Iqrit e Kufr Bir'im tale autorizzazione non è mai stata concessa.

Negli anni seguenti, i residenti di Iqrit e Kufr Bir'im sono stati sfollati e trasferiti nei villaggi e nelle città vicine come Jish, Rameh e Haifa o nei campi profughi in Libano. Non volendo rinunciare alle proprie terre e alle proprie case, la popolazione di entrambi i villaggi ha portato il caso davanti alla Corte Suprema israeliana. Nel caso di Iqrit, la corte stabilì nel luglio 1951 che la loro espulsione era illegale e ordinò che fosse loro permesso di tornare alle loro case. Nel mese di luglio dell'anno successivo, la stessa decisione fu presa a favore dei residenti di Kufr Bir'im.

Tuttavia, e nonostante la decisione del tribunale, le forze israeliane distrussero Iqrit e Kufr Bir'im rispettivamente nel dicembre 1951 e nel settembre 1953, lasciando le loro chiese intatte ma leggermente colpite. Da allora, gli abitanti di questi villaggi hanno cercato di tornare nelle loro terre ma senza successo. Nel 2003, la gente di Iqrit ha fatto appello alla Corte Suprema, ma la petizione è stata respinta. Dal 2012 residenti e discendenti dei villaggi sono tornati nelle loro terre e vi si sono accampati, per poi essere rasi al suolo dalle autorità israeliane.

Dal 1948 al 1967, agli abitanti di Kufr Bir'im fu negata la possibilità di seppellire i propri morti nel cimitero del villaggio. Un'eccezione è stata fatta solo nel 1956, per la sepoltura di p. Elias Susan, uno dei sacerdoti del villaggio.

"Non capisco che problema rappresenti il mio desiderio di vivere qui e di esserci sepolto ", ha detto Haitham Sbeit, un discendente del villaggio di Iqrit. “E dovrei tornare qui solo quando sarò morto? No, non è quello che voglio".